Psicologia della notizia

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Infedeltà stagionale

Il 52 percento degli uomini e il 33 percento delle donne intervistate è convinto che lo si faccia per colpa di un qualche incantesimo erotico di stagione, mentre il 30 percento degli uomini e il 48 percento delle donne è convinto che si tradisca solo quando la coppia è in crisi

Oggi voglio riproporvi un articolo passato che è stato tra i più letti e i più condivisi. 
Con questo singolare articolo volevo anche comunicarvi che la rubrica si ferma per il mese di agosto. Ci ritroviamo a settembre. 

Buone vacanze a tutti voi cari lettori....

“E prometto…di esserti fedele sempre…nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia…finchè morte non ci separi”. Quanti di voi avranno ripetuto ad alta voce queste parole rintonanti in quella chiesa stracolma e quanti di voi sognano, magari spesso ad occhi aperti, questa promessa di amore eterno. E chissà tra tutti voi chi ha mai invece sperimentato la rottura di tale idillio, lo spezzarsi di tale legame, l’amara o l’accattivante esperienza di essere tradito o traditore.

L’infedeltà oggi è quasi un luogo comune, è per alcuni una dimostrazione di prestigio, per altri un segreto inconfessabile, per altri ancora una via d’uscita variopinta da una situazione perennemente grigia. Ad accrescere il numero di tradimenti sembra essere proprio la stagione estiva, sinonimo di sensualità, di nudità, di calo dei freni inibitori. Quattro persone su 5 sostengono che sia vero il fatto che in estate si tradisce di più. Il 52 percento degli uomini e il 33 percento delle donne intervistate è convinto che lo si faccia per colpa di un qualche incantesimo erotico di stagione, mentre il 30 percento degli uomini e il 48 percento delle donne è convinto che si tradisca solo quando la coppia è in crisi. Insomma, pare che sotto il sole si sia più disinibiti e sensibili al fascino di altri potenziali partner, ma le donne sono più propense a controllarsi, e cedono solo se la relazione attuale è problematica. 

A istigare i tradimenti sarebbe, per il 33 percento degli uomini, la visione irresistibile di corpi svestiti, in spiaggia come in città, mentre il 40 percdnto delle donne cede se si sente desiderata, protagonista di un incontro "magico". E forse questo alleggerisce le colpe dei colpevoli, perché, come spiega Alberto Caputo, direttore scientifico dello Ies,"conferma una regola biologica: gli uomini sono esseri 'visivi', hanno bisogno di stimoli concreti e definiti. Le donne preferiscono essere corteggiate e sedotte (fonte: donna moderna). 

Ma cosa accade nella mente del “traditore”? All’inizio del tradimento c’è in chi tradisce una sorta di regressione a schemi sentimentali tipici dell’età giovanile, dove l’amore è fatto di passione ed emozioni forti. La relazione con un nuovo/a partner è desiderata in quanto non presenta i litigi, la quotidianità, le preoccupazioni tipiche del matrimonio o comunque di una relazione che dura da diversi anni. Tuttavia col tempo, può insorgere un forte stato di ansia dovuto alla difficoltà di conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse. 

E quindi perché “complicarsi” la vita? Domanda che non avrà, dato l’argomento, facile e unica risposta. Vero è che la società di oggi con l’esposizione continua a stimoli erotici, crea un ambiente favorevole al tradimento, esistono però alternative valide per potersi orientare verso una “fedeltà attiva”, quella che si sceglie di seguire e non soltanto  una  di tipo “passivo”,  cioè mossa dalla  paura di essere scoperti, per i figli o per problemi economici (fonte: internet).

La fedeltà non dovrebbe essere intesa come un obbligo, ma come una scelta volontaria, seriamente definita, capace di rendere stabile il sentimento dell’amore, quello che molti chiamano il grande amore, che a volte ci piace ritrovare entusiasticamente in tantissime coppie (spesso le più mature) e che resta certamente un valore sicuro.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri 
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psiconcologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

Psicologia della Notizia

Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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