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Lunedì, 26 Febbraio 2024
La protesta

Acqua e aumenti delle tariffe, il Codacons non ci sta: “Dove sono i risparmi promessi agli utenti?”

L’affondo di Giuseppe Di Rosa: “I rincari dovranno essere applicati dall’Aica che però ha aumentato i compensi dei dipendenti fino al 300 per cento”

Sull’aumento del 6 per cento nelle bollette dell’acqua a partire dal 2023 è intervenuto il Codacons con il responsabile regionale Giuseppe Di Rosa. L’associazione che tutela i consumatori non ci sta e promette battaglia. “I sindaci - scrive Di Rosa - deliberano l’aumento che Aica dovrà ora applicare. Ma ci chiediamo dove sono i risparmi per gli utenti promessi da chi oggi detiene la gestione del servizio e dalle associazioni che gridavano al ladro al ladro.

Tra mille problemi c’è una sola certezza: la società paga milioni di euro di stipendi mensili, ha promosso impiegati a dirigenti con moltiplicazione di compensi pari al 300 per cento e spende circa 300 mila euro annui per consulenze varie assegnate quasi tutte per affidamento diretto tra cui 6 avvocati.

Perché alcuni comuni ancora non consegnano le reti mentre i loro sindaci votano favorevolmente l’aumento delle tariffe ai comuni che invece pagano regolarmente? Come mai ancora oggi, in violazione di tutte le norme, ci sono comuni che pagano l’acqua a forfait aumentando di fatto la tariffa di chi paga a consumo? Come mai si è fermata la ricerca degli abusivi che invece andavano denunciati alle autorità? 

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Noi non ci stiamo: è stato creato un altro carrozzone politico col quale assegnare incarichi e sottogoverni in mano ai soliti noti. Le promozioni e le consulenze vengono fatte nelle segreterie politiche, chi comanda sono i sindaci i quali spesso sono designati per delega dal loro deputato di riferimento. Ci preoccupa e non poco, il silenzio dei consigli comunali dei comuni che compongono l’Ati ed Aica. Dove sono i risparmi promessi alla gente? Quale sarebbe il miglioramento del servizio? Aica deve essere una società trasparente, non un feudo personale dei politici utilizzato per assegnare consulenze ed incarichi diretti con notevole dispendio di denaro pubblico, invece di attingere alle professionalità interne”.

Il Codacons, in definitiva, chiede di attivare subito i correttivi per la riduzione delle tariffe e dei servizi: “Mentre c’è chi punta di nuovo alla privatizzazione del servizio - conclude Di Rosa - noi ci batteremo affinché il gestore pubblico sia sempre più trasparente ed in mano a gente slegata dal potere politico che in Sicilia conta più di ogni altro potere”.

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