Psicologia della notizia

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Bambini supertecnologici

Basta puntare la nostra lente di ingrandimento sui bambini che costellano le nostre famiglie: bambini super tecnologici che sin dalla tenera età diventano persino i piccoli professori di genitori inesperti e principianti davanti a pc, ipod, iphone, dvd e videogiochi

Una volta era più frequente e normale imbattersi in frotte di bambini che si rincorrevano per strada giocando a nascondino, a un due tre stella, a palla avvelenata e a tutti quei giochi che gli adulti di oggi potranno ricordarsi e aggiungere alla lista. Oltre che ricordarli ci si può rendere facilmente conto di quanto tutto ciò appare oggi antico, superato, fuori dai canoni mentali e fisici degli attuali bambini e persino di alcuni adolescenti, motivo per cui è facile constatare che il cambiamento della realtà è già avvenuto da un po'.

I cambiamenti si sa, sono il frutto di una società che si trasforma, di una civiltà che si evolve e di intelligenze che progrediscono fino a lasciare sbalorditi. Basta puntare la nostra lente di ingrandimento sui bambini che costellano le nostre famiglie: bambini super tecnologici che sin dalla tenera età diventano persino i piccoli professori di genitori inesperti e principianti davanti a pc, ipod, iphone, dvd e videogiochi.

Ma diamo un po’ di numeri che possano darci la dimensione reale di quanto sto esponendo. Il cellulare si riceve in genere tra gli 8 e i 9 anni (il 34,9 percento), ma ci sono anche bambini più precoci che hanno un cellulare già tra i 6 e i 7 anni (il 17,6 percento). Il cellulare viene usato per chiamare e inviare sms a mamma e papà, ma anche per fare foto o tenersi in contatto con gli amici.

In media i bambini cominciano a usare abitualmente internet a 10 anni, ma è in crescita la percentuali di quelli “connessi” già a 6 anni. Il web viene usato per i compiti, i giochi e per scaricare musica. Quasi la metà degli maschi ha dichiarato di aver usato videogiochi violenti (il 47,6 percento, mentre solo il 31,6 percento delle femmine dichiara di aver giocato come game inadatti).

Indice puntato contro i genitori. Secondo gli autori dello studio sarebbero incapaci di accompagnare i figli nel mondo delle nuove tecnologie (dati Telefono Azzurro ed Eurispes). Secondo uno studio britannico, un bambino su 3 non può vivere senza computer. Le statistiche informano sul tempo che i bambini passano davanti ad uno schermo video, che sia il pc, la tv o un videogioco: all’incirca 6 ore al giorno.

Dito puntato contro i genitori, dunque, che sia per motivi culturali (poca dimestichezza con le tecnologie) che per tempi congestionati non sono in grado di accompagnare in maniera equilibrata i propri figli nell’esplorazione del multimediale.

In questo articolo non voglio demonizzare le nuove tecnologie poiché videogiochi e realtà virtuale possono essere potenzialmente degli strumenti utili per sviluppare un diverso tipo di apprendimento nei bambini, che deriva dall’utilizzo della simulazione. Simulare una situazione (come accade spesso nei videogiochi dei nostri bambini) e decidere strategie risolutive di un problema, ma di potersi sperimentare in contesto virtuale, può accrescere le capacità cognitive e di problem solving dell’individuo. Però rifugiarsi costantemente in un mondo fittizio non favorisce lo sperimentarsi nel mondo reale. 

Spetterebbe pertanto ai genitori limitare l’abuso delle tecnologie concordando con i figli delle regole chiare rispetto al loro utilizzo. Appartengo alla categoria dei bambini pre-digitali, a quando ho avuto il mio primo cellulare per la maturità e l’unico videogioco che conoscevo era quello del commodore 64 di mio fratello, ma non rimango indifferente e neppure ostile dinnanzi a questi nuovi “piccoli” cervelli tecnologici che da un lato ci danno la dimensione dell’era che evolve velocemente e dall’altro ci rendono anche celatamente orgogliosi come adulti che li osservano compiaciuti e fieri per la loro innata intelligenza.

Come per ogni cosa è sempre meglio non eccedere…

Dott.ssa Florinda Bruccoleri 
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

Psicologia della Notizia

Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Mauro
    Mauro

    Concordo in pieno quello che hai scritto, e condivido il fatto che dobbiamo essere noi genitore ad essere controllori dell'uso che se ne fa di queste tecnologie, spesso però o per non voler giocare con loro o perché si ha la scusa della stanchezza o dello stress dovuto al lavoro, si crea quel tipo di situazione che permette a molti bambini di fare quello che vogliono. Penso che dovremmo dedicare più attenzioni considerato quello che avviene attorno a tutti noi!   

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