Martedì, 18 Maggio 2021
Trinacria selvaggia

Opinioni

Trinacria selvaggia

A cura di Antonio Vanadia

''Ardisco e colpisco''... Il falco pellegrino

Le brume notturne si dissipano poco a poco sulla costa di Torre Salsa, l'invitto sole ha fugato le tenebre, un fascio di luce dorata illumina un alto sperone roccioso della falesia, su di esso un falco pellegrino osserva nervosamente lo scenario

Le brume notturne si dissipano poco a poco sulla costa di Torre Salsa, l'invitto sole ha fugato le tenebre, un fascio di luce dorata illumina un alto sperone roccioso della falesia, su di esso un falco pellegrino osserva nervosamente lo scenario ruotando continuamente la testa, il rapace attende, aspetta il passaggio di una taccola, di un piccione.

Ecco che tutto ad un tratto si irrigidisce e spiegando le ali si getta nel vuoto, inizia a pattugliare una vasta area con un rapido volo battuto, sorvola ampi tratti di spiaggia sfiorando elegante e sicuro le rocce,poi all'improvviso uno stormo di piccioni appare in lontananza,il falco si accorge che nel suo spazio aereo è giunto qualcosa di interessante,studia la situazione e poi senza indugio si getta nell'inseguimento di una preda.

Il rapace da inizio all'attacco,ripiega le ali sul suo corpo e immediatamente stalla in picchiata allo stesso modo di uno ''stuka'' ,la membrana nittitante scende automaticamente sugli occhi per preservarli dall'impatto dell'aria e dal pulviscolo,il falco ha raggiunto quasi il suo obiettivo,la sua velocità ha superato i 320 km orari,protende gli artigli,l'impatto con la preda è micidiale e devastante ,la morte del piccione è istantanea ,un mucchietto di piume cineree che fluttua nel cielo dichiara la fine del dramma.Il falco pellegrino scende posandosi sul piccione precipitato ,lo artiglia e inizia a spiumarlo per poi divorarlo.

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