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Maxi evasione fiscale sugli alcolici, 18 fermi: indagine partita da Favara

In procura sono stati resi noti i dettagli dell'operazione "Criminal Drinks". Due dei fermati sono agrigentini. In un deposito di Favara, secondo l'accusa, solo in maniera fittiza arrivano tonnellate di alcolici

Hanno evaso, grazie ad un commercio fittizio di alcolici, accise per 55 milioni di euro ed iva per 13 milioni. E’ di questo che la procura di Agrigento accusa 40 persone, 16 delle quali sono state raggiunte da altrettanti ordine di fermo. I provvedimenti giudiziari sono, complessivamente, 18, ma due dei destinatari si trovano all’estero, quindi non gli sono stati ancora notificati. La procura, che ha agito in collaborazione con l’ufficio delle dogane e la compagnia della guardia di finanza di Agrigento, ritiene di avere sgominato un’organizzazione criminale che operava in Italia ed all’estero. 
I dettagli dell’inchiesta, chiamata “Criminal Drinks”, sono stati resi noti stamani, nel corso di una conferenza stampa in procura ad Agrigento. Erano presenti il procuratore Renato Di Natale, l’aggiunto Ignazio Fonzo, il sostituto Andrea Maggioni, il direttore regionale dell’Agenzia delle dogane, Giuseppe Napoleoni, ed il capitano Stilian Cortese, comandante della compagnia della guardia di finanza di Agrigneto.
Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono frode fiscale e falso.

Tutto è partito da Favara. E’ qui, secondo l’accusa, che era stato affittato un magazzino da parte di un cittadino belga che aveva chiesto l’autorizzazione per depositarvi alcolici. Dalle indagini, secondo l’accusa, è però emerso che in quel magazzino alcolici non ne sono mai arrivati,  ne sono partiti per altre destinazioni. Formalmente nel deposito arrivava una quantità di alcolici tale, sostengono i magistrati, da non essere compatibile con le dimensioni stesse del deposito. Dei 18 ordini di fermo due riguardano agrigentini: si tratta di Antonio Crapanzano, architetto di Favara, proprietario del deposito per il quale il cittadino belga aveva chiesto la licenza per mettere gli alcolici, e Thomas Magrì, informatico di Campobello di Licata. Entrambi, insieme alle altre 14 persone raggiunte dai provvedimenti, sono stati già interrogati ieri e nelle prossime ore per loro avrà luogo l’udienza di convalida davanti al gip.
Singolare la circostanza dell’arresto di Francesco Cimieri, calabrese residente a Londra. Considerato che l’uomo, hanno spiegato i magistrati, si trova sempre all’estero, il provvedimento gli è stato notificato circa 12 ore dopo il suo matrimonio. Le nozze si sono celebrate a Cassino, e la mattina successiva i finanzieri si sono presentati nell’albergo dove il neo sposo aveva trascorso la notte, insieme alla moglie, e lo hanno sottoposto a fermo. Le altre città italiane interessate dall’inchiesta sono: Tortona, Genova, Portalbera, Torino, Cesena, Magnago, San Pietro Mosezzo, Voghera, Sequals, Sarzana. I guadagni illeciti, secondo i magistrati, oltre che dall’imponente evasione fiscale, derivavano dal fatto che gli alcolici che viaggiavano solo fittiziamente, provenienti soprattutto da Gran Bretagna e Francia, venivano poi venduti in nero. Ecco, oltre ai due agrigentini, tutti i nomi dei destinatari delle ordinanze di fermo:
Andre Stolk, straniero non identificato; Alessio Zingoni 47 anni di Pisa; Claudio Cassulo 43 anni di Voghera; Francesco Cimieri, 53 anni di Cirò Marina e domiciliato a Londra; Pierpaolo Palmisano, 43 anni, di Putignano; Pierino Del Maestro, 70 anni di Cassino; Rosalba Rossi, 39 anni, residente a Sant’Andrea del Garigliano; Andrea Protti, 39 anni di Mede; Michele Rossi, 94 anni di Arpino, Anita Figlioli, 66 anni di Santa Cristina D’Aspromonte, residente in Genova; Giorgio Mellia, 56 anni, di Milano e residente a Stradella; Ana Shatku, 42 anni, albanese, residente ad Aquino;  Loris Shatku, 36 anni, albanese, residente ad Aquino; Ugo Corsini, 40 anni di Genova e residente in Pieve Ligure; Francesca Tedone, 39 anni di Genova.

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