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I benefici del riposino pomeridiano

In Italia la pennichella non è ben vista mentre in numerosi Paesi come Stati Uniti, Germania e Giappone molte aziende concedono e incoraggiano il pisolino. Ma quali sono i vantaggi di riposare dopo pranzo?

Alzi la mano chi di voi riesce a fare la classica pennichella pomeridiana post-pranzo. Chissà quanti altri, invece, non si fermano mai e rinunciano forzatamente ad un riposino. E quanti altri ancora lo considerano solo una perdita di tempo.

L’essere umano è geneticamente programmato per avere la tendenza ad addormentarsi verso le 14-15.30. Infatti, questa è l’ora in cui di solito l’attenzione cala, le palpebre tendono a chiudersi e la testa risulta generalmente pesante. Ecco perché è proprio in questo orario che la propensione ad addormentarsi aumenta. Il bisogno di dormire nel primo pomeriggio è forte in bambini ed anziani ma purtroppo viene spesso messo in secondo piano dagli adulti per via dei ritmi frenetici imposti dalla quotidianità. 

In Italia la pennichella non è ben vista mentre in numerosi Paesi come Stati Uniti, Germania e Giappone molte aziende concedono e incoraggiano il pisolino. Ma quali sono i vantaggi di riposare dopo pranzo?

Studi in merito hanno dimostrato che la “siesta” pomeridiana favorisce la memoria, rimettendo a nuovo il cervello e aiutando ad assimilare più facilmente nuovi dati. Altri studi affermano che con venti minuti di riposo a metà giornata le performance intellettuali aumenterebbero del 20 per cento. Pare, inoltre, essere di aiuto alla creatività. E a livello psicologico? Di certo aiuta ad alleggerire le tensioni. Infatti, il senso di liberazione dallo stress e dalla fatica che può dare il riposino influisce anche a livello mentale: la mente riesce a rilassarsi, i riflessi diventeranno più reattivi, la capacità di concentrazione incrementata. Di conseguenza ci sarà una migliore resa sul lavoro, e anche l’umore ne risentirà. 

Quante cose favorisce la pennichella! Ma chi, invece, non ha la possibilità di adagiarsi rilassatamente su di un divano dopo il pranzo è destinato a non godere di tutti questi benefici? No!Riposare, infatti, non vuol dire necessariamente dormire. L’importante è rigenerarsi e recuperare le energie.Pertanto o che si stia seduti con la testa sulla scrivania o sdraiati sull’erba o in una stanza con le imposte chiuse o baciati dal sole poco importa. L’ideale è concedersi un riposino di 20-30 minuti verso le 14, non di più, per non rendere difficoltoso il risveglio e non compromettere il sonno notturno.

Il sonno, si sa, è qualcosa di benefico per l'organismo perché aiuta il nostro corpo sia da un punto di vista fisico sia psicologico, ma se se ne abusa tutti i benefici si cancellano e lasciano spazio solo a svantaggi. E quando proprio non si ha il tempo per concedersi una pausa è bene lottare contro la sonnolenza a colpi di tazzine di caffè? Diciamo che aiuta anche se serve a poco poiché il cervello non farà altro che rinviare lo stesso segnale più tardi.

Certo, non è obbligatorio (e spesso neanche possibile) dormire dopo pranzo, ma l’organismo umano per sua natura ha la necessità di fermarsi. Ci sarà un motivo, infatti, se grandi aziende come Nike e Google hanno messo a disposizione dei loro dipendenti delle sale confortevoli e insonorizzate progettate e destinate esclusivamente a coloro i quali vogliano concedersi un riposino pomeridiano. 

Ma quella è l’America! Noi italiani possiamo solo fare in modo (quando possibile) di fermarci, prenderci una breve pausa pomeridiana e ripartire per l’altra metà della nostra giornata. Ricaricati.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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