Psicologia della notizia

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Alla ricerca dell'uomo giusto

L’uomo giusto esiste e lo si trova solo se non lo si cerca. Cioè: abbiamo la possibilità di legarci ad una persona “giusta” per noi solo quando nella sua ricerca non siamo mosse dal bisogno...

Arriva l’estate, stagione per eccellenza dedicata alle vacanze, ai nuovi incontri, agli amori più o meno grandi e duraturi. Così conosci lui: insieme ridete, trascorrete ore a parlare, a letto è una magia. Ma ecco che una domanda comincia a frullare nella testa incessantemente: “sarà quello giusto?”. Questa è una domanda da un milione di dollari e credo che non esista donna che, almeno una volta nella vita (o anche più), se la sia posta.
Fin da piccole cominciamo a vivere all’ombra di belle favole, di meravigliose principesse che un bel giorno incontrano il principe azzurro, lui le risveglia dal torpore e “vissero felici e contenti”.

Ma crescendo abbiamo scoperto che la realtà è ben diversa; abbiamo imparato che quelli che pensavamo essere dei colpi di fulmine hanno lasciato solo del fumo e che prima di impegnarci seriamente sarebbe bene pensarci dieci volte. Eppure, nonostante ciò, pare che non sappiamo resistere alla domanda “sarà l’uomo giusto per me?”. Ci capita a 14 anni col primo amore e ci capita a 40, dopo diverse delusioni che ci lasciano ancora sperare in un batticuore eterno. Ciò che ci illude è avere nella nostra aspettativa l’immagine di un uomo perfetto che un bel giorno arriva, ci guarda e ci rapisce; magari in un bosco con attorno il cinguettio di uccelli felici per noi.

In realtà l’uomo giusto esiste e lo si trova solo se non lo si cerca. Cioè: abbiamo la possibilità di legarci ad una persona “giusta” per noi solo quando nella sua ricerca non siamo mosse dal bisogno, dalla necessità di riempire i vuoti interiori e di risolvere quei problemi che ci fanno soffrire. Il rischio, in questi casi, sarebbe quello di stabilire una relazione di attaccamento piuttosto che un legame di vero amore. Sono questi i rapporti definibili “dipendenti”, dove la donna ha troppe aspettative e si ritrova a dover fare i conti con altrettante delusioni da parte di quel partner che non si rivela quello “perfetto”. Si finisce per rimanere ingabbiati in un rapporto in cui lei non si sente libera di scegliere e decidere se non in relazione al suo uomo e lui si carica della responsabilità di dover essere sempre presente. 

Pertanto quando si è alla ricerca affannosa dell’uomo giusto si sta agendo rispondendo alle nostre esigenze più profonde, a come noi siamo, a come ci immaginiamo, a come pensiamo di dare e ricevere amore. E spesso perdiamo di vista la dimensione reale delle cose. Ecco perché è difficile credere a quelle donne che dicono “capitano tutti a me!”, perché credo che una donna se lo vada (inconsciamente) a cercare l’uomo sbagliato e attraverso queste esperienze spesso deludenti e negative si evita di interrogarsi su se stesse, rimanendo quasi bambine e non guardando in faccia la realtà.

La grande verità, che nessuno ci ha mai insegnato, è che possediamo personalità sfaccettate e complesse e nessun compagno, nemmeno quello per la vita, può soddisfare le nostre aspettative interamente. Per trovare il proprio “uomo giusto" bisogna aver chiaro chi siamo, cosa vogliamo e avere il coraggio di mostrarlo e sostenerlo sempre. L’importante non è essere uguali quanto essere complementari e poter sfatare il mito del “vissero felici e contenti” sostituendolo con “felici di essersi incontrati!”.

È fondamentale “imparare a distinguere la realtà dai sogni e comprendere che una persona può amarne un'altra solo nello stesso modo in cui ama se stessa: con tenerezza ed accettazione o con intransigenza e rifiuto”, contribuendo così alla riuscita o al fallimento di una relazione (cit. La Principessa che credeva nelle favole).

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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