Lunedì, 17 Maggio 2021
Trinacria selvaggia

Opinioni

Trinacria selvaggia

A cura di Antonio Vanadia

Il tonno protagonista della storia siciliana

La cultura del Mediterraneo ha in questo pesce un simbolo importante al pari del vino, della porpora, delle spezie e del grano

Il cratere del "venditore di tonno"

Nel cratere del ''venditore di tonno'', un reperto del 380 avanti Cristo esposto a Cefalù presso il museo Mandralisca, si può ammirare una scena ritratta in maniera assolutamente realistica: un pescivendolo affetta un tonno su un ceppo e l'acquirente tiene pronta una moneta. Ancora oggi presso il mercato della ''Pescheria'' di Catania possiamo assistere alla stessa scena. Aristotele ci parla del tonno e della sua ciclica provenienza da oltre le ''colonne d'Ercole''.

La storia e la cultura del Mediterraneo hanno nel tonno un protagonista al pari del vino, della porpora, delle spezie e del grano. Da dove arriva questo instancabile e velocissimo nuotatore? Ogni anno lascia le acque dell'oceano Atlantico, entra in Mediterraneo dallo stretto di Gibilterra e inizia la sua corsa bordeggiando le coste mediterranee, lo troviamo nel mare di Alboran, nelle Baleari, ma è specialmente verso la Sicilia che il tonno si dirige ed è proprio nella nostra Trinacria, che sin dai tempi dei fenici, si sviluppò l'industria e la pesca del tonno.Il trapanese, il golfo di Palermo e l'area compresa fra Vendicari e Capo Passero furono le aree elettive della pesca del tonno, le famose tonnare che per secoli insidiarono questo grosso pesce velocissimo, sanguigno e delicato dai riflessi metallici blu cobalto. I tonnaroti preparavano un labirinto nel quale il ''corsaro blu'' rimaneva intrappolato trovando la morte in un'orgia di sangue, schiuma, sole, sale, urla e tormento.

Erano i tempi in cui persino i pescatori che giungevano dal nordafrica si univano ai nostri per rimediare ottimi guadagni. Ho scritto come se tutto fosse retaggio di un passato, glorioso e lontano, purtroppo è così quasi tutte le tonnare siciliane sono state chiuse, credo che funzioni soltanto quella di Favignana, mantenuta quasi per una questione folklorica e turistica.

Il tonno da tre decenni soffre per una eccessiva pressione di pesca, il governo regionale ha dato spazio ai giapponesi e persino ai venezuelani consentendo di far man bassa del nostro tonno, il più pregiato del pianeta, e centinaia di diportisti insidiano con le lenze i piccoli del tonno contribuendo pesantemente alla rarefazione della specie.

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