Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Acqua pubblica, sindaci agrigentini in sit-in davanti all'Ars per la legge

Una battaglia che da anni conducono i sindaci dell'Agrigentino. Davanti all'Ars, si è chiesto a gran voce che si legiferi per normare la situazione che in atto in Sicilia vede realtà antitetiche (con 17 comuni agrigentini diffidati a consegnare le reti mentre altri nel Palermitano vengono "costretti" a riprendersele)

"I cittadini si sono espressi col referendum nel 2011: vogliono la legge per l’acqua pubblica, ed è giusto rispettare l'esito referendario".

Questo il comune sentire di sindaci, giunte, Consigli, rappresentanti del Forum e di associazioni per l’acqua pubblica e parti delle comunità siciliane che in massa (c'è chi ha contato fino a 100 località rappresentate) si sono dati appuntamento in piazza del Parlamento a Palermo nella speranza di imprimere un'accelerazione al processo di approvazione di una legge che sancisca nuovamente il diritto per gli enti locali di gestire il servizio idrico.

Una battaglia che da anni conducono i sindaci dell’Agrigentino.

Davanti all’Ars, si è chiesto a gran voce che si legiferi per normare la situazione che in atto in Sicilia vede realtà antitetiche (con 17 comuni agrigentini diffidati a consegnare le reti mentre altri nel Palermitano vengono “costretti” a riprendersele).

Ciò che si chiede è che si dia modo di gestire l'erogazione idrica scegliendo quale sia la forma che garantisce il giusto mezzo tra economicità ed efficienza del servizio reso.

Abbiamo manifestato di fronte l’Ars per chiedere a gran voce l’approvazione della legge sull’acqua pubblica: governo e parlamento non potranno più far finta di nulla”, ha detto Giovanni Panepinto, parlamentare regionale del Pd e sindaco di Bivona, tra i promotori della manifestazione che si è tenuta a Palermo e della legge di iniziativa popolare sulla ripubblicizzazione dell'acqua.
 
In merito all’esame del ddl, Panepinto ha poi dichiarato:  "In commissione è stato approvato l’articolo 1 del disegno di legge. Un primo importante passo, perché riafferma il principio del ritorno alla gestione pubblica degli impianti idrici. Bisogna proseguire su questa strada per smontare una volta per tutte un meccanismo che ha trasformato l’acqua in un business per pochi, sulla pelle dei cittadini".

Dello stesso avviso anche il deputato regionale dell'Udc  Margherita La Rocca Ruvolo, per la quale "l’acqua è un bene assoluto. Sul tema bisogna fare chiarezza per riorganizzare il servizio. Il ddl prevede tre modalità: in house, in economia, e consorziandosi. Con l’approvazione dell’articolo 1 della legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua in Sicilia è stato compiuto un primo importante passo, ma bisogna fare presto. Già martedì prossimo torneremo a riunirci in Commissione, per proseguire i lavori".

 Il testo dell'articolo 1, approvato in commissione Territorio e ambiente, sancisce che "la Regione considera l’acqua come bene comune pubblico e patrimonio da tutelare, diritto umano individuale e collettivo non assoggettabile a ragioni di mercato; tutti i cittadini devono godere allo stesso modo di un servizio efficace, trasparente ed equo".

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