Martedì, 18 Maggio 2021

Agrigento, l'uxoricidio e il sogno rivelatore

Dopo il delitto, l’omicida partì per la Francia e due suoi parenti buttarono il cadavere della povera Raja nel profondo crepaccio di una collina e dissero a sua madre che i due sposini erano partiti insieme per fare fortuna in Francia

“Signor presidente, la condussi all’altare col velo verginale perché la ritenevo pura, ed invece mi accorsi che mi aveva ingannato. Essa stessa alle mie assillanti domande, proprio la prima notte, mi confessò che aveva avuto due amanti. E da quel momento è cominciato il dramma intimo della mia vita: la amavo e la odiavo. Per lunghi mesi logorai la mia esistenza in questa alternativa angosciosa, finchè un giorno decisi di abbandonarla e partire per la Francia, come emigrante clandestino. Ma la Raja si oppose e minacciò di denunciarmi alla polizia. Io allora persi il controllo dei miei atti, l’afferrai per il collo strinsi forte forte finchè la vidi afflosciarsi e cadere riversa per terra. Com’era bella nella serenità della morte. Aveva riacquistato la sua purezza ed il suo candore”.
E qui Angelo Gangarossa da Ravanusa si fermò. Lo stenografo alzò lo sguardo e attese. Sapeva anche lui che la storia non finiva così, quella non era la consueta storia di un delitto d’onore. Quella era soprattutto la storia di un sogno.

Dopo il delitto, l’omicida partì per la Francia e due suoi parenti buttarono il cadavere della povera Raja nel profondo crepaccio di una collina e dissero a sua madre che i due sposini erano partiti insieme per fare fortuna in Francia.

La povera madre non si poteva capacitare. Perché la figlia era andata via così, senza dirle nulla, senza un saluto? Cos’è che s’inventarono quei parenti del suo genero per spiegarle, rassicurarla, è lungo da dire. Ma niente riusciva a convincerla. Né poteva immaginare cosa fosse accaduto a quella sua povera figliola. Quel suo marito era stato sempre premuroso, affettuoso. Non le passò mai in mente che avrebbe potuto fare del male alla ragazza.

Ma una notte la povera madre ebbe in sogno la rivelazione della tragedia. "Mamma, Mamma mi ha ucciso. Vieni a prendere" le diceva in sogno la figlia, piangendo. Proprio così è scritto negli atti del Tribunale. Un sogno, un incredibile sogno rivelatore spinse la madre della vittima alla caccia degli assassini, a  mettere in moto, con le sue denunzie, la polizia, le questure di mezza Italia e di Francia. E la polizia di Agrigento così per dare una risposta a quella madre infelice chiamò quei parenti di lui che avevano portato la falsa notizia alla poveretta. E quelli caddero in tante contraddizioni e finirono col condurre loro stessi gli agenti in quel crepaccio dove c’era la morta, dove c'erano i suoi resti, ormai irriconoscibili. Ma la madre riconobbe dalle vesti la sua povera ragazza. Altro lo fece la polizia francese, arrestando il Gangarossa. L’uxoricida è stato condannato a 18 anni di reclusione. Ai botteghini del lotto di Agrigento la gente giocava i numeri.

Elio Di Bella

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