Trinacria selvaggia

Trinacria selvaggia

Il resort di Torre Salsa, una storia sbagliata

Torre Salsa non è un luogo qualsiasi, sono sei chilometri di natura selvaggia caratterizzata da una grande varietà di habitat a cui conseguentemente corrisponde una eccezionale diversità genetica

Torre Salsa non è un luogo qualsiasi, sono sei chilometri di natura selvaggia caratterizzata da una grande varietà di habitat a cui conseguentemente corrisponde una eccezionale diversità genetica; falesie, macchia mediterranea, cordoni dunali, praterie di poseidonia, zona umida, colture mediterranee, un caleidoscopio e un tripudio di paesaggi e mirabili specie faunistiche e botaniche.

L’area da quasi quaranta anni è oggetto delle oscene attenzioni di speculatori, gente che al posto del cuore ha il portafoglio e al posto del cervello il "Sole 24 ore";questo patrimonio dell’umanità doveva essere sepolto da un diluvio di cemento; ricordo con orrore il progetto che prevedeva un porto per panfili, quattro alberghi, un campo da golf e decine di villette. Poi il WWF si mobilitò scontrandosi a muso duro contro speculatori e politici e si giunse in maniera graduale e lentissima all’istituzione della riserva, vi risparmio il mio ruolo nella vicenda per non correre il rischio di scadere nell’autocelebrazione.

Il clima che si respira per adesso attorno alla riserva di Torre Salsa è di completa anarchia, stanno sorgendo ovunque in maniera assolutamente incontrastata ville e casette. Mala tempora currunt sed peiora parantur.

Progettare ed autorizzare un resort nell’immediata vicinanza della zona B della riserva è stato un atto avventato frutto di una pervicace volontà speculativa, fra l’altro, l’intera area dove dovrebbe sorgere l’infrastruttura, anche se si trova fuori dai confini della riserva, è protetta.

Il WWF nella vicenda ha tenuto un profilo basso, i gestori della riserva di Torre Salsa, che godono della mia più totale stima e della mia amicizia, hanno ignorato completamente il fatto : nessun comunicato, non una parola.

Il WWF agrigentino ha addirittura dato il semaforo verde al progetto; il WWF nazionale credo invece che forse si stia attivando per uscire con un duro commento. Troppo tiepidi e tardivi.

LEGAMBIENTE si è completamente defilata.

SEL e il Movimento 5 Stelle hanno presentato dure interrogazioni parlamentari.

Chi ha voluto a tutti i costi questo villaggio? A chi giova la presenza del resort? Da quali alchimie e trame è stato concepito? Non faccio dietrologie e indagini, non sono un investigatore e nemmeno un magistrato, ma la faccenda si presta a molte interpretazioni. Penso che quando si fanno affari con multinazionali, aziende private e cartelli finanziari si faccia un patto con il demonio, si cede sovranità in cambio di un piatto di lenticchie, ci si ritrova gabbati e colonizzati.

Si potrà continuare a balneare e a sciamare liberamente per l’intero litorale della riserva oppure ci saranno in tal senso restrizioni? Il tratto di litorale ad uso dei ricchi ospiti sarà interdetto al "vile volgo"? Al Rocco Forte Resort è vietato accedere alla spiaggia che serve l’infrastruttura, stessa cosa avviene in Sardegna in molti tratti di costa.

La gente crede poi che questo resort possa dare centinaia di posti di lavoro, qualcuno ha detto oltre 1000 ! Il grave stato di necessità in cui versa la popolazione, stato indotto dal regime al governo, fa galoppare la fantasia e genera facilmente miraggi.

La costa agrigentina si estende da Menfi a Licata per quasi 120 chilometri, oltre 90 sono stati completamente massacrati da una teoria di seconde e terze case, bar, chioschi, gelaterie e asfalto.Gran parte di quello che rimane è preso d’assalto impunemente da pescatori di frodo, diportisti della domenica, motociclisti e maniaci del 4x4, è il caso del litorale della foce Platani (protetto solo sulla carta).Torre Salsa quindi è rimasta l’ultima splendida ridotta della natura costiera dell’agrigentino.

Bisogna vivere degli interessi del “capitale natura” e non intaccare lo stesso, il concetto è di una chiarezza e semplicità assoluta. Credere ancora che, dopo sessanta anni di saccheggio del territorio, l’economia possa ruotare attorno al cemento e alla distruzione delle coste è da suicidio.


 

Trinacria selvaggia

Divulgatore naturalistico, produttore di documentari video e fotografici. Un impegno quarantennale nel campo della salvaguardia degli habitat e delle specie minacciate d'estinzione in provincia di Agrigento. Attraverso le sue immagini e le sue descrizioni ci guiderà all'interno delle contrade più incontaminate della nostra terra e non solo.

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Commenti (3)

  • Avatar anonimo di sam
    sam

    Lei il piatto di lenticchie lo può mangiare...c'è gente  ha non ha lavoro la disoccupazione ci mangia viva..e la gente mette bastoni tra le ruote per questa struttura...Ma come volete fare turismo?!?!  Ci vogliono i fatti!!!

    • Avatar anonimo di Manuel
      Manuel

      La riserva dello zingaro a Trapani porta un sacco di turismo e soldi perchè costa 3 euro a persona entrare. Entrano migliaia di persone attirati dalla bellezza selvaggia. Un resort di Lusso di sicuro non è la soluzione ai problemi turistici. Ogni volta saltate fuori con questi posti di lavoro che sono briciole rispetto a quello che servirebbe.. Il turismo va impostato diversamente.. no con un resort per pochi eletti...

      • Avatar anonimo di Salvo
        Salvo

        Cosí come è gestita la riserva non porta un Euro, azi ogni anno è soggetta a incendi e incurie vandalistche, incontrollate. Io credo e ne sono convinto che il NS. Futuro è il turismo, no la costruzione di aree industriali che al momento hanno prodotto solo cementificazione , degrado, e pocachissima occupazione.

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