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Giovedì, 26 Maggio 2022
Psicologia della Notizia

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Psicologia della Notizia

A cura di Florinda Bruccoleri

In fondo era solo uno scherzo!

Forse è vero, forse sono ragazzi che a volte non calcolano le conseguenze delle loro azioni, che si sentono legittimati a trasformare in azione qualsiasi cosa passi loro per la testa

Ricordate la vicenda di quel ragazzino di 14 anni di Napoli violentato da tre bulli con un compressore solo perché grasso? E forse non sapete di quegli altri ragazzi “ladri per noia” che hanno rubato a Gardaland degli zaini solo per rompere la routine. Ed infine chissà se avete sentito la notizia di questi giorni dei 15 ragazzi di Cuneo in gita scolastica a Roma che prendono di mira un compagno commettendo verso di lui azioni tutt’altro che virtuose. Queste e tante altre situazioni simili, di violenza giovanile, accadono con una frequenza quasi quotidiana nella nostra società.

Ma c’è una cosa ancora più grave degli stessi atti violenti di questi ragazzi e che accomuna le situazioni sopra citate: il risentimento di quei genitori che a volte sembrano confondere una bravata con uno scherzo tanto da tentare di difendere o giustificare i loro figli. Sì, in tutti e tre i casi, e chissà magari in altri casi simili, dietro a questi bulli ci sono genitori pronti a schierarsi accanto ai loro figli contro coloro che (lecitamente) li attaccano, colpevolizzandoli.

E così i colpevoli diventano ragazzi da difendere e a farlo sono proprio loro, quelle figure genitoriali che invece dovrebbero rappresentare l’autorità, dovrebbero mostrare severità nei confronti di fatti illeciti e non indulgenza come a volte accade. E così si crea l’effetto contrario: il ridimensionamento di un fatto grave che viene quasi legalizzato e fatto passare come una cosa “normale”. 

“In fondo sono ragazzi!”. Forse è vero, forse sono ragazzi che a volte non calcolano le conseguenze delle loro azioni, che si sentono legittimati a trasformare in azione qualsiasi cosa passi loro per la testa. E forse è ancor più vero che la nostra società di oggi sembra essere totalmente cambiata: si è passati da una società normativa basata sul rispetto delle regole, dove anche tornare a casa dopo aver preso un brutto voto a scuola era motivo di paura per una reazione inclemente da parte dei genitori; ad una società affettiva dove se un figlio prende una nota o una sanzione disciplinare ci si va a lamentare con l’insegnante “povero ragazzo, ma come, perché ve la prendete con lui!?” .

Modificato sembra anche essere, appunto, il rapporto scuola/famiglia dapprima fatto di collaborazione oggi a volte di conflitto, dove qualsiasi atteggiamento non accettato degli insegnanti viene osteggiato e anche combattuto a difesa di quei figli così troppo iperprotetti, spesso. Ecco così che i ragazzi si trovano tra due fuochi, non riescono più a distinguere cosa è giusto e cosa è sbagliato e le loro fragilità rispecchiano probabilmente le debolezze dei genitori che dal canto loro si sentono più in pace con loro stessi dicendo “è colpa di…” piuttosto che dovendo mettere in dubbio la loro capacità educativa, la loro autorevolezza, la loro sfida quotidiana con i figli verso il rispetto etico dell’altro, delle regole in genere.

E allora si diventa complici dei figli per salvarsi probabilmente dai sensi di colpa o forse, motivazione ancora più preoccupante, si è davvero incoscienti e così immoralmente permissivi da pensare che è meglio lasciarli fare e perdonarli.

“In fondo era solo uno scherzo!”

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

In fondo era solo uno scherzo!

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