Giovedì, 13 Maggio 2021
Psicologia della Notizia

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Psicologia della Notizia

A cura di Florinda Bruccoleri

La giusta distanza

Le nostre relazioni affettive possono vivere a lungo se si impara a collocarsi con l’altro alla giusta distanza. Perché in fondo tra felicità e sofferenza c’è semplicemente, spesso, una questione di centimetri

E ci siamo lasciati alle spalle il Natale, quella festività dell’anno fatta di atmosfere, luci, colori, regali, cenoni, buoni propositi e riconciliazioni. Si, perché il Natale oltre a spingerci ad accomodarci in tavole super imbandite che ne fanno spesso perdere il significato concreto e religioso ci spinge a volte quasi forzatamente verso quella bontà temporanea e impacciata che si cerca di rispolverare proprio nell’ultimo ritaglio del calendario. Spesso tra i buoni propositi di fine anno e anche tra quelli di inizio anno emerge la voglia/esigenza di dover “mettere le cose a posto” con quei familiari, con quei parenti o con quelle persone con cui ci sono stati dei conflitti più o meno seri, più o meno duraturi.

Sappiamo bene che difficili rapporti familiari (e non) sono situazioni molto diffuse seppure se ne parli poco per un senso probabilmente di omertà, di vergogna, di tendenza a non renderli pubblici. Si da spesso per scontato che l’amore, l’armonia, l’affetto siano dei punti saldi e fermi in una famiglia; ma non dimentichiamo che la famiglia è pur sempre un gruppo e come in tutti i gruppi possono esserci dei conflitti. Ed è frequente, a differenza di quanto si voglia far apparire, che molte persone soffrano in silenzio a causa di conflitti coi propri familiari. E proprio Raffaele Morelli, noto psicoterapeuta, intervistato recentemente alla radio sul tema diceva:  Il processo di mettere le cose a posto spesso finisce poi col complicarle. Lasciamo le cose come sono, con i nostri problemi irrisolti. È bello sapere che io e te ci incontriamo perché c’è una festa ma è anche realistico sapere che ci sono delle cose di te che non mi piacciono e viceversa. Perché questo sforzo di essere più buoni, di far diventare tutti simpatici in fondo ci stanca la mente, ci stanca il nucleo della nostra essenza cerebrale. Noi dobbiamo sapere che se la vita ci ha messi distanti da certe persone è giusto incontrarsi in certi momenti, in certe occasioni, come possono essere per esempio le feste, ma bisogna riconoscere e saper accettare le distanze. Accettiamo che ci siano delle contraddizioni nei rapporti, questo ci rende veramente più maturi".

E noi che viviamo di relazioni in qualsiasi ambito della nostra vita ci confrontiamo quotidianamente con distanze e vicinanze, con conflitti e riappacificazioni, con divergenze e affinità. E’ molto difficile riuscire a modulare i giusti confini nelle relazioni ma è proprio da questa capacità che poi dipende la qualità della relazione stessa. Ed esiste una metafora di Schopenhauer che voglio prendere in prestito e regalarvi per far si che possiate cogliere appieno l’essenza e l’intento di questo mio articolo. Egli scriveva: "Un gruppo di porcospini in una giornata fredda, si stringono vicini per proteggersi col loro calore. All’inizio stanno bene, ma dopo un po’ cominciano ad avvertire le spine degli altri, allora sono costretti ad allontanarsi per non sentire il dolore. Poi il bisogno di calore li spinge nuovamente a riavvicinarsi e ancora ad allontanarsi, così che i porcospini sono continuamente sballottati avanti e indietro, spinti dai due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione".

Trovare una “moderata distanza reciproca”, calibrare i legami: non troppo vicino per non pungersi, non troppo lontano per raffreddarsi. Le nostre relazioni affettive possono vivere a lungo se si impara a collocarsi con l’altro alla giusta distanza. Perché in fondo tra felicità e sofferenza c’è semplicemente, spesso, una questione di centimetri.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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