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Una demolizione in contrada Pisciotto a Licata

Una demolizione in contrada Pisciotto a Licata

Abusivismo edilizio, la Cassazione: niente demolizione se il reato è prescritto

La sentenza potrebbe creare un effetto domino in una terra dove, a Licata e Palma di Montechiaro, sono già al lavoro le ruspe che torneranno presto anche nella zona "A" del Parco archeologico

Se il reato di abusivismo edilizio è già prescritto in primo grado non ci sarà demolizione. L'inchiesta e le sentenze riguardano esclusivamente fatti verificatisi a Palermo e riportati oggi, a firma di Riccardo Arena, dal Giornale di Sicilia. Queste sentenze però potrebbero creare un effetto domino anche in una terra - quella Agrigentina - dove sono in corso le demolizioni degli immobili abusivi a Licata ed a Palma di Montechiaro e dove, fra non molto, dovrebbero tornare le ruspe nella zona "A" del Parco archeologico di Agrigento.

Se il tempo entro cui va definito il processo scade già in primo grado, l’abuso edilizio non porta all’abbattimento dell’immobile o della parte di esso realizzata al di fuori delle regole. Lo ha deciso il giudice monocratico del tribunale e ora la terza sezione della Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della Procura generale, pronta a impugnare la sentenza che, nel dichiarare la prescrizione, aveva negato l’emissione dell’ordine di demolizione.

La via del processo penale è la più breve e diretta per eliminare l’abuso. Ora, però, sembra destinato a cadere, perlomeno nei non pochi casi in cui la decisione del primo giudice arriva oltre i quattro o cinque anni che rappresentano il termine di prescrizione dei reati in tema di edilizia. 

Resterebbe, naturalmente, la soluzione dell’abbattimento deciso in via amministrativa. Ma con tempi biblici.

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