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Il mandala: un viaggio interiore

Conoscevo già l’esistenza dei mandala a scopo terapeutico seppure io non ne abbia mai fatto uso nella mia pratica clinica. Ma sfogliare quel libro fatto di forme in bianco e nero che attendono solo di essere colorate mi ha incuriosito ad approfondire l’argomento. Così ho pensato di condividerlo anche con voi per riscoprire insieme quello che un tempo, da bambini, abbiamo fatto un po’ tutti con piacere e spensieratezza

Mi trovavo in libreria ieri e per caso mi è capitato tra le mani un libro antistress da colorare. Conoscevo già l’esistenza dei mandala a scopo terapeutico seppure io non ne abbia mai fatto uso nella mia pratica clinica. Ma sfogliare quel libro fatto di forme in bianco e nero che attendono solo di essere colorate mi ha incuriosito ad approfondire l’argomento. Così ho pensato di condividerlo anche con voi per riscoprire insieme quello che un tempo, da bambini, abbiamo fatto un po’ tutti con piacere e spensieratezza.

E pare essere proprio questo lo scopo del mandala: quello di permettere un viaggio interiore alla scoperta di sé stessi attraverso il semplice colorare. Ma cosa significa il termine “Mandala”? Mandala è un termine sanscrito che significa “cerchio con un punto centrale”. Rimanda, infatti, ad una immagine simbolica circolare antichissima molto usata nelle religioni orientali e rappresenta non solo il cosmo ma anche uno strumento di studio della personalità dell’uomo, così come ha affermato uno dei padri. È come se si potesse fare una rappresentazione di sé stessi attraverso immagini e colori.

I colori utilizzati per colorare un mandala, infatti, sono un invito a guardarci dentro, a concentrarci, ad aprirci al presente, alla meditazione e alla quiete interiore. Pensate a quanto possa essere piacevole potersi ritagliare durante il giorno uno spazio in cui potersi rilassare, scegliere i colori che più si avvicinano al nostro stato d’animo del momento e iniziare a colorare. E sapete? I colori non sono mai scelti casualmente. Ciascun colore rappresenta, infatti, uno stato d’animo, un lato del carattere, un atteggiamento differente nei confronti della vita. Il rosso, per esempio, è il simbolo del fuoco e del coraggio. Chi lo ama è ottimista, deciso, combattivo, passionale, indipendente e vive pienamente ogni attimo. Il verde, poi, si associa alla speranza, alla calma, all’equilibrio. Aiuta a riflettere, ad andare al cuore delle cose. Indica una persona che non ama gli imprevisti. Onesta ordinata e realista, desidera sicurezza e continuità. E così via…ogni colore non viene scelto per caso, insomma.

Così come significativo è anche il modo in cui si procede alla colorazione. Iniziare dal centro verso l’esterno è tipico di persone equilibrate, sicure di sé, precise ed estroverse; mentre chi ha una scarsa fiducia di base ed è alla ricerca della propria identità tenderà a colorare partendo dall’esterno verso l’interno. Ad ogni modo, al di là delle sue caratteristiche simili ad un test, il mandala pare avere una forte funzione terapeutica poiché l’azione del colorare induce alla calma, alla riflessione, alla pace interiore. A livello psicologico, quindi, il mandala viene utilizzato per ridurre lo stress, placare l’ansia e generare un momento di rilassamento e svago attraverso il contatto con la parte più intima del nostro bambino interiore che si diverte senza controlli e senza costrizioni.

Studi psiconcologici hanno anche dimostrato l’effetto positivo del mandala nei pazienti sottoposti a chemioterapia. Si è riscontrata, infatti, la diminuzione dei sintomi dovuti ai farmaci e minore presenza di stress nei pazienti che coloravano i mandala prima e/o durante le chemioterapie. Se vi siete incuriositi potete sempre entrare in libreria e cercare uno di quei libri che io mi sono ritrovata a sfogliare, acquistarlo e cominciare un viaggio interiore alla scoperta di voi stessi.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psiconcologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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