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Domenica, 14 Agosto 2022
Psicologia della Notizia

Opinioni

Psicologia della Notizia

A cura di Florinda Bruccoleri

Ansia da bikini

Si dilata la stagione, si posticipa la tintarella, si conservano le infradito, si accumulano i nuovi acquisti e il nostro umore si lascia contagiare dalla "depressione" meteorologica. Ma c'è un aspetto che grazie a ciò non è ancora (per poco) venuto pienamente alla ribalta: il confronto col nostro corpo, la tanto fatidica e temuta "prova costume"

Per il calendario siamo quasi a metà giugno, per il meteo sembra essere ancora in piena primavera. E ci mormoriamo, brontolando per questo sole che si fa attendere quasi come una sposa all’altare. 

Si dilata la stagione, si posticipa la tintarella, si conservano le infradito, si accumulano i nuovi acquisti e il nostro umore si lascia contagiare dalla “depressione” meteorologica. Ma c’è un aspetto che grazie a ciò non è ancora (per poco) venuto pienamente alla ribalta: il confronto col nostro corpo, la tanto fatidica e temuta “prova costume”. E se per la moda ritroveremo le righe, le linee geometriche, tanto romanticismo nelle culotte retrò e nelle ruches, fiori ipercolorati, bikini fluo ricoperti di frange e le trasparenze dei trikini ultrasexy  (cfr. Glamorous life- marivecchio.blogspot.it)… per noi donne, comuni mortali, lontane da passerelle e photoshop, riemergono insicurezze, disagi ed enormi sensi di colpa. 

Si evitano quasi fobicamente gli specchi, si diventa giudici severi di ciò che si mangia, si rimpiangono palestre, attrezzi, corse; ci si rattrista per non aver seguito una dieta sana e per non essersi presi abbastanza cura di se stessi. Già, perché è come se il corpo rappresentasse l’unico strumento di presentazione per il mondo esterno e il confronto con i modelli estetici presentati dai media, gli stereotipi legati all’apparire e i giudizi degli altri, non fanno che accentuare lo sconforto già dominante.

Facile ribadire: “non demoralizzarsi”. Facile affermare: “bisogna accettarsi per come si è”. Ma sappiamo cosa vuol dire veramente “accettarsi?”.

«L’accettazione di sé è un concetto complesso, il punto di arrivo di un cammino interiore. Passa per la consapevolezza del proprio corpo e per la conoscenza del proprio mondo emotivo. Le persone avvantaggiate in questo senso sono quelle che hanno avuto il dono inestimabile di crescere in ambienti emotivi stabili e sereni, dove le prime figure di accudimento hanno saputo trasmettere un amore di sé attraverso le cure benevole della crescita» (Maria Paola Pacifici, medico psichiatra e psicoterapeuta esperta di disturbi alimentari). 

Di certo non esistono ricette ad hoc per “riconciliarsi” con il proprio corpo. Saranno diverse così come diversa è ogni donna che sa, che anche se dovrebbe amarsi per come è inconsciamente continua a desiderare di essere diversa, più magra, più alta, con più o meno seno, con le caviglie sottili e con il bacino piccolo. 

È attraverso l'accettazione del proprio corpo che si sviluppano  l'autoconoscenza e l'autoaccettazione, determinanti per una piena serenità e apertura all’altro. Piuttosto che immaginarci il giudizio degli altri pensiamo anche a tutto ciò che la bella stagione ci propone.  La ‘prova costume’ sta soprattutto nella nostra mente. Si tratta di creare una sorta di barriera psicologica, smettere di concentrarci troppo sul nostro corpo e pensare a tutto ciò di bello che l’estate ci propone e che noi rischiamo di perderci a causa di un atteggiamento psicologico sbagliato (donnad.it.)

Dott.ssa Florinda Bruccoleri 
Psicologa, Psicoterapeuta in formazione,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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