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Sabato, 4 Febbraio 2023
Psicologia della Notizia

Psicologia della Notizia

A cura di Florinda Bruccoleri

La dimensione psicologica del turismo

Un viaggio non è altro che il riflesso della personalità del turista che attraverso di esso può esprimere se stesso, il suo stile di vita, le sue abitudini, le sue attitudini e i suoi valori...

Trascorse le ferie pasquali ci si ritrova adesso con la possibilità di prolungare il periodo “vacanziero” grazie ai ponti presenti sul calendario.
Ma, ci siamo mai chiesti cosa c’è dietro la scelta di un viaggio, di una meta e di un luogo?
Oltre alle tante motivazioni prevedibili ed ipotizzabili esiste anche una dimensione psicologica nella scelta di un posto dove poter trascorrere dei momenti appagati e rilassanti.

Un viaggio non è altro che il riflesso della personalità del turista che attraverso di esso può esprimere se stesso, il suo stile di vita, le sue abitudini, le sue attitudini e i suoi valori. Esistono poi delle variabili legate al periodo attuale della persona, ai suoi bisogni del momento che spingono a sognare o scegliere vacanze estremamente differenti in momenti diversi della propria vita.

Così un viaggio racchiude in sé aspetti coscienti ma anche motivazioni inconsce.

Si può viaggiare alla ricerca di qualcosa da ottenere o per “sfuggire” un po’ da situazioni indesiderate.
Si può viaggiare per il bisogno interiore di diminuire o eliminare una situazione spiacevole, per spezzare la noia o per ridurre lo stress attraverso il raggiungimento di una finalità turistica che può rispondere a diversi bisogni psicologici.

Si può viaggiare per evadere dal quotidiano ricercando luoghi che siano diversi rispetto a quelli propri del lavoro o della casa.
Si può viaggiare semplicemente per trovare un po’ di relax.

Si può persino arrivare ad una scoperta di se stessi esplorando posti nuovi, ambienti non familiari, che permettono un viaggio verso se stessi, psicologicamente, permettendoci di migliorare la nostra conoscenza personale.
Insomma, dietro l’aspetto apparentemente semplicistico e frettoloso di un viaggio si cela un universo di scelte, motivazioni, bisogni e ragionamenti che interrogano silenziosamente la parte più inconscia di ognuno di noi; e se la ascoltiamo siamo capaci di  regalarci quell’attimo di benessere non facilmente conquistabile nella frenetica vita di tutti i giorni.

È interessante e curioso notare che tra i 28 e i 40 anni le vacanze preferite sono quelle più impegnative, quelle cioè che sono orientare verso esperienze culturali o verso la possibilità di acquisire nuove abilità; mentre tra i 50 e i 65 anni si consumano quelle forme turistiche più sicure e protette, spesso infatti persone appartenenti a questa fascia di età scelgono i viaggi organizzati.

Ad ogni modo ogni comportamento turistico si connette ai risultati positivi conseguiti, che rappresentano dei veri e propri rinforzi che spingono alla ripetizione ed al consolidamento di tipologie comportamentali che si sono rivelate utili nel tempo.

C’è un segreto, quindi, dietro ad ogni scelta: quello di lasciarsi liberamente ispirare dai propri bisogni emotivi, ascoltando se stessi così da poter personalizzare la propria vacanza, liberandosi da eventuali abitudini e “scelte preconfezionate”. Solo in questo modo si potrà godere dei benefici di un viaggio evitando di ritrovarsi poi nella necessità di un periodo di “vacanza per riprendersi dalla vacanza” prima di tornare alla quotidianità e alla routine.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri 
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

La dimensione psicologica del turismo

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