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Acqua inquinata a Villaggio Mosè, M5S: "Serve fare chiarezza"

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle invita l'amministrazione ad una più trasparente comunicazione con i cittadini

L’acqua di Villaggio Mosè è inquinata o no? Lo chiede il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Marcella Carlisi. “In relazione all’inquinamento a Villaggio Mosè – si legge in una nota - i primi di agosto gli stessi rappresentanti in consiglio del Movimento 5 Stelle, hanno protocollato una interrogazione riguardante il metodo con cui si era avvisata la popolazione interessata, solo qualche giorno dopo l’erogazione dell’acqua non potabile”.  

“L’11 ottobre – prosegue Carlisi - è arrivata la risposta del sindaco dove si fa presente, preliminarmente, che la stessa ordinanza è stata revocata il 30 settembre 2016 a seguito della comunicazione degli esiti favorevoli delle analisi dei campioni di acqua. Per la modalità di pubblicazione l’amministrazione fa presente che oltre alla pubblicità legale, prevista per legge, è stata data diffusione anche tramite i mezzi di comunicazione e che, nell’intento di dare la più ampia diffusione a tali ordinanze, è stato dato indirizzo al competente ufficio, di provvedere alla diffusione, anche con modalità ulteriori di informazione (avvisi cartacei e comunicati stampa) idonee a raggiungere ogni fascia d’utenza, nonché di monitorare l’evoluzione delle problematiche anche in relazione all’operato dell’ente gestore”.

“Ma – scrive Carlisi - saranno soddisfatti i cittadini per questa risposta?  Noi consiglieri del Movimento 5 Stelle non lo siamo, soprattutto per la tardività con cui arriva tale risposta, così come l’ordinanza di revoca: ben due mesi dopo l’inquinamento registrato dal 29/7 al 30/9 e ci chiediamo cosa ne è stato delle persone che hanno utilizzato l’acqua, in tutto questo tempo. La situazione si è, tra l’altro, ripetuta nello stesso quartiere e alcuni cittadini ancora aspettano un’ordinanza di revoca, per esempio della 227 del 5/9/2016 riguardante l’inquinamento dell’acqua prelevata il 2/9/2016 in via dei Fiumi.  Con l’arrivo di Settembre si sono anche aperte le scuole e qualcuna di queste opera proprio nell’area inquinata. Alcuni cittadini si sarebbero sentiti rispondere  ‘tanto viene usata solo per gli scarichi nei gabinetti’; ma nessuno vieta ad un ragazzino di lavarsi la faccia e ingerire dell’acqua dopo un ora di educazione fisica.   Mentre alcuni cittadini della via dei Fiumi “e traverse coinvolte nello stesso turno di erogazione (quali sono? boh!)” dormono sonni tranquilli, perché non si sono accorti di niente, altri vivono con angoscia perché invece sono a conoscenza dell’inquinamento idrico che si protrae da un mese”.  

“L’angoscia, per queste persone, - prosegue Carlisi - è diventata rabbia quando hanno capito che, probabilmente, del loro problema non importava a nessuno.  Questi cittadini hanno contattato tutti gli uffici pubblici possibili e anche le forze dell’ordine, senza riuscire ad avere risposte concrete sulla situazione e sul potenziale pericolo. Prima sono state sigillate le prese, poi puliti i recipienti e l’acqua è stata distribuita con le autobotti, per lo più a chi ha protestato, dicono. Poi, sembrerebbe, che operatori del gestore abbiano detto agli abitanti 'Ok, prendete l’acqua' e che perfino un preside fosse stato informato di un’ordinanza che invece non esisteva e così fino a fare arrivare la notizia agli assessori. Ancora non c’è un’ordinanza di revoca, ma i sigilli sono stati tolti e l’acqua viene erogata e non più distribuita con l’autobotte. Cosa significa? Se qualcuno dovesse sentirsi male, il responsabile della salute pubblica cittadina non ne avrà la colpa? Tutti sanno poco o niente, compresi dirigenti ed assessori. Questi cittadini non dovrebbero avere una decurtazione delle tariffe idriche?”.

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