Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Servizio idrico, il cammino dell'Aica è sempre più in salita: ridotta la fornitura elettrica

A monte di tutto ci sono bollette non pagate dalla precedente gestione per oltre un milione e mezzo di euro. Intanto scoppiano pure le prime "grane" con il personale

Che il cammino dell'Aica non sarebbe stato semplice lo si sapeva. Che potesse essere così complesso, però, probabilmente nessuno lo immaginava davvero. 

L'ultima emergenza in ordine di tempo riguarda la fornitura di energia elettrica ad alcuni impianti che portano l'acqua nelle case dei cittadini. Il gestore, infatti, vantando crediti per oltre un milione e mezzo di euro, ha deciso di ridurre la fornitura fin quando non verrà estinto il debito che era stato tuttavia contratto dalla gestione precedente. Questo ha comportato lo stop nel funzionamento di diverse pompe e quindi numerosi disagi per i cittadini.

Se il debito dovrà comunque essere pagato dalla gestione fallimentare, l'Aica dovrà comunque cercare un proprio gestore attraverso una procedura pubblica che richiederà mesi. In più, come noto, a presentare il conto per affitti non pagati erano già stati soci della ex Girgenti Acque, che hanno preavvisato l'Aica di un rischio sfratto dall'attuale sede occupata, cioè quella della ex Girgenti Acque.

Ma non è finita qui. I vertici della Consortile hanno infatti voluto incontrare in modo urgente e informale i sindacati per chiedere loro di "intercedere" per ottenere la piena collaborazione dei lavoratori. Pare che, infatti, non tutti avrebbero manifestato piena collaborazione alla nuova società. Tavolo di prova, in tal senso, sarebbe stato un interpello interno per individuare dieci persone da utilizzare come "letturisti", cioè coloro che fisicamente leggono i consumi dei contatori. Un ruolo, questo, che veniva svolto dai cococo che non sono stati oggi confermati dall'Aica. Molti lavoratori infatti si sarebbero rifiutati di svolgere questo compito, per quanto i sindacati pare abbiano evidenziato alcune situazioni che meritano approfondimenti successivi (la proposta, cioè, sarebbe stata fatta a operatori non in condizioni tali da consentire queste attività). E' facile immaginare, in questo contesto, come sia necessario iniziare subito a fatturare per rendere "sostenibile" il servizio.

Del resto l'interesse è degli stessi lavoratori, dato che i prossimi due mesi e rotti (quelli cioè dell'affitto del ramo d'azienda) saranno decisivi: se la consortile non avrà le gambe per camminare in modo autonomo, gli oltre 300 dipendenti torneranno alle rispettive aziende che però, essendo in liquidazione, non potranno che provvedere ai licenziamenti.

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