Psicologia della notizia

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Mese rosa: l’importanza della prevenzione

La prevenzione altro non è che quell’insieme di interventi che hanno come finalità quella di favorire e mantenere lo stato di benessere cercando di evitare l'insorgenza di malattie. Si possono distinguere tre tipi di prevenzione e in ciascuna di esse possiamo individuare delle caratteristiche psicologiche specifiche...

Siamo ad ottobre, il mese rosa per la prevenzione del tumore al seno. In giro per l’Italia si sono organizzati e si stanno organizzando diverse ed importanti iniziative che hanno un unico scopo: quello di coinvolgere più donne possibili, informarle riguardo a tutto ciò che c’è da sapere sul cancro al seno e sulla sua prevenzione.
Si parla tanto di prevenzione. Ma cos’è? E quanti tipi di prevenzione esistono?

La prevenzione altro non è che quell’insieme di interventi che hanno come finalità quella di favorire e mantenere lo stato di benessere cercando di evitare l'insorgenza di malattie.    

Si possono distinguere tre tipi di prevenzione e in ciascuna di esse possiamo individuare delle caratteristiche psicologiche specifiche.

PREVENZIONE PRIMARIA: In questa prima fase lo scopo principale è quello di fare maggiormente attenzione ai fattori di rischio che causano il cancro cercando di ridurli e con essi ridurre il rischio di ammalarsi. Da un punto di vista psicologico pare esistano alcune caratteristiche di personalità che potrebbero contribuire ad aumentare la probabilità di una diagnosi di cancro. Infatti, da secoli, ci si interroga sulla possibile esistenza di tratti psicologici specifici che possono predisporre al tumore più di altri.    

Ed ecco che negli anni ‘80 un gruppo di ricercatori europei ha delineato una “personalità da cancro”, le cui caratteristiche sembrano poter rientrare tra i cosiddetti fattori di rischio.    

Si tratta di individui con una forte tendenza a reprimere costantemente l’espressione delle proprie emozioni di fronte a eventi stressanti, in particolare rabbia e aggressività; di coloro che sono spesso incapaci ad affrontare adeguatamente le situazioni problematiche e i conflitti e che a lungo andare sviluppano sentimenti depressivi di impotenza e rinuncia che sembrerebbero essere tratti maggiormente predisponenti all'insorgere di un tumore. 

Il reprimere costante delle emozioni creerebbe una iperattivazione ripetuta del sistema neurovegetativo che a lungo andare porterebbe alla compromissione dell’efficienza della risposta immunitaria. (L. Temoshok)

Con questo non si vuole sostenere che esista un paziente oncologico “tipo”, ma che esista piuttosto  un’associazione indiretta tra certi modi di essere e una predisposizione al cancro.    

Imparare nuove strategie alternative per fronteggiare efficacemente un problema ovvero reagire agli eventi stressanti con determinazione piuttosto che con rassegnazione, riuscire ad esprimere le proprie emozioni imparando a riconoscerle e contare sul sostegno sociale sono strategie che potrebbe divenire un efficace strumento “anti-cancro”.

PREVENZIONE SECONDARIA: In questa seconda fase l’obiettivo è quello di individuare il tumore in uno stadio molto precoce affinché sia possibile trattarlo in maniera efficace e ottenere di conseguenza un maggior numero di guarigioni e una riduzione del tasso di mortalità.     
Dal punto di vista psicologico in questa fase possono esserci delle resistenze che ostacolano la possibilità di fare prevenzione. Molte persone, infatti, al solo pensiero di dover effettuare degli esami e degli accertamenti clinici specifici per il cancro entrano in una specie di vortice angosciante e pertanto mettono in atto meccanismi difensivi di negazione, di rimozione, di razionalizzazione che sebbene siano comunque reazioni di difesa assolutamente normali, possono diventare un problema se ostacolano la fase diagnostica perché non fanno altro che far rimandare gli esami o aspettare tanto tempo prima di arrivare a sottoporsi a un controllo specialistico.

PREVENZIONE TERZIARIA: La prevenzione terziaria rientra in quella fase in cui è stato già diagnosticato un tumore, in cui la donna è già stata operata al seno ed ha come scopo quello di ridurre le cosiddette recidive (o ricadute) o eventuali metastasi dopo che la malattia è stata curata con la chirurgia, la radioterapia o la chemioterapia (o tutte e tre insieme).    
Sappiamo bene, perché tanto ne sentiamo parlare, di come la reazione psicologica alla diagnosi di cancro può svolgere un ruolo significativo sul decorso della malattia: affrontare la malattia con un atteggiamento combattivo piuttosto che con uno passivo può fare la differenza.
Ecco che allora esistono diverse possibilità di fare prevenzione, in qualsiasi fase della vita e della malattia: possiamo imparare a modificare i nostri stili di vita, possiamo diventare più attenti ai segnali del nostro corpo senza svalutarli e senza spaventarcene, possiamo sottoporci ai programmi di screening quando stiamo ancora bene e se ci dovessimo trovare a vivere già dentro la malattia allora importante è un supporto, un sostegno che offra la possibilità di condividere le emozioni e gli stati d’animo.
Possiamo fare tanto se cogliamo il senso e l’importanza della parola PREVENZIONE.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri 
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psiconcologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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