Acqua pubblica, Consiglio comunale aperto a Montevago
Cronaca

Montevago, Comitato per l'acqua pubblica: "L'Ati abbia più coraggio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il comitato Intercomunale per la gestione pubblica dell'acqua, è stato presente al Consiglio Comunale aperto al pubblico del 17 febbraio scorso indetto dal presidente del Consiglio comunale di Montevago, su richiesta del sindaco Margherita La Rocca Ruvolo, per protestare contro il servizio idrico che per oltre dieci giorni ha fornito acqua inquinata alla comunità.

"Nel corso dell’incontro, - scrive in una nota il coordinatore del Comitato, Franco Zammuto - nonostante l’oggetto all’ordine del giorno fosse l’emergenza inquinamento, come era naturale che avvenisse, la discussione si è spostata all’indirizzo del gestore del servizio idrico Girgenti Acque, anche in  considerazione della presenza di circa venti sindaci con a capo il presidente dell’Ati Lotà.  L’occasione per il comitato InterCoPa, anch’esso invitato, è stata utile, oltre che per testimoniare la solidarietà alla comunità di Montevago che ha partecipato numerosa, anche per comprendere come l’Ati intende affrontato la problematica".

"Quel che è ne è venuto fuori in maniera evidente - prosegue Zammuto - è che esistono essenzialmente due posizioni e che, per quanto entrambe mirino a modificare l’andazzo evidente di oggi, le due strategie certamente si differenziano per modalità e tempistiche. La prima, rappresentata dal presidente dell’Ati e già nota per averla annunciata ai media, tende a condurre l’azione su due direttrici: innanzitutto ridurre le tariffe agendo sia sul governo della Regione che su Siciliaacque, di cui la multinazionale francese Veolia è socio al 75%, mentre la Regione detiene il restante 25%".

"Contemporaneamente - aggiunge Zammuto - condurre un’azione nei confronti del gestore prevedendo una nuova carta dei servizi e intervenendo sul regolamento d’utenza, e allo stesso tempo considerare, attraverso la valutazione di uno studio legale, la possibilità di procedere alla risoluzione e/o rescissione del contratto che ci tiene legati a Girgenti Acque dal 2007  fino al 2037".

"L’altra posizione - spiega il coordinatore -  rappresentata dal Sindaco di Casteltermine Nuccio Sapia ma fortemente sostenuta anche dai sindaci Ferrandelli di Burgio, Fantauzzo di Grotte e Ciaccio di Sambuca di Siciliai, oltre ad altri sindaci che nell’occasione non erano presenti, chiede all’Ati di essere più spregiudicata e aggressiva nei confronti del gestore e di mettere in campo iniziative forti per liberarsi della gestione di Girgenti Acque. Inoltre, il sindaco Sapia, chiede  sostanzialmente di procedere direttamente con l’azione contro Girgenti Acque in considerazione del fatto che l’Ati ha un controllo diretto sul gestore mentre nulla può nei confronti di Siciliaacque".

"Ovvio che il comitato InterCoPa - conclude Zammuto - sta con i sindaci arrabbiati e appassionati, anche se per noi la scelta di campo è più facile considerato che non abbiamo la responsabilità dell’azione degli atti. Però è anche vero che oltre ad un’azione di pressione nulla si può chiedere a Siciliaacque, la cui proprietà è detenuta per il 75% da un socio privato quale è la multinazionale francese Veolia, e quindi, come sostiene il sindaco Sapia, l’azione deve essere tutta concentrata sul gestore che dipende direttamente da controllo dell’Ati e dai provvedimenti e atti che sarà capace di produrre, anche alla luce  di varie indagini in corso e dei 12 depuratori sotto sequestro da parte della magistratura".

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