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"Tiro mancino", i due fratelli palmesi respingono le accuse

Calogero e Salvatore Lupo sono stati interrogati, per rogatoria, dal gip Alessandra Vella del Tribunale di Agrigento

Calogero e Salvatore Lupo, i due fratelli di Palma di Montechiaro arrestati nei giorni scorsi, dalla squadra mobile di Agrigento, nel corso del blitz antidroga “Tiro mancino”, respingono le accuse.

L’inchiesta è coordinata dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo i quali ritengono di avere sgominato un’organizzazione dedita al traffico di droga tra la Sicilia e la Campania.

I due palmesi, interrogati per rogatoria dal gip Alessandra Vella del tribunale di Agrigento, hanno sostenuto che “le intercettazioni sono state interpretate male, nelle conversazioni non c’è alcun riferimento al traffico di droga”. Ad assistere i due fratelli di Palma, che si trovano ai domiciliari, sono gli avvocati Giuseppe Fabio Cacciatore e Francesco Scopelliti. Secondo i magistrati della Dda, coordinati dal procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato, cocaina, eroina, hascisc e marijuana arrivavano da Castellamare del Golfo e venivano spacciate nelle province di Palermo, Trapani ed Agrigento.

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