Cosa significa emigrare? La storia di Daniela tra Agrigento, Copenhagen e Bonn

Oggi vi raccontiamo la storia di una ragazza agrigentina che, per una serie di eventi e dopo una serie di spostamenti e esperienze lavorative, adesso lavora presso le risorse umane di una multinazionale di logistica

Daniela Guaragna

Oggi vi raccontiamo la storia di una ragazza agrigentina che, per una serie di eventi e dopo una serie di spostamenti e esperienze lavorative, adesso lavora presso le risorse umane di una multinazionale di logistica. Oggi parliamo di Daniela Guaragna. Abbiamo avuto modo di parlare con Daniela e di approfondire i motivi delle sue scelte e dei suoi spostamenti e grazie a questa conversazione siamo riusciti a delineare un quadro completo dei punti positivi e negativi sottostanti ad esempio la scelta di un percorso di studio e di carriera. Ecco le parole di Daniela seguite dal mio personale commento o modo di vedere le cose.

- Ciao Daniela, ci racconti un po’ la tua storia? Dove hai studiato? Quali sono stati i pro e i contro della tua laurea in Lettere e Filosofia, è un percorso che consiglieresti?
"Ho frequentato il Liceo Classico Empedocle, e dopo la maturità ho fatto una scelta piuttosto impopolare proseguendo la mia formazione con la Laurea  in Lettere e Filosofia, prima Triennale e poi Specialistica. Non é stata una decisione semplice:la difficoltà a trovare sbocchi lavorativi per chi intraprende questi studi mi era chiara, e alcuni docenti mi ritenevano semplicemente 'sprecata'. Ci ho riflettuto parecchio, ma alla fine per mela passione ha prevalso sulla razionalità. Sono contenta di come siano andate le cose, gli studi umanistici favoriscono lo sviluppo della capacità critica e analitica, ampliano gli orizzonti culturali, accrescono le abilità di scrittura e non solo. Gli sbocchi professionali, pur non semplici da perseguire, sono eterogenei, e poi attraverso l’analisi filologico-letteraria, la geografia politica ed economica, la speculazione filosofica e la riflessione storica si può costruire quel sapere globale che consente di leggere e interpretare il presente in ogni sua forma. Però francamente non so se me la sentirei di consigliare questi studi… mi spaventa l´idea di fronteggiare eventuali famiglie arrabbiate!".

- Dopo la Laurea hai deciso di tornare ad Agrigento, come mai?
"Ho studiato in Sicilia, e mi sono sempre sentita molto legata alla mia città e alla mia terra; come tanti altri giovani siciliani ho sempre coltivato il sogno di contribuire alla sua crescita con le mie competenze e il mio entusiasmo. È un sogno che non mi ha mai abbandonato". 

- Come giudichi la tua esperienza al FAI? Di cosa ti occupavi? Quali pensi siano le aree di miglioramento lì?
"Dopo la Laurea ho iniziato a collaborare part time con il FAI, ed è stata un´esperienza bellissima: ho lavorato come guida turistica bilingue, portando turisti provenienti da tutto il mondo ad esplorare il meraviglioso giardino della Kolymbetra che si trova all´interno della Valle dei Templi. Trovo le iniziative del FAI un ottimo modo per sensibilizzare l´opinione pubblica alla riscoperta e alla valorizzazione delle nostre radici ambientali e culturali, ma sicuramente c´è ancora molto da fare in questa direzione. Credo che il Giardino e le iniziative culturali ed eno-gastronomiche siano ancora visti come attività 'turistiche', e non come possibilità per gli agrigentini di sentirsi davvero coinvolti, parte attiva nella valorizzazione ambientale"

- Come mai hai deciso di partecipare al Progetto Comenius? Come ne sei venuta a conoscenza?
"Sognavo da un po’ di poter fare un´esperienza lavorativa all´estero. Devo dire che la mia non è stata la classica 'fuga di cervelli' di cui si legge nei quotidiani: non sono stata spinta ad andarmene a causa dell´impossibilità a realizzarmi nel mio Paese. Semplicemente avevo voglia di arricchirmi con un´esperienza nuova, per poi tornare in Italia con una marcia in più. Ho navigato parecchio su internet, e quando ho scoperto questo progetto d’insegnamento della lingua e cultura italiana all´esteroho subito pensato che fosse la scelta giusta per me".
 
- Come hai trovato la Danimarca? E’ stato difficile ambientarti? Mi potresti dare 3 pro e 3 contro di questa terra?
"Non ero mai stata in Danimarca prima di allora, quindi è stato una specie di salto nel buio, ma per qualche strana ragionedesideravo fare un´esperienza lavorativa proprio in Scandinavia. Credo sia per via del modo in cui questi paesi popolanoil nostro immaginario collettivo, con la loro bellezza un po’ altera, la forte presenza dello stato sociale e le politiche ecosostenibili. Desideravo mettermi alla prova con una realtà completamente diversa da quella italiana e mediterranea.  All´inizio non è stato semplice, tra i classici problemi dell'ambientamento e la 'freddezza' nordica, che è qualcosa di più di uno stereotipo! Ma la Danimarca è un paese meraviglioso, e Copenhagen è una città davvero internazionale che offre tantissimi stimoli. Tra gli aspetti migliori, oltre al modello economico e sociale cui ho già accennato, direi la bellezza geografica, l´internazionalità e l´estrema vivibilità. Tra gli aspetti più difficili da metabolizzare direi il costo della vita, il carattere inizialmente freddo della popolazione locale e, da brava siciliana, le temperature invernali abbondantemente sotto lo zero!".

- Come sei approdata nel mondo delle Risorse Umane? Cosa ti piace di questo mondo? 
"A dire il vero dopo gli studi in Lettere e le prime attività lavorative 'tradizionali' non avrei mai immaginato di approdare nel mondo del management aziendale. Eppure ho conosciuto casualmente questa funzione aziendale legata alla gestione e allo sviluppo del personale, identificato non come semplice forza lavoro, ma come risorsa da valorizzare. È un ambito professionale interessante in cui si ha modo di gestire il personale aziendale sotto molti aspetti: dalla selezione alla retribuzione, dalla formazione alla comunicazione e così via. Direi che le Risorse Umane richiedono competenze tecniche e professionalità, ma anche attitudine per le relazioni interpersonali e grande diplomazia".

- Cosa ti ha spinto ad approfondire ancora di più I tuoi studi nelle risorse umane? Giudichi utile questo ulteriore investimento in formazione?
"Quando ho capito che avrei voluto lavorare in questo ambito ho cercato il modo migliore per qualificarmi, perché il mercato del lavoro è talmente competitivo da rendere quasi impossibile l’accesso con la sola preparazione autodidatta. Ho frequentato un Master di alta formazione senza il quale difficilmente avrei avuto le possibilità professionali che sono poi arrivate. Mi rendo conto che dopo gli anni (e i costi) universitari, investire nuovamente nello studio e in un Master costoso possa sembrare uno sforzo eccessivo, ma sono convinta che il gioco valga la candela. Inoltre ci sono alcune agevolazioni economiche che vanno dall´erogazione borse di studio (come nel mio caso), e prestiti a tasso zero... diciamo che se si decide di investire in una specializzazione post lauream si possono trovare significative opportunità economiche". 

- Poi sei arrivata in Germania dopo un’esperienza in Italia, quali le differenze principali tra un´azienda italiana in Italia e un´azienda internazionale in Germania?
"La mia esperienza in FIAT è stata positiva ed istruttiva, e in azienda c´è stata molta attenzione nei confronti della mia formazione aziendale e della mia crescita professionale. Credo che le aziende italiane siano ancora in grado di mostrare grande competenza e professionalità, nonostante troppo spesso accada il contrario.Quando sono arrivata in Germania presso la DHLho conosciuto una realtà aziendale altrettanto stimolante seppur in maniera diversa. Si sente un po’ la mancanza di quella creatività, quel pensare fuori dagli schemi che caratterizzano l´impresa italiana; di contro qui c´è sicuramente molta più mobilità aziendale di quanto non accada in Italia. Il lavoro si arricchisce con attività sempre diverse, e le persone hanno la possibilità di sperimentare ambiti e funzioni aziendali nuoveampliando sensibilmente le proprie competenze e le proprie prospettive lavorative. Inoltre in Germania ho la possibilità di far parte di un team internazionale di persone che provengono da ogni parte del mondo e comunicano esclusivamente in inglese… credo che qualcosa del genere in Italia sia rara se non impossibile. A favore della Germania (o almeno della DHL!) devo poi riconoscere molta apertura mentale, un buon work-life balance e un certo, teutonico amore per le regole!".

- Sei contenta del tuo lavoro?
"Finalmente una domanda facile! Si, parecchio. Ovviamente ci sono i momenti in cui le cose sembrano andare alla grande (sembrano), e momenti più difficili in cui si lavora a ritmo pesante e parecchio sotto pressione, come in ogni contesto lavorativo. Però rimane un lavoro stimolante in un ambiente multiculturale, e mi sento davvero fortunata a farne parte".

- In generale quali i pro e i contro di “emigrare”?
"Credo che in realtà i pro e i contro di emigrare coincidano. Ti allontani da tutto ciò che rende la tua vita 'familiare': luoghi, persone, lingua, perfino gli odori e i sapori... ti senti perso, solo in un ambiente che ti è estraneo. D´altro canto però è una sfida quotidiana: ogni giorno è una scoperta, qualsiasi cosa richiede più determinazione ed impegno del solito, e così hai modo di conoscere qualità che non sospettavi neanche di avere!Inoltre quando vivi all´estero, avviene un cambiamento anche nel modo con cui guardi la tua terra. Il tuo sguardo diventa più critico, ma provi quel misto di amore e di nostalgia che ti fa apprezzare anche le piccole cose a cui non avevi mai dato peso prima d'ora".
 
- Quali piani hai per il futuro e cosa ti spinge ad andare sempre avanti?
"Tra i miei progetti futuri c’è, immancabile, quello di tornare a vivere e lavorare in Italia. Al tempo stesso peròmi sento una cittadina europea che apprezza la vita fuori dal paese di origine, e a volte penso alla possibilità di spostarmi per qualche tempo in un altro paese. Chissà! So di poter contare sul supporto della mia famiglia, del mio ragazzo e di tanti amici che mi fanno sempre sentire forte e coraggiosa, anche nei momenti di maggiore insicurezza, e questa è una grande fortuna che mi aiuta a guardare sempre avanti".

- Cosa consigli ai giovani siciliani?
"Consiglio di non arrendersi alla difficoltà storica che stiamo vivendo. Un'esperienza di lavoro all´estero secondo me potrebbe essere una scelta ottima per ampliare gli orizzonti culturali e geografici, rendendo inoltre il cv più competitivo sul mercato del lavoro. Al tempo stesso però non mi sento di spronare le persone all´espatrio: credo che ognuno debba trovare la propria dimensione e la propria strada verso la realizzazione personale. Per alcuni questa strada è trascorrere un periodo fuori dal nostro Paese, a contatto con stimoli nuovi e problematiche diverse, mentre per altri può essere continuarea vivere nella propria città e provare a cambiarla un po’ ogni giorno!".

- Quale pensi sia un grande problema della Sicilia e come lo vorresti risolvere?
"Mi preoccupa la rassegnazione. Conosco tanti giovani che dopo tante difficoltà fanno fatica a continuare a credere nel loro futuro o in generale in quello della loro terra... li capisco, però so che ci sono persone che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e stanno usando il loro talento, la loro creatività e il loro entusiasmo per costruire qualcosa. Start up, Micro imprenditoria, App per smarthphone, laboratori culturali... una cosa è certa: noi siciliani siamo dotati di eccezionale creatività e della cosiddetta 'arte di arrangiarci', e credo che l´informazione e la diffusione di tante belle esperienze dei nostri conterranei potrebbero aiutare a guardare più in là, e a non avere paura di costruire qualcosa di nuovo".

- Qual è il tuo sogno più grande?
"Francamente non riesco a pensare a nulla che non suoni terribilmente banale.. come milioni di altri ragazzi e ragazze vorrei contribuire a rendere il mondo un posto un po’ migliore con il mio lavoro e la mia vita. Più che un sogno è un'utopia, ma ci stiamo lavorando su!".

La storia di Daniela per me è molto bella per il fatto che sottolinea come accadimenti e o decisioni prese in un determinato momento possano cambiare la vita delle persone portandole effettivamente a vivere un quotidiano diverso da quello immaginato ma non per questo meno valente, anzi.

A noi persone che viviamo all’estero spesso manca la percezione dei passi che abbiamo fatto ed è stato molto bello leggere nella mail di Daniela il seguente passaggio: “Non ricordo l´ultima volta in cui mi sono seduta da sola a tirare le somme di questi ultimi anni e delle tante cose che mi sono successe.. é stato davvero bello, e mi é servito a focalizzare ed elaborare alcuni aspetti di queste esperienze che, immersa nella quotidianitá, avevo trascurato o quasi dimenticato!”. Anche io mi trovo nella sua stessa situazione per il semplice fatto che penso di essere entrato in una giostra che mi proietta sempre ad andare avanti non voltandomi indietro e o non pensando o metabolizzando quanto di buono è stato fatto.

Uno dei punti che mi ha colpito di più di questa intervista è l’assimilare i pro ai contro dell’emigrazione, concordo con Daniela in tutto, quello che succede quando decidi di cambiare città è che essenzialmente vieni sdradicato da quella che in gergo viene chiamata area di comfort, e quando questo accade all’inizio tisenti disorientato, quasi perso ma dopo un po’ sei quasi costretto dalla vita a cambiare, maturare e affrontare tutte le situazioni.

E’ bello vivere in un'area di comfort ma personalmente penso che sia anche pericoloso perchè è come se in un certo qual modo ci nascondessimo da scoprire le nostre vere potenzialità come persone e cittadini del mondo, a volte è facile uscire da queste isole di felicità e costruirne di nuove a volte è più difficile ma penso che ne valga sempre la pena e Daniela ha descritto benissimo tutti i vantaggi del lasciarsi andare e provare a scardinare queste Comfort Zone.

Come si evince da questa storia e da molte altre, emigrare non è facile e le difficoltà si fanno sentire sulla pelle di chi lo fa; ma quello che è il ritorno nel lungo periodo di queste esperienze ha un valore immenso che porta ad uno sviluppo personale e sociale altrimenti impossibile.

Buon Week end a tutti e alla prossima storia!

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