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Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

Gestione del servizio idrico, tutti i nodi da sciogliere nei prossimi giorni

Le tappe sono numerose e le risposte sono davvero poche: improbabile, comunque, che domani si voti alcunché

Registrata la manifestazione di oggi, che sembra essere però solo il primo passo di una "resistenza" che potrebbe anche essere abbastanza lunga, la domanda che molti si pongono è: e adesso che succede?

La risposta è: potenzialmente nulla, o almeno non nell'immediato. Sì perché se l'attenzione è concentrata in modo quasi spasmodico sulla forma di gestione (spa o consortile?) in realtà l'Assemblea territoriale idrica prima di arrivare a questo dovrà passare da complesse "forche caudine".

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Come è stato lo stesso assessore Hamel a spiegare, infatti, che è molto improbabile che oggi si possa deliberare alcunché in tema di forma di gestione, stante che restano prima da affrontare argomenti dirimenti e sicuramente cronologicamente prioritari, come la decisione sul futuro dei comuni che chiedono di poter gestire in proprio le risorse idriche ai sensi dell’articolo 147 della Legge Galli.

In tal senso le associazioni, a partire dal Coordinamento “Titano”, hanno più volte ribadito che solo i comuni che hanno pienamente diritto a questi requisiti dovrebbero poter gestire il servizio in proprio. In tal senso è probabile che l’assemblea si spaccherà fin da questa decisione, perché tra gli 8 individuati già dal direttivo (ma non ancora oggetto di specifica delibera) quasi nessuno sembra possedere già, a prescindere da deroghe e concessioni) tutti i requisiti necessari. In particolare ad avvelenare il dibattito c'è poi il fatto che uno dei comuni, Santa Margherita di Belice, è guidata dal fratello del sindaco Francesca Valenti. Superare i singoli egoismi, comunque, non sarà semplice.

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Inoltre a pesare, e non poco, sarà la posizione presa dal sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro di puntare a gestire da solo la propria acqua già dal primo ottobre. “Una corsa avanti incomprensibile che rischia di dilatare i tempi sull’individuazione del futuro della gestione del servizio idrico in modo imprevedibile”, avverte Hamel.

Anche se, comunque, domattina tutti i comuni dovessero riuscire a votare forma di gestione e concessione del 147 in una sola seduta (salvo ricorsi al Tar da parte degli esclusi) c'è da spiegare che poi i passaggi "concreti" arriveranno solo molto molto tempo dopo. Al momento infatti l'Ati non ha traccia di un piano d'ambito, non sa materialmente dove mettere le mani nella gestione del servizio e non è in condizione di prendere il possesso del sistema oggi gestito da Girgenti acque.

Gestione servizio idrico, l'incontro tecnico non dirada i dubbi

E dire che dalla risoluzione con il privato sarebbero dovuti trascorrere solo nove mesi - dice la convenzione - prima dell'individuazione - di una nuova società a cui affidare il carrozzone. Per questo, da più parti, si parla ormai apertamente del rischio di un commissariamento della Regione che potrebbe "punire" la scelta di continuare a non scegliere.

IL VIDEO - "Reti idriche in mano ad un'azienda pubblica": le associazioni alzano la voce, assenti i cittadini

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