Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

"Gettavano rifiuti speciali di ogni tipo nell'alveo del torrente e in un'area pubblica", indagati 14 imprenditori

La Procura ha fatto notificare gli inviti a comparire ai titolari di attività che operano in svariati settori: le telecamere avrebbero immortalato l'abbandono

Resti di pesce, frutta, ferro, masserizie varie e tanto altro ancora: un'area pubblica della zona dell'area di sviluppo industriale e persino l'alveo del torrente, nei pressi di Fondacazzo, sarebbero stati devastati dai titolari di svariate attività che avrebbero avuto l'abitudine di smaltire i rifiuti prodotti in questo modo.

A immortalare le scene sarebbero state le telecamere nascoste: quattordici persone, fra imprenditori e rispettivi collaboratori, sono finiti sotto inchiesta per le accuse di abbandono e deposito non autorizzato di rifiuti e miscelazione non consentita di rifiuti.

Il pubblico ministero della Procura di Agrigento, Paola Vetro, ha fatto notificare a tutti l'avviso a comparire per essere interrogati dalla polizia giudiziaria. 

Si tratta di: Tommaso Sciara, 38 anni, di Agrigento; Giuseppe Donato, 65 anni, di Porto Empedocle; El Larbi Karama, 82 anni, marocchino; Mario Calogero Sola, 53 anni, di Agrigento; Maurizio Infantino, 58 anni, di Caltanissetta; Giovanni Parisi, 56 anni, di Agrigento; Benedetto Catania, 50 anni, di Porto Empedocle; Toni Mario Angelo Lo Pilato, 47 anni, di Agrigento; Benito Cacciatore, 33 anni, di Aragona; Calogero Orsolino, 24 anni, di Agrigento; Luciano Terrazzino, 35 anni, di Agrigento; Settimio Barrale, 57 anni, di Agrigento; Calogero Meli, 56 anni, di Agrigento e Salvatore Montana Lampo, 28 anni, di Agrigento.

Tutti gli episodi al centro della vicenda risalgono al periodo compreso fra il giugno e l'agosto del 2018. Gli indagati sarebbero stati sorpresi alla guida di furgoni e mezzi simili, mentre scaricavano cartoni, polistirolo, materiale ferroso, sacchi di rifiuti vari, pesce, frutta e tanto altro prodotto con la propria attività. Nel "mirino" sarebbero finite due zone: un piazzale nell'area di sviluppo industriale e un alveo di un torrente nella zona di Fondacazzo. 

Gli indagati, adesso, potranno nominare un difensore di fiducia e dovranno presentarsi per essere interrogati e fornire la loro versione dei fatti. In alternativa potranno avvalersi della facoltà di non rispondere. Della vicenda si sta occupando il corpo forestale della Procura della Repubblica. 

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