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Mercoledì, 25 Maggio 2022

Dopo Londra torna ad Agrigento, storia di chi impara per condividere

Come la storia di Fabio insegna, viaggiare e vivere all'estero può sviluppare le persone velocemente. Il viaggio all'estero in questo caso è dipinto come apprendimento di vita e sviluppo personale fine ad una maggiore apertura mentale e allo sviluppo professionale

La scorsa settimana vi abbiamo raccontato la storia di Alessio Nobile, il ragazzo agrigentino che spinto dalla sua continua voglia di continua innovazione è andato a lavorare ad Amsterdam alla ricerca della soddisfazione economica, intellettuale e professionale. Oggi vi raccontiamo, invece, una storia diversa; la storia di Fabio Florio, fotografo agrigentino, andato a Londra alla ricerca di stimoli e ritornato ad Agrigento per mettere in pratica e condividere tutto quello che ha vissuto. Fabio all’età di 35 anni ha deciso di emigrare e si è trasferito a Londra, per poi tornare ad Agrigento - l’anno scorso - pieno di nuove esperienze. 

- Come sei finito a Londra?
Nel mio caso la ragione per cui sono finito a Londra è stata derivante da una combinazioni di fattori. Mi sono trovato in un momento della mia vita in cui il lavoro non mi dava il riscontro che mi aspettavo e la città di Agrigento non mi dava più stimoli. Allo stesso tempo un mio ex tutor universitario nonché amico, l’architetto/fotografo di Palermo, Francesco Ferla, mi ha invitato ad andare a Londra con lui per provare a fare qualcosa insieme e quindi ho tirato un bel respiro, mi sono preso di coraggio e ho preso la drastica decisione di trasferirmi a Londra. Sono partito senza alcuna certezza... Soltanto con l'idea di andare, provare e - in caso positivo - o rimanere o afferrare qualcosa da portare a casa.

- Come è stato ambientarsi a Londra?
A dir la verità non è stato semplice amalgamarsi con il posto, sai, c’è sempre una grande differenza se parti come turista rispetto a quando ti trasferisci a vivere in un posto, immagina soltanto trovare casa, cercare lavoro, avere tutta la documentazione idonea per lavorare, insomma posso dire che considerando anche che gli inglesi non sono molto aperti , entrare nel Sistema e sentirti cittadino Londinese richiede tempo.

- Quali sono stai i punti forti della tua esperienza a Londra?
Da un punto di vista lavorativo sicuramente la professionalità e la meritocrazia, stiamo parlando di un Sistema lavorativo che non guarda da dove vieni o di chi sei figlio ma guarda solo ed esclusivamente cosa sai fare, sin dall’inizio ti pesano per quanto vali, ti buttano al 100% sul lavoro per vedere di che pasta sei fatto, e questo è un grande pro per un sistema meritocratico funzionante. Dal punti di vista sociale invece gli stimoli continui e il confronto continuo con altre persone di qualsiasi estrazione sociale. E’ bellissimo essere circondati da persone pronte a darti qualcosa, a Londra ogni persona può essere altamente interessante e stimolante e non hai il pregiudizio sociale a condizionare la tua aperture al dialogo, cosa che magari spesso prima mi accadeva ad Agrigento. Questo ambiente lavorativo e questo continuo essere circondati da persone interessanti e stimoli ha fatto si che lavorativamente e personalmente crescessi molto in tempo breve.  Ho imparato a muovermi in spazi molto professionali, gestire team di persone o far parte di un team, ho imparato a sviluppare rapporti seri costanti con i committenti chiunque essi fossero (lì non esiste il sono amico di tuo cugino fammi uno sconto! Un lavoro va pagato per il suo valore chiunque tu sia). Ho imparato a stare in giro, a stare in mezzo alla gente e parlare con chiunque senza aver paura di quello che gli altri potessero pensare di me, l'apertura mentale che genera un posto come Londra è enorme, dopo un esperienza come questa vedi tutto con occhi diversi. Grazie a tutto questo sono esploso sia dal punto di vista creativo che dal punto di vista professionale e mi si sono aperte porte che non avrei mai immaginato, sono arrivato a lavorare in posti e con persone che prima ritenevo veramente irraggiungibili, ed è stato bellissimo.

- Quali i punti deboli di Londra?
Naturalmente è una città molto caotica e frenetica, tutto va di corsa e le persone per strada corrono con i loro auricolari alle orecchie senza curarsi di ciò o di chi li circonda, devi essere tu a prendere iniziativa e parlare con le persone per avere qualcosa in cambio. I londinesi per lo stesso motivo per cui non guardano in faccia a nessuno nel lavoro potrei dire che è come se non conoscessero il calore umano.

- Come hai fatto con la lingua?
Quando sono partito avevo un inglese scolastico, appena arrivato a Londra ho fatto dei corsi settimanali e frequentavo gente del posto sforzandomi di apprendere e parlare. Gli inglesi sono abbastanza chiusi e anche se tu sei una persona molto comunicativa vogliono che sia tu ad adattarti a loro. Mi sono serviti 2/3 mesi per apprendere appieno la lingua e diventare fluente, per chiunque volesse andare in Inghilterra il primo consiglio è quello di non perdere tempo nell'imparare la lingua. 
 
- Ma cu tu fici fari di turnari?
Dopo un po' di tempo mi sono reso conto che Londra non mi dava la dimensione di vita che cercavo, per me Londra è una città da mordi e fuggi, vai impari e torni, non crescerei mai un figlio lì. Mi mancavano gli odori, i sapori e la gente di Agrigento, quelle persone che ti incontrano per strada e ti raccontano una storia solo per parlare e fare quattro chiacchiere, mi mancava questa dimensione della città che a Londra non si trova facilmente. Sono tornato con l'idea di fare qua quello che sono riuscito a fare a Londra. Anche se sono tornato per me la mia esperienza continua, Agrigento è molto monotona e per non cadere in questa trappola cerco di tenermi occupato in mille modi.

- Come vedi adesso Agrigento? E' cambiata la città ai tuoi occhi?
Assolutamente si, adesso guardo tutto con occhio più critico e non penso più "tanto è stato sempre così", adesso quando guardo una cosa penso come cambiarla o perché non cambiarla.

- Qual è il tuo futuro?
Adesso lavoro qua, sto collaborando a mille progetti con l'idea di dare a questa città quello che ho appreso a Londra, voglio offrire qualcosa a questa città e alle persone appassionate di fotografia, nelle ultime settimane ho collaborato con i ragazzi di Artificio e al compleanno della Farm soltanto per dare il mio contributo a questa fase di cambiamento che la città ha abbracciato. Naturalmente, allo stesso tempo ho mantenuto ottimi rapporti con tutti i miei precedenti colleghi, collaboratori e amici e spesso torno a Londra per alcuni lavori, consulenze o semplicemente per incontrare i miei amici. Il mio futuro lo vedo ad Agrigento continuando a fare quello che sto facendo adesso.

- Consigli per chi vorrebbe andare a vivere Londra?
Non perdere tempo, imparare l'inglese e subito appena arrivati recarsi al job center per ottenere in NIN (National Insurance Number), una sorta di codice d'assicurazione nazionale senza il quale non puoi avere accesso a nessun lavoro.

- Quale pensi sia un grande problema di Agrigento?
Penso che ad Agrigento un po' per cultura un po' per diffidenza molte persone non capiscano la forza nascosta dietro la condivisione di pensiero o di lavoro. Ho imparato a Londra che dalla condivisione e dal confronto senza invidia e senza inganni si possono solamente migliorare le cose e le persone hanno opportunità di crescere e maturare da diversi punti di vista. A Londra ho frequentato molti professionisti, tutti sapevano di essere bravi ma nessuno si riteneva indispensabile e la condivisione e il confronto erano un motivo per migliorare i nostri lavori. Mi piacerebbe che Agrigento si aprisse a questa mentalità della condivisione. 

- Quali sono i tuoi consigli per i giovani?
Fare esperienze internazionali e anche presto! Questa tipologia di esperienze internazionali, sia per motivi professionali che per motivi di studio sono altamente formative sia da un punto di vista professionale che da un punto di vista umano ed è necessario fare queste esperienze per allargare i propri orizzonti. Se possibile consiglierei di fare queste esperienze nell'età in cui si è più flessibili e recettivi agli stimoli esterni, ad esempio tra i 20 e i 30 anni. Cambiare mentalità e modo di vedere le cose. Noi Agrigentini stando qui, siamo per natura molto più lenti a percepire e assorbire gli stimoli perché vediamo sempre lo stesso posto con gli stessi occhi, uscire fuori mi ha fatto cambiare questa prospettiva e questa apertura agli stimoli esterni, adesso guardo tutto con occhi diversi. Ad esempio per quanto riguarda il mio lavoro, vivendo a Londra hai l'opportunità di farti letteralmente un bagno nell'arte continuamente e questo ti porta ad aprire i tuoi orizzonti e pensare che tutto sia realizzabile, quindi il consiglio che do ai giovani è quello di guardare il posto in cui vivono con occhi più profondi e se non dovessero capire cosa hanno per le mani o il potenziale di questa terra andare fuori dalla Sicilia per allargare i propri orizzonti e aprirsi a nuovi stimoli. Farlo con l'idea di tornare e condividere quanto appreso da queste esperienze. Per chi volesse partire a fare un esperienza all'estero consiglio di andare, "rubare" e tornare.

- Qual è il tuo sogno per Agrigento?
Il mio sogno per Agrigento è quello che nel mio piccolo sto cercando di realizzare, ovvero cambiare la mentalità delle persone partendo dal mio esempio al fine di stimolare un sano spirito di collaborazione e un ambiente sociale più meritocratico e sano. Inoltre, se possibile, dato che parliamo di condivisione, un autostrada non guasterebbe.... :)

Come la storia di Fabio insegna, viaggiare e vivere all'estero può sviluppare le persone velocemente. Il viaggio all'estero in questo caso è dipinto come apprendimento di vita e sviluppo personale fine ad una maggiore apertura mentale e allo sviluppo professionale. Personalmente penso che soltanto facendo queste esperienze possiamo comprendere fino in fondo il valore, il potenziale e i problemi della nostra terra, soltanto facendo queste esperienze un giorno saremo in grado di accogliere i turisti in una città "normale" e con dei servizi turistici adeguati, spero che anche questa volta la lettura sia stata di vostro gradimento. Appuntamento al prossimo articolo.... Parleremo di una ragazza.

"Il mondo è come un libro e chi non viaggia legge solo una pagina" (Sant'Agostino)

Gianluca Randisi
(twitter @gianlucarandisi)

Per maggiori informazioni su Fabio Florio, qui il suo profilo tumblr: fabioflorio.tumblr.com
Se volete raccontare la vostra esperienza all'estero, scrivete una mail a redazione@agrigentonotizie.it.

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