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Giovedì, 23 Maggio 2024
Acque non depurate

Altri 2 autolavaggi non in regola: fra sequestri e chiusure spontanee adesso è emergenza

I nuovi sigilli, sempre per violazione delle normative che tutelano l'ambiente, sono stati apposti ad Agrigento e a Favara dai carabinieri del centro Anticrimine natura

"AAA autolavaggio aperto e funzionante cercansi". E non soltanto nella città dei Templi, ma anche nell'hinterland. Fra quelli sequestrati, per irregolarità e violazione della normativa che tutela l'ambiente, e quelli che hanno, spontaneamente e autonomamente perché consapevoli di non essere in regola, abbassato la saracinesca, trovare un impianto per ripulire interni e carrozzeria è diventato una sorta di terno al Lotto. Gli ultimi due, in ordine di tempo, sono stati sequestrati dai carabinieri del centro Anticrimine Natura del comando provinciale dell'Arma. Ed è accaduto ad Agrigento e a Favara, in entrambi i casi in centro. La scoperta è stata fatta dagli automobilisti - non soltanto agrigentini, ma anche favaresi e racalmutesi - che stamani, per ripulire le vetture, si sono diretti verso gli autolavaggi superstiti. O che almeno i cittadini sapevano essere "sopravvissuti" alla raffica di chiusure. Ed invece, la sorpresa appunto. E il "copione" è risultato essere - informandosi un po' in giro - sempre lo stesso: scaricavano le acque prodotte dagli impianti di lavaggio dei veicoli senza alcuna depurazione. Oltre ai sigilli, ben visibili, sono stati denunciati alla procura i due titolari. 

Autolavaggi sequestrati o chiusi: creato un pool per smaltire le istanze degli imprenditori

"Scarico di acque reflue senza autorizzazione": denunciato titolare di ingrosso ittico

Salgono a una quindicina, se non addirittura qualcuno in più, gli impianti sequestrati dalla guardia costiera, dai carabinieri del Nil di Agrigento che, assieme al nucleo Operativo e al contingente ispettivo, hanno, nelle scorse settimane, trovato anche lavoratori "in nero" e dai militari dell'Arma del centro Anticrimine Natura che è coordinato dal colonnello Vincenzo Castronovo. Le varie squadre fino a ora in azione hanno operato sempre con il supporto dell'Arpa. 

A questi si aggiungono, soprattutto in molti Comuni dell'hinterland, quelli che sono stati chiusi spontaneamente. I titolari degli impianti consapevoli di violare la normativa che tutela l'ambiente, evitando guai giudiziari e maxi sanzioni, hanno deciso di abbassare le saracinesche, interrompendo il servizio, in attesa di mettersi in regola. 

A fine aprile, il Libero consorzio comunale, visto che si sta creando una vera e propria emergenza: decine e decine le auto incolonnate nei pochissimi impianti rimasti aperti, ha deciso di costituire un gruppo di lavoro per smaltire l'imprevista presentazione delle istanze degli imprenditori che stanno cercando di regolarizzare la propria posizione. 

"Scaricavano le acque senza alcuna depurazione": sequestrati altri 3 autolavaggi

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