Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Abusivismo a Licata, Cambiano "resiste" e non si dimette

Il sindaco ha deciso di aspettare l'esito dei tavoli tecnici con il governo regionale e nazionale. Già mercoledì prossimo è previsto un incontro con l'assessore Croce

Il sindaco Angelo Cambiano

Il sindaco di Licata Angelo Cambiano non si dimette. Lo ha annunciato durante la conferenza stampa convocata in Comune due giorni fa. "Stamattina ho ricevuto una telefonata del presidente della Regione Rosario Crocetta - ha spiegato Cambiano - che si è detto disponibile ad incontrarmi subito per un tavolo dedicato a Licata, una sorta di 'Patto per Licata'. Perché a Licata non c'è solo l'emergenza demolizioni di immobili abusivi, ma c'è il rischio che l'ospedale chiuda, ci sono continui incidenti stradali lungo la statale 115 e c'è il fatto che per rispettare il patto di stabilità non ho i soldi per integrare di un'ora il lavoro dei vigili urbani che garantirebbero presidio e controllo sia in tema di viabilità che in tema di lotta all'abusivismo commerciale". 

"PATTO PER LICATA" - "Anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano - ha aggiunto Cambiano - si è detto disponibile a sedersi, per conto del governo Renzi, al tavolo per questo 'Patto per Licata'. Mercoledì mattina, incontrerò l'assessore regionale al Territorio ed Ambiente Maurizio Croce per capire se possono essere trovate o meno delle soluzioni in tema di demolizioni. Dopo queste rassicurazioni ricevute - ha spiegato Cambiano - vado avanti per il bene della mia città". 

"Non sono solo. Mi ha chiamato anche il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, - ha dichiarato Cambiano - e mi ha detto che il Comune di Agrigento ha impegnato la somma di 160 mila euro circa e che verranno fatte altre 10 demolizioni nella zona del parco archeologico di Agrigento". Alla conferenza stampa erano presenti anche alcuni ormai ex proprietari di immobili dichiarati abusivi. Hanno preso la parola, dicendosi delusi, Giovanni D'Angelo che è il vice presidente del comitato per la tutela della casa ed il portavoce Gianluca Mantia. "Siamo delusi - hanno detto - perché la vicenda delle demolizioni sta passando in secondo piano rispetto alle altre problematiche di Licata".

"Mercoledì mattina sarò a Palermo - ha replicato il sindaco Cambiano - per parlare con l'assessore Croce proprio delle demolizioni. E sarà il primo argomento che tratteremo per questo Patto per Licata. Giovedì, invece, sarò a Roma per incontrare il presidente del Senato Pietro Grasso. Sono riuscito ad avere un appuntamento grazie al senatore Giuseppe Marinello". 

L'INTERVENTO DI CROCETTA - Cambiano, ha fatto ascoltare in aula, durante la conferenza stampa, un passaggio dell'intervento del presidente Crocetta fatto a Licata sabato scorso. Una registrazione che Cambiano ha definito "di inaudita gravità". Crocetta diceva che il Comune di Licata avrebbe dovuto dichiarare le case da abbattere di "pubblica utilità. Gli altri Comuni hanno agito così". "Crocetta  scarica su di me le responsabilità che non ho - ha detto Cambiano -. Non possono dichiararsi di pubblica utilità immobili che sorgono in zone di inedificabilità assoluta". 

FIRETTO: "DEMOLIZIONI ANCHE AD AGRIGENTO" - "Agrigento, per la seconda tornata di demolizioni, ha impegnato sul bilancio poco meno 100 mila euro. A 160 mila euro arriviamo con la prima tranche di interventi. Abbiamo ricevuto il secondo elenco di immobili da abbattere dalla Procura, abbiamo fatto realizzare il computo metrico ed impegnato le somme in bilancio". Lo ha detto il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, che ha testimoniato, come molti altri sindaci, la sua vicinanza a Cambiano chiamandolo al telefono."Non è solo. Anche Agrigento sta lavorando sulle demolizioni" - ha concluso Lillo Firetto -. Il secondo elenco di demolizioni da effettuare nella zona A del parco archeologico di Agrigento era originariamente composto da 13 immobili. Ma 4 manufatti abusivi, fra le contrade Cugino Vela e Maddalusa e in via Cavaleri Magazzeni, sono stati già autonomamente demoliti.

(L'ULTIMATUM DEL SINDACO)

La decisione di dimettersi era stata comunicata dal sindaco Cambiano pochi giorni fa. "La presenza dello Stato non si percepisce grazie alla scorta o tutela che mi è stata assegnata - aveva detto - . La vicenda delle demolizioni è complessa. Non può essere un confine territoriale a decidere quale villetta abusiva si può abbattere e quale no. A Licata, al momento, sono stati abbattuti ben 22 immobili abusivi. Siamo stati l'unico Comune a portare avanti, con determinazione, l'opera di ripristino della legalità. Perché le sentenze vanno rispettate, senza "se" e senza "ma". Ma siamo stati gli unici. Altri Comuni non lo hanno fatto e non mi risulta che ci siano colleghi sindaci indagati per omissioni in atti d'ufficio".

Cambiano si è scagliato contro la classe politica che "non si vuole sporcare le mani. Aspettiamo ancora che si insedi il comitato per le demolizioni. Questa città è in ginocchio. I cittadini non percepiscono più il senso di giustizia. Il sindaco sta facendo soltanto il proprio dovere. Ma non posso far percepire il senso di giustizia solo attraverso le demolizioni. Non riesco nemmeno a potenziare di un'ora il lavoro dei vigili urbani contrattisti perché abbiamo sforato il patto di stabilità e dunque la gente vede per strada confusione e caos. Non riesco nemmeno a far controllare il nostro territorio anche contro l'abusivismo commerciale. Quando però ci sono demolizioni fra carabinieri, poliziotti e finanzieri, in città ci sono ulteriori 80 uomini delle forze dell'ordine". 

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