Cronaca

"Nomina di personale esterno": per abuso d'ufficio chieste 7 condanne

Fra gli imputati, ci sono cinque sindaci ed ex primi cittadini, un dirigente comunale e Vincenzo Marinello che fu designato responsabile del settore Finanziario dell'Unione dei Comuni Platani-Quisquina-Magazzolo

Il pm di Sciacca, Alberto Gaiatto, ha chiesto la condanna - per abuso d'ufficio in concorso - di sette imputati, fra i quali cinque - fra sindaci ed ex -, un dirigente comunale, per la nomina di Vincenzo Marinello a responsabile del settore Finanziario dell'Unione dei Comuni Platani-Quisquina-Magazzolo.

Il pm - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - ha chiesto un anno e 2 mesi per Marianello e un anno per tutti gli altri imputati: Alfonso Frisco, Giovanni Panepinto, Santo Alfano, Filippo Bartolomeo, Francesco Cacciatore e Salvatore Re. Nella qualità di sindaco del Comune di Alessandria della Rocca e presidente della Giunta dell'Unione dei Comuni Platani-Quisquina-Magazzolo Frisco e di sindaci dei Comuni di Bivona, Cianciana, San Biagio Platani e Santo Stefano Quisquina gli altri, oltre che di componenti della Giunta dell'Unione, affidando l'incarico a Marinello - secondo l'accusa - avrebbero violato più disposizioni che "pongono all'amministrazione un espresso divieto di fare ricorso a personale esterno per ricoprire incarichi del tipo di quello conferito". Il concorso di Re sarebbe consistito - stando sempre all'accusa - "nell'avere, in qualità di segretario, espresso parere favorevole sulla regolarità della deliberazione" e di Marinello nell'avere "istigato la condotta degli altri, traendo illecito beneficio". Per l'accusa, "con il contratto individuale per rapporto di lavoro a tempo determinato e orario parziale a Marinello si sarebbero violate disposizioni normative fra le quali quelle di cui al regolamento dell'organizzazione degli uffici e dei servizi dell'Unione dei Comuni e quelle del testo unico enti locali che pongono all'amministrazione espresso divieto di ricorso a personale esterno".  

Il rimo dei difensori a discutere, chiedendo l'assoluzione dei suoi assistiti: Frisco, Alfano e Cacciatore, è stato l'avvocato Michele Monteleone secondo il quale l'operato, attraverso la nomina, in linea a quanto prevede la legge ed esclusivamente per il raggiungimento di determinati obiettivi, per la progettualità del piano Aro, senza di analoga professionalità interna. 

Il 3 novembre toccherà agli altri difensori. 

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