Trinacria selvaggia

Trinacria selvaggia

La Valle del Sosio, la nostra incantata "Terra di Mezzo"

Una estesissima ed ampia valle remota, tortuosa e profondissima cinta da montagne crestate come rettili preistorici, percorsa da un fiume che scorre fra una fittissima macchia

"Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra…”
 
Quando ci si inerpica sulle spigolose rocce della Valle del Sosio e  ci si affaccia dalla vetta di una delle tante rupi tormentate dal vento è impossibile non pensare al "Signore degli anelli". In questo luogo incantato tutto parla di Tolkien. Una estesissima ed ampia valle remota, tortuosa e profondissima cinta da montagne crestate come rettili preistorici, percorsa da un fiume che scorre fra una fittissima macchia dove il gatto selvatico tende i suoi agguati; antichi e ombrosi boschi di querce e corbezzoli che celano vetuste rovine di manieri e conventi diruti avvolti da inestricabili grovigli di edera.

L’aquila reale e l’aquila del Bonelli che incrociano ad alta quota; il ritmico e sonoro tamburellare del picchio che si alterna al cupo richiamo dell’upupa e allo sguaiato ciarlare delle ghiandaie mentre risuona acuto nell’aere sereno e terso il verso del falco pellegrino. E nel folto del bosco il fulmineo acrobatico attacco dello sparviero che insegue fra le fronde la preda, un sottobosco punteggiato da delicati ciclamini rosa, scarlatte peonie, piccole orchidee, anemoni multicolori, candide rose canine. L’allarme degli uccelli alla vista del lucido e nero biacco che si arrampica sui rami per predare i nidiacei all’interno dei nidi,il grufolare e il trotto precipitoso dei cinghiali.

Nella tarda primavera sugli azzurri fiori dei svettanti cardi nuvole di farfalle multicolori, lucidi e smeraldini coleotteri,api e vellutati bombi; ramarri dalla livrea azzurra e verde che insidiano grossi insetti,vipere che tendono gli agguati alla base di arbusti e mamma coturnice che attraversa il sentiero seguita in fila indiana dai piccoli.

Durante la notte il sonoro richiamo del gufo e dell’allocco echeggia fra le immense e antichissime pareti rocciose mentre i pipistrelli danzano sul disco lunare e la martora, micidiale predatrice,insegue il topo quercino fra i rami.La volpe furtiva e sorniona ispeziona  anfratti e il folto degli arbusti mentre le bisce d’acqua nuotano indolenti nel fiume che risuona del gracidio delle rane.

E l’incantesimo dell’inverno,quando impetuosi e glaciali venti del nord soffiano nella selva scuotendo i rami delle querce antiche e un compatto fronte di grigi nembi di tempesta attraversati da folgori e accompagnato da rombanti tuoni si incunea nella valle irrompendo come serrata falange che tutto travolge;la neve allora cade copiosa, acceca, abbaglia e tutto avvolge nel silenzio del suo candore ovattato.

Trinacria selvaggia

Divulgatore naturalistico, produttore di documentari video e fotografici. Un impegno quarantennale nel campo della salvaguardia degli habitat e delle specie minacciate d'estinzione in provincia di Agrigento. Attraverso le sue immagini e le sue descrizioni ci guiderà all'interno delle contrade più incontaminate della nostra terra e non solo.

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