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Cronaca Canicattì

“Accuse troppo generiche da riformulare”, slitta il verdetto per i 102 imputati dell’inchiesta sul diplomificio

Il giudice avrebbe dovuto solo pronunciarsi sulle richieste di rinvio a giudizio ma ha emesso un’ordinanza con cui impone al pm di precisare le contestazioni

“Le accuse formulate dalla procura sono troppo generiche e non è possibile arrivare ad una decisione sui rinvii a giudizio”. 

Il giudice per l’udienza preliminare, Francesco Provenzano, anziché emettere la decisione sulle 102 richieste di rinvio a giudizio, ha letto un’ordinanza con la quale impone al pubblico ministero Paola Vetro di specificare meglio i capi di imputazione.

Il procedimento è quello sul cosiddetto “diplomificio", che sarebbe stato messo in piedi fra le province di Agrigento, Catania e Ragusa. 

L'inchiesta "Diplomat" ipotizza un giro di diplomi "venduti" senza neppure sostenere una lezione grazie alla falsificazione di documenti che attestavano il regolare percorso scolastico. 

Sul banco degli imputati siedono in 102 fra dirigenti scolastici, insegnanti e personale amministrativo di alcuni istituti paritari di Canicattì, Licata e delle province di Catania e Ragusa oltre ad alcuni studenti che avrebbero beneficiato dei diplomi irregolari usando poi il titolo per iscriversi all'università e tre istituti scolastici in qualità di persone giuridiche. 

L'indagine è stata avviata nel 2014 e si è allargata anche alle province dove il "diplomificio" avrebbe avuto delle ramificazioni. Le accuse sono di associazione a delinquere, falso, rivelazione di segreto di ufficio e abuso di ufficio.

Il prossimo passaggio in aula è stato fissato per il primo marzo.

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