Acqua, erogazione ferma a Ravanusa e a Campobello è emergenza

L'acqua torna ad Agrigento, la situazione è sotto controllo a Ravanusa, ma è emergenza idrica a Campobello dove nell'acqua è stato trovato escherichia coli. Girgenti acque sta fornendo ai cittadini la possibilità di approvvigionarsi dalle autobotti: ma si cerca la causa dell'inquinamento avvenuto lungo la conduttura di Siciliacque

L'acqua del lago Fanaco è "pulita". Il problema dell'inquinamento deriva dalle condutture di Siciliacque, con cui è arrivata anche acqua in cui era presente l'escherichia coli.

E' quanto emerso, anche se ancora non supportato da documenti ufficiali, dalle analisi poste in essere dall'Asp e richieste a gran voce dall'amministrazione di Campobello guidata dal sindaco Gianni Picone che ha anche presentato un esposto alla Procura per accertare le responsabilità di quanto sta accadendo.

«Chiedo all'autorità giudiziaria - scrive Picone - l'eventuale esistenza di ipotesi di reato nei fatti riferiti ed il consequenziale accertamento di responsabilità di persone che attraverso azioni od omissioni, abbiano potuto creare gravi danni o pericoli per la salute pubblica».

Dal 4 novembre l'acqua è di nuovo preclusa ai campobellesi: questo perché in ben quattro campionamenti l'Asp ha rilevato addirittura la presenza di batteri fecali e, dato su cui il sindaco Picone vuol vedere chiaro, i campioni di Siciliacque non solo non ne evidenziavano la presenza, ma davano solo i coliformi in lieve quantità in entrata. Invece dai 4,1 ufc ogni 100 millilitri riscontrati dall'ente che gestisce le riserve idriche, si è passati ai 300 ufc in entrata e ai 160 in uscita dell'Asp. Ma non solo, come anticipato il dato allarmante è costituito da 140 ufc di escherichia coli in entrata nei serbatoi che poi, nelle case, sarebbero arrivati nella misura di 57 ufc.

Adesso sono in atto le procedure di sanificazione di tutti i serbatoi, della rete idrica cittadina e dei recipienti soprattutto delle scuole. Girgenti acque sta fonendo ai campobellesi delle autobotti da cui approvvigionarsi con le proprie taniche, mentre si attende la fine degli esami, due cicli, prodotti sui serbatoi comunali da riempire poi con l'acqua del Tresorgenti.

E in contemporanea si stanno producendo delle analisi lungo la condotta che porta l'acqua dal Fanaco per capire dove e come sia avvenuta la commistione di acqua pulita e acqua inquinata: il problema si pensa sia tra Canicattì e Campobello.

«Vogliamo sapere come sia potuto accadere, e soprattutto come sia possibile che il gestore del servizio idrico non produca con costanza delle analisi prima di immettere nella rete cittadina l'acqua. Ma cercheremo di capire anche perchè le analisi prodotte da Siciliacque differiscano in maniera così abnorme rispetto a quelle dell'Asp. A noi interessa tutto questo, perchè il nostro interesse è salvaguardare la salute dei cittadini e vogliamo non accada mai più un fatto del genere» ha detto il sindaco Picone.

A Ravanusa, secondo quanto riferito dal sindaco Carmelo D'Angelo «la situazione è critica, ma sotto controllo. Abbiamo ancora delel riserve idriche, e fortunatamente abbiamo bloccato l'erogazione prima dell'arrivo dell'acqua inquinata - ha detto -. Abbiamo disagi sulle turnazioni e faccamo arrivare l'acqua per le scuole da fonti non contaminate. Aspettiamo comunque le analisi fatte ieri dalla Girgenti acque, per capire quando potremo rientrare a regime. Penso che se non si ripristina entro lunedì inizieremo ad avere problemi seri».

Intanto è di oggi la notizia che torna a essere distribuita l'acqua nel capoluogo agrigentino: le analisi dell'Asp hanno confermato la potabilità dell'acqua, consentendo la ripresa dell'erogazione.

Il servizio era stato sospeso "in via cautelativa" nei giorni scorsi da Girgenti acque anche nei comuni di Canicattì e Ravanusa oltre che nel capoluogo e a Campobello di Licata dove erano stati riscontrati batteri coliformi nei serbatori di "Gargitella-Fondachello". Questo perchè tutti approvvigionati dall'acqua proveniente dal Fanaco e distribuita da Siciliacque.

A Canicattì l'emergenza sembrerebbe scongiurata grazie a un "bypass" con cui il Comune ha deciso di far arrivare acqua pulita e bloccare quella inquinata.

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