Domenica, 14 Luglio 2024
Il punto sulla situazione

Acqua pubblica, la consulta di Aica incontra il prefetto Romano: “Le tariffe sono tra le più alte d’Italia”

Evidenziate le criticità che investono il gestore pubblico che però puntualizza: “Dipendono solo in parte da fattori interni all’azienda”

La consulta di Aica ha incontrato il prefetto Filippo Romano per parlare del servizio dirico integrato e di varie criticità che investono il territorio. “Riteniamo estremamente positiva e necessaria - fanno sapere da Aica -  l'attenzione della Prefettura su questi temi perché, oggi più che mai, i cittadini hanno bisogno di sentire le istituzioni vicine e attente alle proprie esigenze.

Durante il confronto abbiamo evidenziato come le criticità che investono il gestore pubblico derivino in parte da fattori interni all'azienda (dei quali discuteremo con il Consiglio di amministrazione), ma soprattutto da fattori esterni a causa dei ritardi e delle inadempienze di Ati e dei sindaci rispetto a precise prescrizioni normative e di come queste ultime ricadano sulle spalle di Aica e in ultimo sui cittadini, costretti ancora oggi a subire un servizio pessimo con una delle tariffe più care d'Italia.

Già nell'incontro precedente, tenutosi in Prefettura il 27 aprile scorso, era emersa la necessità di apportare urgenti correttivi e porre in essere, con la dovuta risolutezza, ef- ficaci iniziative da parte sia di Ati che di Aica.Da  da allora poco o nulla in riferimento ai temi trattati è stato affrontato e risolto. Ci riferiamo ai consorzi illegali Voltano e Tre Sorgenti, tenuti in piedi illegittimamente per volontà politica; alla tariffazione a forfait illegale, anch'essa mantenuta senza l'apparire di adeguate iniziative di corre -

zione (da noi proposte); alla questione delle risorse idriche dell'ambito, da mettere a beneficio del gestore unico e non solo di pochi comuni privilegiati; alla mancata verifica di Ati dei requisiti che occorrono ai Comuni salvaguardati per poter continuare a gestire autonomamente il servizio idrico; ai comuni di Palma di Montechiaro e Camastra, rimasti fuori da AICA senza averne titolo ne diritto; alla questione dei rapporti con Sicilacque e con la Regione Sicilia nel determinare la tariffa di acquisto dell'acqua all'ingrosso e di come diminuire la dipendenza dal gestore di sovrambito rispetto al nostro fabbisogno idrico; alla questione tariffaria che ha visto l'approvazione da parte di ATI di aumenti considerevoli a partire dal 2023, con effetto retroattivo sul 2022, ma che non risulta abbiano superato il vaglio di legittimità di Arera. Rispetto a tutto ciò i risultati sul conto economico del gestore sono evidenti anche nel bilancio 2022, che registra una perdita effettiva di 4,5 milioni di euro (3 milioni al netto delle imposte, non riscuotibili in nessuna forma, poiché appare estremamente improbabile che si possa ottenere un risparmio di imposte su utili inesistenti), nonostante questo risultato sia stato da noi ampiamente previsto e annunciato che si sarebbe verificato in mancanza delle opportune correzioni. Oggi più che mai riteniamo fondamentale l'interessamento della Prefettura per questi temi e restiamo a disposizione delle istituzioni per contribuire al risanamento e al consolidamento del gestore pubblico”.

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