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Chiesa di Santa Rosalia, in attesa dei lavori si pensa ad una facciata "artificiale"

La proposta è dell'Accademia di Belle arti, che aveva avviato una petizione per ottenere la ricostruzione del frontale dell'edificio di culto

Prima una petizione on line, poi la scoperta che larga parte delle cose chieste erano già note, o quantomeno già ampiamente considerate dagli enti preposti e che il rifacimento della facciata della chiesa di Santa Rosalia era, quantomeno, già messo in agenda da parte dell'Arcidiocesi di Agrigento.

Ricostruire il frontale della chiesa di Santa Rosalia, parte la petizione

Così adesso l'ultima proposta-provocazione dell'Accademia di belle arti "Michelangelo Merisi" è quella di predisporre una soluzione "tampone" che possa consentire di eliminare la bruttura seguente alla mancata ricomposizione della facciata (che oggi si presenta come uno squadrato "tollo" di mattoni rossi) nelle more dei lavori.

 "Nell'attesa che il prospetto della Chiesa di Santa Rosalia venga ricomposto con i conci decorativi e strutturali originari - scrive il critico d'arte Paolo Giansiracusa, promotore della petizione originaria -  il professor Alfredo Prado propone un rivestimento provvisorio con la stampa del disegno del frontespizio. L'impianto grafico nasce all'interno dell'Accademia e in particolare nell'ambito del corso di Graphic design che si avvale della consulenza di vari esperti del settore. L'idea ha già trovato ampio consenso tra quanti hanno a cuore questo importante monumento del centro storico agrigentino. Sarebbe auspicabile che l'idea diventasse progetto, nell'attesa che le parole rassicuranti sulla ricostruzione espresse dalla Curia trovino attuazione".

Chi abbia espresso "ampio consenso" non è chiaro, così come non è noto ad alcuno chi dovrebbe farsi carico economicamente della stampa del telone, che, tra l'altro, andrebbe a coprire delle aperture successivamente aperte proprio sul frontale della chiesa. Che sia l'Accademia, come ennesimo atto di "protagonismo civico" che voglia farsi carico di tutto? Questo probabilmente sarà oggetto di successivi post sui social dei diretti interessati. Non rsta quindi che attendere e conoscere, poi, il parere di Arcidiocesi e della Soprintendenza ai beni culturali sull'ipotesi.

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