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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Acqua, commissariamento sindaci

La Regione pressa perché i privati gestisacno l'acqua, nonostante referendum e sentenza della corte costituzionale del 20 luglio scorso la quale sancisce che l'esito referendario ha valore di legge.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il presidente della regione Lombardo, ai cui piedi si erano prostrati tanti presunti progressisti, continua con furia lanzichenecca nella sua azione di distruzione della volontà popolare espressasi nei referendum del 12 e 13 giugno con il voto di 27 milioni di italiane/i che avevano reclamato la gestione pubblica dell'acqua.

Non solo. La regione calpesta la sentenza del luglio del corrente anno della corte costituzionale che ha stabilito l'incostituzionalità dei provvedimenti governativi che obbligavano gli enti locali a privatizzare l'acqua, perché tale previsione era in contrasto con l'esito referendario.

Tanto fervore spiega la subalternità del governo, che dovrebbe essere espressione dei cittadini, verso gli interessi dei poteri forti che intendono realizzare profitti a buon mercato sfruttando i bisogni primari dei cittadini legati alla fruizione dei beni comuni.

Il Governo Regionale, non ha ancora dato attuazione all'articolo 49 della finanziaria 2010 con il quale esplicitamente si riconosceva la necessità di valutare la legittimità ed il rispetto dei contratti sottoscritti dai gestori, contemplandone la risoluzione in caso di inadempienza, né ha voluto portare in Aula per l'approvazione, il disegno di legge di ripubblicizzazione delle Acque promosso, per la prima volta in Sicilia, per iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali.

Il 13 giugno scorso, pochi giorni prima dello scioglimento, il Parlamento ha approvato l'ennesimo O.d.G. che impegna il Governo Regionale a sospendere le nomine dei Commissari per i Comuni che non hanno consegnato le reti ai gestori.

Ci chiediamo perché non si applichino le leggi promulgate, non si dia ascolto alla volontà Popolare e dei 140 Enti Locali che hanno proposto una legge di riforma, ed ignorando un'esplicita volontà del Parlamento, in una fase di transizione a due mesi dall'insediamento del prossimo Governo, si mostri invece tanta solerzia nel Commissariare i Comuni.

Come Forum provinciale Acqua e Beni Comuni di Agrigento ci schieriamo accanto ai sindaci che hanno resistito alle pressioni sia del presidente dell'ATO idrico di Agrigento, D'Orsi, che del presidente della Regione, Lombardo, ed invitiamo i sindaci a resistere fisicamente alle pretese illegittime della regione chiamando i cittadini alla mobilitazione. Nel contempo chiediamo alla struttura regionale del Forum di valutare eventuali azioni legali nei confronti della regione e della presidenza dell'Ato idrico di Agrigento per quanto riguarda l'inosservanza delle stesse leggi regionali oltre la violazione della sentenza della corte costituzionale.

p/Forum provinciale Acqua e beni Comuni di Agrigento.

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