Psicologia della Notizia

Opinioni

Psicologia della Notizia

A cura di Florinda Bruccoleri

L’inconscio sulla pelle, psicologia del tatuaggio

La scelta del disegno e della zona da tatuare non è mai neutra, ma rimanda al mondo dei simboli e fa emergere quello che è nascosto all'interno dell'individuo, il suo vero carattere

Ho sempre considerato i tatuaggi come una pratica di modificazione corporea insolita, come uno strumento di decorazione della pelle innaturale, fino a quando nella mia pratica clinica non ho avuto modo di approfondirne i significati, cogliendone ogni sottile sfumatura. Ho potuto ascoltare storie, motivazioni, significati, emozioni collegabili a quei simboli. Disegni più o meno grandi, nomi di persona, parole e frasi talvolta scritte anche in altre lingue: inglese, cinese, giapponese. Amori finiti, conquiste raggiunte, persone importanti, insegnamenti, rimproveri, desideri, speranze, forza, virilità, coraggio.

In poche parole i tatuaggi diventano un simbolo di appartenenza, per lo più ad una missione o a un sentimento, siglato sul corpo nella più irrevocabile delle maniere grazie anche alle mani di un artista (il tatuatore) che riesce a dare forma ad una idea, ad un sentimento, ad una espressione dell’interiorità altrui.

Un corpo su cui prendere “appunti” da ricordare, da non dimenticare anche quando fanno male e che diventa una forma di comunicazione non verbale (all’apparenza frivola) che esprime un vissuto interiore. Gli studiosi del comportamento si sono chiesti perché in una società così mobile come la nostra, dove si cambia casa, lavoro e partner con estrema facilità, sentiamo il bisogno di lasciarci segni indelebili sulla pelle. Il tatuaggio oggi assolve le stesse funzioni che aveva nelle società tradizionali, anche se reinterpretate secondo i nostri codici culturali: viene usato per abbellirsi, comunicare, appartenere a un gruppo ed esorcizzare le paure. La molla più potente e profonda che spinge a desiderare un tatuaggio è probabilmente quella di volersi distinguere da tutti gli altri, il bisogno di riaffermare a livello visivo la propria diversità, il proprio essere unici rispetto alla massa.

Recentemente è nata anche la “psicologia del tatuaggio” col fine di studiare il carattere delle persone in base ai segni impressi in modo indelebile sulla loro pelle. Quando si tratta del nostro corpo, il significato dei simboli non può essere interpretato con la semplice intuizione, ma va cercato nell'inconscio. La scelta del disegno e della zona da tatuare non è mai neutra, ma rimanda al mondo dei simboli e fa emergere quello che è nascosto all'interno dell'individuo, il suo vero carattere. 

Secondo la psicologia del tatuaggio, ad esempio, tatuarsi sulla parte sinistra del corpo, che per la psicoanalisi rappresenta il passato, è tipico delle persone pessimiste, con poca fiducia in se stesse. La destra, invece, legata al futuro, sempre secondo questi psicologi, denota un carattere solare, aperto ai cambiamenti, ma ben ancorato alla realtà. Tatuarsi il tronco denota concretezza e capacità decisionali. Se la scelta cade sulle braccia, significa che l'individuo sta attraversando una fase di lenta maturazione. Mentre le persone infantili e poco riflessive preferiranno le gambe. Se il tatuaggio si trova in una parte anatomica normalmente nascosta come l'ombelico, l'interno cosce, la persona è timida e insicura, con forte senso di inferiorità. La caviglia è la zona preferita dalle donne sospettose e gelose, ma anche molto femminili e dagli uomini competitivi e battaglieri. Tatuarsi le zone genitali, infine, assume significati opposti per uomini e donne. Combattive, autonome e sensuali queste ultime. Maldestri e passivi i primi. La zona da tatuare varia anche a seconda del sesso: gli uomini preferiscono la schiena, la spalla e il braccio destri. Le donne, la caviglia e il polso, adatti ai disegni più piccoli come fiori, rondini o delfini, che sono i prediletti dal sesso femminile (Marco Cannavicci – Psichiatra).

Ovvio che non si può trascurare il fatto che farsi un tatuaggio è anche doloroso fisicamente e a volte anche pericoloso per la salute. Ecco perché è necessaria un’attenta valutazione dei rischi e delle motivazioni che spingono a volersi imprimere sulla pelle qualcosa di indelebile, che rimane in eterno salvo costosi ripensamenti.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

Si parla di

L’inconscio sulla pelle, psicologia del tatuaggio

AgrigentoNotizie è in caricamento