Domenica, 16 Maggio 2021
Trinacria selvaggia

Opinioni

Trinacria selvaggia

A cura di Antonio Vanadia

Un silenzio assordante

Il mio impegno, quasi quarantennale, per la conservazione della natura mi da modo di potere fare distinzioni e di poter cogliere differenze fra l'ambientalismo di 40 anni fa e quello contemporaneo

Il mio impegno, quasi quarantennale, per la conservazione della natura mi da modo di potere fare distinzioni e di poter cogliere differenze fra l’ambientalismo di 40 anni fa e quello contemporaneo.

Negli anni 70 e 80 vi era un grande fervore e uno spiccato senso della militanza; ricordo le battaglie per l’istituzione delle riserve di Torre Salsa, dello Zingaro, dell’isola dei conigli a Lampedusa o la lotta contro l’abusivismo sulle coste e la pesca di frodo, quelle contro il bracconaggio e gli imbalsamatori.

In quegli anni le associazioni ambientaliste non guardavano in faccia nessuno, si andava allo scontro aperto contro i nemici della natura e nelle conferenze stampa si dicevano le cose fuori dai denti, ci si sacrificava, ci si rimettevano soldi di tasca propria, si sottraeva prezioso tempo agli affetti e si rischiava la pelle quando si andava a muso duro contro certi cartelli politici ed economici.

Cosa è rimasto di quegli anni splendidi? Assolutamente nulla. L’associazionismo ambientalista è diventato preda di una sorta di marketing relazionale, si perde tempo a curare l’immagine associativa, non esiste più lo spontaneismo attivista;il movimento ambientalista è diventato una chiesa settaria con chierici e un catechismo da seguire in maniera pedissequa; non esiste alcun dibattito, confronto, riflessione.

L’ambientalismo odierno non solo manca di slancio e tensione ideale ma strizza l’occhio all’ imprenditoria ed è fortemente compromesso con i partiti politici.

Burocratizzazione, verticismo, quieto vivere, miopia politica, disonestà intellettuale e viltà stanno facendo implodere le associazioni; gli effetti devastanti di queste posizioni suicide sono sotto gli occhi di tutti: l’impegno contro l’abusivismo sulle coste è assolutamente inesistente, si ignorano in maniera scandalosa plateali e macroscopiche speculazioni edilizie in aree tutelate o ai confini di parchi e riserve naturali, non un flebile lamento su sconcezze perpetrate e progettate.

L’attuale’’ambientalismo’’ ha una sola sonorità: quella di un inquietante, colpevole e assordante silenzio.

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