Domenica, 16 Maggio 2021
Trinacria selvaggia

Opinioni

Trinacria selvaggia

A cura di Antonio Vanadia

Divulgatore naturalistico, produttore di documentari video e fotografici. Un impegno quarantennale nel campo della salvaguardia degli habitat e delle specie minacciate d'estinzione in provincia di Agrigento. Attraverso le sue immagini e le sue descrizioni ci guiderà all'interno delle contrade più incontaminate della nostra terra e non solo.

Trinacria selvaggia

La piaga del randagismo

Il randagismo comporta anche contaminazione ambientale, attraverso le feci dei cani si diffondono malattie quali l'idatidosi, la salmonellosi, la toxocariasi; le zecche, abituali parassiti dei cani, pungendo l'uomo possono trasmettere allo stesso la febbre bottonosa.

Nelle città e nelle aree rurali del centro sud e delle isole vagano decine di migliaia di cani che rappresentano una costante e continua minaccia per l’incolumità fisica e la salute pubblica; capita che questi animali aggrediscano escursionisti, ciclisti, amanti delle passeggiate, turisti, lavoratori.

Il randagismo comporta anche contaminazione ambientale, attraverso le feci dei cani si diffondono malattie quali l’idatidosi, la salmonellosi, la toxocariasi; le zecche, abituali parassiti dei cani, pungendo l’uomo possono trasmettere allo stesso la febbre bottonosa. I randagi arrecano danni agli allevamenti di animali e sono causa di incidenti stradali. I cani inselvatichiti attaccano gli animali selvatici nelle aree protette.

Cause? L’abbandono di cucciolate indesiderate, la riproduzione incontrollata dei cani padronali, l’abbandono di cani adulti, e poi, il facile accesso ai cassonetti della spazzatura e le discariche abusive sono fattori che favoriscono il fenomeno.
Soluzioni ? Non certo i bocconi avvelenati ! Dotazione di microchip e iscrizione all’anagrafe canina dei cani padronali; sterilizzazioni a tappeto; creazioni di canili da affidare a volontari; educare alla responsabilità (un cane non è un giocattolo, ma un essere dotato di grande sensibilità) e alla corretta gestione del rapporto con il cane; incentivare l’adozione dei cani adulti; formare figure professionali che si occupino del randagismo; interdire l’accesso alle fonti di cibo .

Non è tollerabile registrare la presenza di cani randagi all’interno di centri storici, parchi archeologici, riserve naturali e parchi nazionali. Il randagismo mostra ai turisti una cornice degna di un paese del terzo mondo è inaccettabile che in un paese civile ci siano ancora sacche di tale arretratezza, è un fenomeno gravissimo che lede l`immagine stessa della nazione mettendola allo stesso livello dell’Uganda o del Bangladesh.
 

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