Psicologia della notizia

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Il ritorno alle abitudini

Esistono dei modi per “prepararsi psicologicamente” al rientro e non dover fare i conti con quella che gli esperti hanno definito “post vacation blues” o più semplicemente “sindrome da rientro”?

Per le strade scintillano ancora le luci, nelle nostre case persistono addobbi e presepi, nelle nostre dispense avanzi più o meno calorici delle abbuffate appena trascorse. E nelle nostre menti anche tanto relax, serate di gioco, dormite fino a tardi e tanto, troppo tempo libero da dedicare a sé o agli altri. Ma a parte chi di ferie ne ha viste ben poche in questo periodo natalizio chissà se gli altri che hanno goduto di una lunga pausa sono coscienti di quanto i consueti impegni stiano per ritornare, più incalzanti di prima.

Così la voglia di non rientrare a lavoro è direttamente proporzionale alla voglia di non perdere quella sensazione di benessere e di spensieratezza guadagnata in questo periodo. Ma se da un lato tutto l’ozio del periodo appare come una conquista fatta, dall’altro ha di certo delle sfumature negative se si pensa, per esempio, al fatto di dover riprendere tutte le cose lasciate in sospeso sul lavoro, al doversi puntare la sveglia ad orari quasi dimenticati, al dover rincontrare i colleghi, il capo e riprendere la smania della fretta quotidiana.

Ma esistono dei modi per “prepararsi psicologicamente” al rientro e non dover fare i conti con quella che gli esperti hanno definito “post vacation blues” o più semplicemente “sindrome da rientro”? Intanto importante potrebbe essere, come primo passo, riequilibrare i propri ritmi sonno-veglia, ossia riprendere l’abitudine di andare a letto all’orario usuale quantomeno qualche giorno prima di ritornare a lavoro, per evitare di odiare la sveglia la mattina del rientro come spesso accade ogni lunedì mattina.

Cominciare a ripensare agli impegni rimandati, alle scadenze e perché no anche a qualcosa di positivo che si potrebbe ritrovare una volta tornati al “dovere”. La parola d’ordine, quindi, potrebbe essere gradualità: riprendere lentamente la routine dividendo magari il lavoro per priorità e procedendo per obiettivi giorno dopo giorno fino a che pensate di aver recuperato le energie e la volontà necessaria svanite durante il periodo di vacanza.

Ritrovare le “sane” abitudini tralasciate e trascurate con le feste, prima fra tutte l’alimentazione. Il Natale ed il Capodanno rappresentano per eccellenza le feste delle grandi abbuffate, dei pranzi interminabili e dei cenoni infiniti, delle trasgressioni culinarie e della noncuranza nei confronti della bilancia. Ecco perché è anche buono recuperare un rapporto col cibo sano ed equilibrato che può aiutare a affrontare lo stress, aumentando le difese immunitarie e favorendo la vitalità del sistema nervoso centrale, il tutto con una funzione antidepressiva

Quindi cominciate a pensare che è più che normale che troviate tutto banale e grigio al vostro rientro a lavoro e che se un italiano su 10 soffre di tale “sindrome” allora non siete fuori dal comune. L’ideale è accettare i sintomi, concedersi il tempo necessario per tornare in forma e cercare di concentrarsi su pensieri positivi.

Ovvio che non tutte le persone vivono il rientro allo stesso modo. Per alcuni addirittura il ritorno alla vita di tutti i giorni dopo le vacanze di Natale può rappresentare una vera e propria boccata d’aria. Questo perché i fattori che entrano in gioco in questi vissuti appena descritti sono diversi e assolutamente soggettivi, molti dei quali legati alla personalità, alla soddisfazione personale di ciascuno per il lavoro che svolge, alla propria percezione in termini di efficacia, ecc.

Quindi, non preoccupatevi troppo e ricordatevi che c’è sempre la possibilità di organizzare al meglio la nostra quotidianità, le nostre relazioni, i nostri momenti di libertà anche nei periodi “lavorativi”.

Buon rientro a tutti.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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