Psicologia della notizia

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Scarabocchi e stati d'animo

Ognuno “scarabocchia” a suo modo, seguendo il proprio stile; perché ogni segno lasciato qui e lì assume un significato assolutamente personale e se ben interpretato può raccontare qualcosa di ciascuno di noi

Sarà capitato a tutti di avere a portata di mano una penna e un foglio bianco su cui scarabocchiare nei momenti di attesa al telefono; ad un convegno noioso; ad una riunione interminabile; a scuola; etc. Così ci si ritrova quasi automaticamente a disegnare spirali, tratteggi, frecce, cuoricini, fiori e per i più abili veri e propri paesaggi ed opere d’arte. Si disegna quasi a coprire tutto il foglio o in un angolo minuscolo della pagina, si tratteggiano appena o si rimarca ogni dettaglio.

Ognuno, insomma, “scarabocchia” a suo modo, seguendo il proprio stile; perché ogni segno lasciato qui e lì assume un significato assolutamente personale e se ben interpretato può raccontare qualcosa di ciascuno di noi. Sì, perché i disegni degli adulti, proprio come quelli dei bambini, non sono altro che produzioni dell’inconscio che imprime su quel foglio sensazioni, stati d’animo, paure, gioie ed emozioni del momento. 

Ed è proprio lì che si può cogliere la parte più intima ed emotiva, quella che magari non si può o non si vuole mostrare al mondo e che trova lo spazio e la libertà per esprimersi proprio in quei momenti più insoliti, in quelle pause della quotidianità in cui probabilmente ci troviamo più a contatto con noi stessi.

Quello dello scarabocchio sembra essere un linguaggio poco attenzionato, poco pensato, eppure se ciascuno di noi lo ha fatto almeno una volta (o più) nella vita allora avrà un senso e può far parte di quella possibilità che abbiamo di conoscere a capire cosa ci sta in fondo al nostro “io”. Ciò non significa, a differenza di altri strumenti, che attraverso lo scarabocchio lasciato qua e là si possa interpretare la personalità di un individuo, ma di certo si possono cogliere degli aspetti momentanei della sua interiorità, si può “ascoltare” cosa dice in quel momento la sua anima che parla attraverso quei simboli, che si sfoga senza censure e che libera da sentimenti non sempre adeguati o manifestabili.

Ecco perché scarabocchiare può avere un effetto terapeutico: perché diventa un modo per rilassarsi e per trasferire su di un foglio la tensione accumulata durante gli impegni quotidiani, non sempre piacevoli. Ma non sono solo i sentimenti negativi a tradursi in forme sul foglio perché anche le sensazioni positive e gradevoli possono generare informi tracce da imprimere sulla carta.

Sono molteplici le categorie in cui possono suddividersi gli scarabocchi che vanno dalle figure geometriche a quelli legati alla natura, dalle figure astrali alle frecce, dalle cornici alla la casa, dal corpo umano fino ad arrivare alla propria firma, ripetuta più e più volte. Sarebbe impossibile qui parlare di ciascuna categoria ma ne voglio giusto indicare e spiegare qualcuna per stimolare la vostra attenzione, la vostra fantasia e la vostra curiosità.

Chi, abitualmente, pasticcia sul foglio tracciando figure geometriche è in genere una persona con mentalità razionale che tende ad inquadrare ogni problema prima di agire. Non ama i sogni che lo portano lontano dal concreto e desidera finalizzare la propria energia verso scopi ben precisi e costruttivi.

Chi, invece, sceglie immagini ispirate alla natura dimostra una particolare sensibilità che lo lega alla sua infanzia con il desiderio inconscio di regredire in una sorta di sogno, con nostalgia del paradiso perduto.

Le frecce, poi, sono in generale simboli di mascolinità, di aggressività, di voglia di sfondare e avanzare verso obiettivi ambiziosi. Segnalano anche la tendenza a scagliare fuori di sé ciò che non va.

La propria firma, infine, ripetuta più volte su un foglio indica il bisogno di rafforzare la propria stima e di confermare soprattutto a se stessi il bisogno di appartenenza (tratto dal libro “I disegni dell’inconscio”, di Crotti e Magni).

Ovvio che, come avete ben capito, interpretare gli scarabocchi non fa parte di quella assurda pretesa “dimmi cosa disegni e ti dirò chi sei” ma può rappresentare un valido spunto per entrare in confidenza con il proprio mondo interiore, che è sempre qualcosa di così affascinante quanto misterioso!

Dott.ssa Florinda Bruccoleri 
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psiconcologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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