Quando ad emigrare siamo noi giovani

Quando ad emigrare siamo noi giovani

Una donna agrigentina tra i talenti internazionali selezionati da Vogue

Valentina, fashion designer e imprenditrice di professione, sta facendo del suo marchio e della sua azienda un successo concentrandosi sulla qualità dei prodotti finali e sul design degli stessi

Oggi parliamo di un talento agrigentino; oggi parliamo di una donna, anzi direi che oggi parliamo di una "Super-donna". Valentina Sciumè, ragazza agrigentina residente a Milano, fondatrice del marchio e dell’azienda "Sciumè Jewels&Hats" (www.sciumeaccessori.com) (https://www.facebook.com/sciumejewelshats).

Valentina, fashion designer e imprenditrice di professione, sta facendo del suo marchio e della sua azienda un successo concentrandosi sulla qualità dei prodotti finali e sul design degli stessi. Una "Super-donna" per le sue capacità non solo da designer, ma anche gestionali, e per il suo coraggio. Qualità che le sono state riconosciute anche a livello internazionale. Valentina, infatti, è stata selezionata anche per il Vogue Talents Corner (https://bit.ly/1pgopOc). Abbiamo avuto il piacere di intervistarla  e vi riportiamo in seguito l’intervista integrale.

- Ciao Vale, ci racconti un po' la tua storia da emigrata al Nord?
"A diciotto anni sono andata via dalla Sicilia per  frequentare l’Accademia di Costume e di moda a Roma. Ho seguito il corso per quattro anni. Contemporaneamente alla preparazione della tesi  ho fatto il mio primo colloquio a Milano,  mi hanno chiesto subito  di trasferirmi  per iniziare una collaborazione. Da quel momento in poi da Milano non sono mai andata  via, perché tutte le aziende più grandi di moda hanno sede qui".

- Come mai hai deciso di formarti fuori dalla Sicilia?
"Non vi era nessuna accademia per designer in Sicilia e non volevo piegarmi alla ricerca di un percorso diverso da seguire,  è stato sempre questo il mio sogno. Non ci ho pensato un attimo, ed i miei hanno appoggiato questo forte  desiderio. Sapevo già da piccolissima cosa volevo fare da grande e quella era la migliore accademia vecchio stampo da frequentare, quella che io avevo scelto quando ancora dovevo andare in primo liceo. Non mi ha mai preoccupato l’idea di dovermi spostare  e lo rifarei  per raggiungere i miei obiettivi".

- Quali i pro e i contro di "emigrare"?
"Milano è la città più europea  dell’Italia ed offre tanto sia dal punto di vista del lavoro che dei servizi,  ti apre la mente  e dà sempre nuovi spunti artistici a chi li cerca, ti  stimola per la sua  continua evoluzione. Detta le tendenze ed è il tempio della moda dove nascono i migliori talenti. Puoi accostarti a grandi personalità frequentando i posti giusti e questo crea delle chance difficili da riscontrare in altre città d’Italia. Qui ho i miei fornitori che posso seguire giornalmente. Ovviamente i contro li conosciamo… Allontanarsi dalla famiglia, dagli affetti e dalla nostra amata terra è un sacrificio. Uno dei contro più evidenti di vivere a Milano è che la città è troppo cara per i nostri tempi  e  non c’è più la proporzione tra reddito e costo della vita".

- Hai fatto esperienze internazionali prima di iniziare a lavorare?
"Purtroppo è il mio unico rammarico poiché ogni qualvolta decidevo di andar via, per fare un’esperienza all’estero,  avevo delle nuove proposte  più importanti. Milano è una città che per fortuna o per sfortuna appena arrivi  ti trattiene".

- Com’è stato ambientarsi in una nuova città?
"Roma era casa mia a tutti gli effetti ed essendo molto vicina a noi come mentalità era piacevole viverci, poi nei confronti di  Roma nutro un amore ed un legame  profondo, invece a Milano nonostante io abbia subito creato delle amicizie molto solide, per me trasferirmi è stato davvero traumatico. Non ho avuto il tempo di elaborare, mi hanno chiamato un Venerdì  dopo il primo  colloquio chiedendomi di trasferimi il Lunedì. Ho cambiato città alla velocità della luce e mi sono ritrovata catapultata in un ambiente nuovo, non ero più sotto una campana di vetro. Diciamo che all’inizio io e Milano non ci amavamo molto. Con il tempo mi sono abituata, poi io fortunatamente ho un carattere abbastanza forte e non mi fermano le prime difficoltà. Adesso la sento mia, vedo più i lati positivi e sono consapevole che questa città offre delle occasioni molto importanti in maniera immediata".

- Qual è il tuo primo lavoro? Com’è stato lavorare al Nord?
"Designer da 'Alberto Biani'. Era la mia prima esperienza  nella moda, tutto era nuovo per me. Ero una ragazzina e le persone con cui lavoravo erano molto più grandi di me e la differenza di mentalità fra nord e sud era davvero forte, ma ho trovato colleghe disponibili che mi hanno insegnato tanto. Seguivo Alberto Biani, lo stilista, in tutto fin da subito e mi diede dal primo giorno la possibilità (inattesa) di disegnare e seguire da vicino la realizzazione la  produzione e l’evolversi di tutti i processi. Avevo tantissima voglia di imparare ed apprendere   voracemente,  con lui è nato quasi un rapporto tra padre e figlia, nonostante inizialmente  abbia messo a dura prova il mio carattere. Ho un ricordo bellissimo ed a  lui devo l’inizio del mio percorso  e la mia crescita professionale. Poi il grande salto, il tuo marchio e la tua produzione. Raccontaci dove hai preso il coraggio e l’energia di iniziare. Io in ambito lavorativo ho sempre avuto le idee molto chiare…avrei voluto frequentare una scuola di moda, fare gavetta ed infine avere una linea che portasse il mio cognome. Sono stata fortunata perché gli eventi sono stati dalla mia parte e  quando mi sono sentita pronta per questo grande passo ho studiato più di un anno il mio progetto e  le scelte da intraprendere per far si che il marchio avesse da subito la giusta visibilità. Sono consapevole che la mia è stata una scelta coraggiosa, perché io fondavo una ditta quando altre chiudevano ed eravamo in piena crisi economica, ma  ad oggi sono felicissima perché sto costruendo poco alla volta il mio futuro, lavoro per il mio marchio e per una stilista non c’è soddisfazione più grande. L’energia credo si trovi nella passione forte per il proprio lavoro, è quello il motore di tutto".

- Dove sei arrivata adesso e cosa ti spinge ad andare sempre avanti?
"In un anno dalla mia prima collezione sono arrivata al di là di ciò  che speravo, non immaginavo che gli eventi mi travolgessero in così poco tempo. Sono arrivati da subito feedback positivi da parte di stampa e buyers che hanno creduto nel mio brand  e questo mi ha spinto a continuare con sempre più entusiasmo il mio lavoro, ampliando anche le categorie merceologiche. Non potrei pensare di fare altro nella mia vita e non mi vedrei felice in futuro se non perseguissi i miei obiettivi. Ed è anche bellissimo camminare per la mia città e vedere i miei Bijioux esposti da Lattuca e i miei cappelli da Scalia, è una cosa che mi rende molto felice". 

- Qual è il ricordo più bello finora e quello più brutto legato a questo nuovo grande progetto?
"Ho tantissimi ricordi belli,  ma di sicuro quello che  rimarrà impresso indelebile è  l’aver partecipato ad un concorso importante come il 'Vogue talents Corner'. Li ho avuto la possibilità di conoscere i due “Guru” della moda , Franca Sozzani  che mi ha scelta, ed Anna Wintour,  alla quale ho potuto mostrare la mia collezione personalmente. Ricevere quella mail con su scritto come oggetto: 'MOLTO IMPORTANTE-SCIUME’-THE VOGUE TALENTS CORNER', per me è stato meraviglioso, da sempre speravo di poterne fare parte e le mie gambe hanno cominciato a tremare, un’emozione fortissima nei miei occhi ed in quelli delle persone che mi vogliono bene. Il ricordo più brutto è stato l’incontro con una persona sbagliata che mi ha tolto il sonno con mesi di lavoro  ma che alla fine si è rivelata approfittatrice scomparendo,  bisogna avere gli occhi molto aperti in questo mestiere, fidarsi poco per non farsi ingannare. Come mi diceva sempre mio padre: 'non è tutto oro ciò che luccica' e calza a pennello".

- Ti manca qualcosa della Sicilia e di Agrigento?
"Mi manca tutto, sono attaccatissima alla mia terra, mi manca la mia famiglia i miei amici che sono rimasti giù, il nostro meraviglioso mare, avere il sole sempre rivolto sul viso e sentire  quei meravigliosi odori. Mi basta poco ad Agrigento per essere felice, infatti quando posso ritorno a casa per  rigenerarmi. Il mio  non è stato un allontanamento per evadere ma per costruire".

- Cosa consigli ai giovani agrigentini?
"I giovani ad Agrigento hanno tanta voglia di fare e ci sono tantissimi ragazzi che con la loro arte stanno facendo molto per la nostra città,  risollevando ad esempio il centro storico e creando eventi culturali innovativi. Questo è ammirevole e mi riempie di gioia. Il consiglio che   mi sento di dare loro  è di perseguire i propri sogni non  mollando  al primo ostacolo, senza il sacrificio infondo è come se non conquistassimo nulla… essere umili  ed imparare da chi ha più esperienza per   accresce il sapere  ed in fine,  fondamentale, non scendere mai a compromessi  anche se il percorso vi sembrerà meno tortuoso".

- Quale pensi sia un grande problema di Agrigento e come lo vorresti risolvere?
"Agrigento ha tantissimi problemi è una terra tanto meravigliosa quanto purtroppo disgraziata… Quando penso alla mia terra mi viene subito in mente  uno di questi: Dovremmo vivere di turismo per le meraviglie che abbiamo... Viaggiando tanto, la cosa che mi colpisce sempre e mi fa rabbia, è vedere città prive di storia che riescono a vendersi anche quattro insignificanti pietre e noi che davvero potremmo vivere solo di questo, non siamo in grado con l’amministrazione degli ultimi anni  di rendere pulita una città cosi piccola e siamo incapaci di offrire servizi adeguati e  poter avere turisti che non siano solo di passaggio. Alla base di tutto è la nostra mentalità che deve cambiare, l’essere arrendevoli ed il farci bastare quel poco che abbiamo non porterà mai lontano…non è cosi che si cresce. Innanzitutto cerchiamo di eleggere un sindaco vicino ai giovani, un sindaco  che abbia voglia  di risollevare la nostra Agrigento, che abbia una mentalità aperta ed abbia visto come funzionano altre città, che creda davvero nel nostro potenziale. Una persona positiva che recepisca i consigli e  che dialoghi con i cittadini cercando con loro nuove idee  e che soprattutto non occupi una poltrona solo per la soddisfazione del proprio ego. Che ascolti le nostre esigenze e non si limiti a sentire ma a fare, dando anche la possibilità ai ragazzi di proporre nuove soluzioni  creative ed innovative. Perché è vero che si impara dai  grandi ma è dai giovani che bisogna prendere spunto. Iniziando da questo si potrebbero mettere insieme tanti tasselli per costruire una città di cui far parlare…ma in positivo!".

- Qual è il tuo sogno più grande?
"Il sogno più grande non posso svelarlo… Sono scaramantica e prima di arrivare a quello ci sono ulteriori step da  superare  e su cui sto lavorando molto intensamente negli ultimi mesi. Posso dirti che il primo passo verso il mio sogno sarebbe quello di poter avere un ufficio  ed un piccolo team  che mi aiuti a svolgere più serenamente  il mio lavoro.   Arrivare a questo sarebbe un traguardo significativo che comporterebbe una maggiore crescita del brand. Ho infinite  idee  e da me ho sempre preteso moltissimo, ogni giorno è una nuova sfida che non so dove mi porterà…l’importante è rimanere con i piedi saldi per terra  e gioire  di ogni  minimo risultato ottenuto , perché sono le piccole cose a trascinare con se le più grandi".

Personalmente penso che l’esempio di Valentina è molto importante perchè dalla sua esperienza possiamo imparare tanto sia da un punto di vista gestionale che da un punto di culturale.

NON AVER PAURA – Valentina è Donna e ha deciso di aprire un azienda in un periodo in cui tante aziende chiudono, questo significa non lasciarsi condizionare dall’ambiente circostante, da giudizi e da stereotipi, credere nelle proprie idee e andare avanti, molto spesso noi ci facciamo vincere e battere dalle nostre paure e dal pensare di essere non all’altezza per qualcosa... Valentina è l’esempio che ci dimostra che se hai le tue competenze non devi aver paura di niente.

APRIRE GLI OCCHI E CIRCONDARSI DELLE GIUSTE PERSONE – Nella vita incontriamo sempre persone che apportano valore alla nostra quotidianità e persone che ne tolgono, lo stesso accade nel Business, per questo è molto importante capire quali sono le persone che possono apportare valore al nostro progetto di formazione o di business, nel caso di Valentina parliamo di Alberto Biani, e circondarsi di queste persone e dall’altro canto tenere gli occhi aperti ed evitare persone che si possono rilevare tossiche. Ci vuole tempo per valutare una persona e in questi casi è facile lasciarsi prendere dai primi entusiasmi ma trovare dei soci, dei capi, dei mentori di valore non è molto facile e richiede molto tempo.

USA LA PASSIONE COME DRIVER – La vita di chi cerca di realizzare un progetto proprio è difficile, richiede molte ore di sacrificio, notti insonni, problemi inaspettati da gestire e emozioni forti e contrastanti da mitigare ma se riusciamo a fare quello che ci piace e se lo facciamo con passione non esiste cosa che ci possa fermare e di questo Valentina ne è piena dimostrazione.

SII APERTO AGLI SPOSTAMENTI – Cambiare città e adattarsi non è facile e ancor piu’ difficile diviene farlo per un altra volta dopo che hai messo radici in una nuova città, tuttavia esistono posti che sono ottimali per una formazione accademica e posti che invece sono ottimali per una formazione professionale, chi vuole iniziare un proprio progetto deve entrare nell’ottica che cause di forze maggiore potranno cambiare i tuoi piani in ogni momento e si deve essere pronti ad abbracciare sempre il cambiamento se questo avviene per crescere. 

VALUTA E STUDIA IL TUO PROGETTO – Una cosa è avere un idea, altra cosa è avere un progetto imprenditoriale che contempla analisi del mercato e della concorrenza, tipologia di posizionamento del brand, tipologia di offerta da proporre e strategia di marketing e vendita. Per trasformare una buona idea in un progetto occorre tempo e come abbiamo visto anche nel caso di Valentina è stato impiegato un anno per lanciare il marchio.

INSEGUI I TUOI SOGNI – Se è quello che volete veramente, inseguite i vostri sogni, non perdeteli mai di vista perche’ anche i sogni che avevate da bambini si possono realizzare, ma al fine di raggiungere i vostri sogni dovete tradurre questi in obiettivi e probabilmente anche in obiettivi piu’ piccoli che poi vi spianeranno la strada per il raggiungimento dell’obiettivo più grande.

Parlare con Valentina per me è stata un esperienza bellissima, per la quale la ringrazio tantissimo, queste sono le persone di cui abbiamo bisogno, persone che con la loro passione per quello che fanno sono in grado di diffondere positività ed energia a chi non ha il coraggio di iniziare.

#CredoInUnaSiciliaMigliore #InABetterSicilyITrust
“Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione”.  (Oriana Fallaci, La forza della ragione, 2004)

Alla prossima!
Gianluca
@gianlucarandisi

Quando ad emigrare siamo noi giovani

" Classe 1986, agrigentino di nascita, Gianluca Randisi è direttore di un Dipartimento di marketing online a Monaco di Baviera presso ""Cuponation"", un'azienda che opera in tutto il mondo offrendo sconti e rapporti vantaggiosi per gli acquisti degli utenti. Esperto nei temi legati alla tecnologia, al marketing, marketing digitale e alle startup, Gianluca si definisce un sognatore a cui piace pensare fuori dagli schemi, per scardinare le logiche odierne di pensiero e di business. In questa rubrica darà la parola ai tanti giovani agrigentini, perlopiù emigrati per motivi di studio o di lavoro, che hanno idee per Agrigento, dando visibilità a chi vuol cambiare le cose in meglio, parlando con positività e motivando gli attori del cambiamento "

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di gino
    gino

    cosa pensi della politica e del contributo che questa può dare a tutti e non solo a pochi (magari parenti) nel valorizzare giovani talenti?

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