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L'ospedale San Giovanni di Dio

L'ospedale San Giovanni di Dio

Ospedale, l'Asp: "Solo fumo provocato da una batteria surriscaldata"

Secondo Salvatore Ficarra, direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale, "non c'è stato alcun incendio nei reparti"

“Nessun incendio è divampato presso il presidio ospedaliero San Giovanni di Dio di Agrigento nel corso della giornata di sabato scorso. Si è trattato in realtà di tracce di fumo provenienti dalla batteria surriscaldata di un gruppo di continuità in uso presso il reparto di fisica sanitaria, sito al primo piamo del nosocomio. Per quanto non ci sia stata nessuna combustione né, tantomeno, alcuna presenza di fiamme, il semplice propagarsi di fumi ha comunque fatto scattare l’allarme in centrale operativa ed ha determinato il conseguente, immediato, intervento da parte di un addetto della squadra ospedaliera di vigilanza antincendio”.

A sostenerlo, in una nota, è l’Asp di Agrigento.

“La procedura d’emergenza, rispettata appieno per casi di principio d’incendio come quello verificatosi, ha beneficiato dell’ulteriore intervento dei vigili del fuoco prontamente convocati in ospedale – si legge ancora nel documento - per zelo e scrupolo precauzionale. Peraltro l’allarme, scattato in una zona lontana dalle degenze ospedaliere, è prontamente rientrato senza significativi danni alle attrezzature ed ai locali”.
Secondo Salvatore Ficarra, direttore generale dell’Asp “l’eccessiva enfasi data dal segretario territoriale del sindacato Nursind, Angelo Amato, all’evento contingente - ha destato non poche preoccupazioni sia alla numerosa utenza presente in ospedale che, più in generale, sull’opinione pubblica collettiva. Nel disegnare possibili esiti catastrofici, le dichiarazioni di Amato - continua Ficarra - suscitano dubbi infondati in merito alla sicurezza dell’edificio ospedaliero ed alle procedure attivabili in caso d’incendio. Per questo la direzione Asp sta seriamente valutando l’opportunità di sporgere una denuncia alle autorità competenti per il reato di procurato allarme”. 

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