Cronaca

Affaire acqua inquinata, l'Aica smentisce l'ordinanza del Comune: adesso serve chiarezza

Per quale motivo il Municipio, con due distinte ordinanze, ha indicato il liquido come non utilizzabile se i parametri sono nella norma almeno nel caso di Forche? E perché i due enti fanno riferimento a provvedimenti dell'Asp totalmente in contrasto tra loro?

Non c'è alcuna emergenza acqua inquinata ad Agrigento (o quasi) nonostate due ordinanze del Comune e un mare di polemiche. Ad intervenire in modo inatteso oggi è l'Aica: la società consortile, con una nota, ha infatti evidenziato che il prelievo effettuato venerdì scorso al serbatoio Forche avrebbe individuato "valori dei parametri di riferimento conformi".

E qui la prima contraddizione: siamo al 16 di settembre, stesso giorno in cui il Municipio, attraverso una specifica ordinanza, acquisito pareri dell'Asp che invitava il sindaco a "voler emettere ordinanza per la sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile, e per le utenze interessate dall’inconveniente, di volere assicurare la fornitura idrica potabile nelle modalità consentite, ai sensi della normativa vigente, nel punto prelievo uscita serbatoio Forche".

Il 18 settembre, quindi, dice Aica, "è stata ripristinata la distribuzione idrica, nel Comune di Agrigento, dal serbatoio Forche e dai serbatoi viale della Vittoria, giardini, Rupe Atenea, Itria, Cozzo Mosè e Poggio Muscello dallo stesso serviti, secondo i limiti indicati nella nota Asp". 

Quindi entrambi gli enti fanno riferimento ad una nota dell'Asp con però conclusioni contraddittorie: una volta si cita il lavoro dell'Azienda sanitaria per dire che l'acqua non è utilizzabile, una volta per dire che invece è utilizzabile. 

Questo ragionamento non vale comunque per Fontanelle: dove resterebbe non utilizzabile l'acqua del locale serbatoio, per esclusione. Urge però adesso che ci sia piena chiarezza per i cittadini.

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