Psicologia della notizia

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Cronaca nera: come parlarne ai bambini

Anche se la soluzione migliore sarebbe quella di spegnere la tv, c'è anche e soprattutto la possibilità e la necessità di attenzionare i nostri figli, fare in modo che non rimangano mai soli piazzati davanti la tv ad osservare e ascoltare notizie che non sarebbero in grado di comprendere senza un filtro adulto

Ci ritroviamo oggi, come tante altre volte, dinnanzi a telegiornali e notizie che continuano incessantemente a parlare di omicidi, di madri che uccidono i loro figli, di padri che non accettano la separazione dalla moglie e preferiscono prendere in braccio il loro bimbo e farla finita, di gialli che rimangono misteri per troppo tempo e nell attesa di essere risolti vengono incalzati da altri casi di cronaca nera. E noi adulti rimaniamo stupefatti di fronte a questi eventi, improvvisandoci un po' investigatori e cercando la soluzione dietro le intricate vicende che ne colorano ancor più la tragedia. Cerchiamo i dettagli, facciamo le nostre ipotesi, seguiamo quando ci è possibile gli ultimi risvolti che sembrano allargarsi sempre più ma mai con esiti positivi e conclusivi.

Questi siamo noi adulti, che con la nostra logica, con le nostre capacità cognitive, abbiamo la possibilità di comprenderne le dinamiche. Ci accostiamo così a queste tragedie ma al tempo stesso siamo capaci di saperne prendere le giuste distanze per non farci inghiottire da questi misteri innaturali.

Ma i bambini? Ce ne sono tanti oggi davanti alla tv ad ascoltare silenziosi queste vicende, con le loro menti ormai forse purtroppo troppo abituate a percepire queste drammaticità ma ancora troppo in formazione per poterne comprendere appieno il significato. Così il mio sguardo e la mia attenzione si rivolge oggi a loro, forse perché così indifesi, forse perché ancora troppo semplici per potere comprendere la complessità di questo mondo a volte squilibrato da destare persino avversione. E così sorgono spontanei degli interrogativi rivolti proprio a loro, i bambini: come trattare questi forti argomenti di cronaca con loro? E' giusto farlo? Come proteggerli da tutta questa violenza che trapela dalla tv?

Oggi passano alla tv diverse notizie di cronaca nera, dove spesso viene spettacolarizzato il male, soprattutto un male intrafamiliare che i bambini difficilmente, usando i loro parametri, sono in grado di comprendere e spiegarsi. Pertanto, anche se la soluzione migliore sarebbe quella di spegnere la tv, c'è anche e soprattutto la possibilità e la necessità di attenzionare i nostri figli, fare in modo che non rimangano mai soli piazzati davanti la tv ad osservare e ascoltare notizie che non sarebbero in grado di comprendere senza un filtro adulto. Ed è errato pensare che poiché sono piccoli non capiscono.

Per questo motivo risulta fondamentale realizzare un contesto emotivo di condivisione molto intimo dove non va di certo bene mentire loro, camuffando una realtà invece così presente. Solo all interno di questa atmosfera di condivisione si può inquadrare la notizia, far passare la durezza della realtà e solo in questo modo i bambini possono sentirsi accompaganti. È importante spiegare loro ciò che accade nel mondo attraverso i nostri filtri, spiegare che la realtà è anche quella: ci sono adulti che perdono la testa arrivando a compiere gesti estremi ma ci sono tantissimi altri adulti che amano molto i loro figli; ci sono paesi dove c'è la guerra e altri che sono molto belli e tranquilli; ci sono navi che affondano ma ce ne sono molte altre favolose su cui poter fare un viaggio eccezionale. Non ci sono cose giuste o sbagliate da dire e non c'è un età specifica per parlare con i figli di questi fatti di cronaca: è il dialogo con i bambini che ci dà la dimensione di quale sia la modalità più corretta per comunicare con loro.

C'è bisogno, in sostanza, di adulti competenti e attenti accanto ai bambini che non sono solo i genitori. Bisogna far capire loro che non tutte le famiglie sono quelle del "Mulino bianco" e che sappiano che possono difendersi, che queste cosa accadono e se accadono c è il modo per chiedere aiuto.

Se riuscissimo a mettere i bambini al centro del mondo adulto molte cose potrebbero cambiare, primo fra tutti il modo di come vengono comunicate e trasmesse le notizie.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psiconcologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

Psicologia della Notizia

Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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