Colonne d'Ercole

Colonne d'Ercole

Caro San Calò, ti scrivo...

San Calò, illuminali. Non sto affatto prendendoti in giro, sono invece serissimo. Ti scrivo perché ormai forse solo tu puoi illuminare le coscienze degli agrigentini, se non altro per quello che rappresenti

San Calogero

Caro San Calogero,
sì lo so che rischio che tu di notte venga a casa mia mentre sto dormendo per darmele di santa ragione. Mi hanno insegnato che è così sin da bambino: se prendi in giro Sancalò quello viene di notte e te le suona

Ma io non sto affatto prendendoti in giro, sono invece serissimo. Ti scrivo perché ormai forse solo tu puoi illuminare le coscienze degli agrigentini, se non altro per quello che rappresenti. Tu sei un santo nero e in migliaia sfileranno dietro la tua statua perché la tradizione vuole così. Anche tu, se fossi vissuto nei nostri tempi, saresti un profugo. Avrebbero paura di te, perché potresti - oh che ignoranti - portare malattie. 

Illuminali. Dì loro che non basta correre dietro la tua statua per essere cristiani. Dì loro che i veri cristiani sono quelli che aiutano per quello che possono. Possono anche non fare nulla, ma un vero cristiano avrebbe quanto meno un sentimento di carità. Del resto è per questo che la tradizione prevede che ti si butti il pane dalla finestra. Nessuno chiede loro di portare in casa propria i profughi. Ci sono - o ci dovrebbero essere - altre strutture dello Stato che lo fanno.

Illumina quelli che anziché lavorare come dovrebbero negli enti pubblici li trovi spesso a bighellonare al bar o in via Atenea. Illumina quelli che ancora oggi, senza più il sindaco che li ha nominati, fanno conferenze stampa, senza manco indicare l'argomento, nelle vesti di assessore. Illuminali e spiega loro che il giro della giostra è finito. 

E illumina anche il presidente Crocetta che parla tanto ma - diciamolo - fa pochissimo. Spingilo affinché metta davvero fine alla giostra nominando questo benedetto - e se lo nomina su tua ispirazione come potrebbe essere se non benedetto? - commissario

Insomma, Sancalò, illuminali. E magari senza i fuochi d'artificio, inutile spreco di soldi pubblici che tu, se solo potessi parlare, non potresti mai accettare.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (9)

  • Avatar anonimo di Franz La Paglia
    Franz La Paglia

    Vabbé che l'istruzione è obbligatoria e l'ignoranza facoltativa, ma non bisogna abusarne. San Calogero non era nero, anche se così è raffigurato dalle nostre parti, tranne che a Sciacca. D'altra parte anche la Madonna, a Tindari o a Loreto, è nera, ma la Madre di Cristo, in realtà, nera non era. Il nome Calogero, di origine greca, la dice lunga sulla sua provenienza. Basta andare sul sito Santi e Beati per rendersi conto che San Calogero non era nero, proveniva dalla zona del Bosforo e in Sicilia fu mandato dal papa Felice III a rievangelizzare il popolo siciliano e liberarlo dai demoni e dall'adorazione degli dei pagani. Altro che profugo! E anche se fosse nato a Cartagine, come qualcuno erroneamente ipotizza, non dimentichiamo che a Cartagine nacque Sant'Agostino che era cittadino romano e non era nero. I neri, in Nordafrica li portarono gli schiavisti arabi. Questo, ovviamente, non toglie nulla ai meriti che i fedeli attribuiscono a San Calogero. Ma mistificare la realtà ...  Hanno ragione gli scienziati riuniti a Erice che tra le 71 emergenze planetarie hanno messo ai primi posti l'ignoranza, soprattutto quella diffusa dalla rete.

    • Avatar anonimo di alex
      alex

      Egregio Sig. Franz, Ma Lei è il famoso giornalista Rai , ora in pensione? Io mi sono divertito un mondo a leggere il blog di Russello, sto ancora ridendo. Ma quello che proprio mi ha fatto impazzire di gioia è stato il suo commento.Non vorrei essere scortese, ma  a mio parere Lei non ha colto il significato del "pezzo", e non mi permetto, per rispetto alla sua intelligenza, di spiegare.Tutto voleva dire e tutto ha detto il Buon Russello tranne che parlare della vita e delle opere di San Calogero. Io come sempre prima di dare un giudizio cerco di leggere tra le righe. Provi a farlo anche Lei.....Viva San Calò di Giurgenti. Quello di cui parla Lei è un Santo, per carità, ma non ci appartiene. Cordiali Saluti

      • Avatar anonimo di Franz La Paglia
        Franz La Paglia

        Egregio signor Alex, lei è la seconda volta che mi parla di lettura tra le righe. In quello che dico o scrivo, tra le righe non c'è alcunché. Ho sempre avuto l'abitudine di essere chiaro e diretto. Io non contesto a Russello la parte in cui invita San Calogero a illuminare questo e quello. Per carità, legittimo. Quello che irrita è questo continuare a usare San Calogero per fare discorsi ideologici sulla questione dell'immigrazione. San Calogero non è Santo perché rappresenta l'integrazione, la pace e tutto quello che vuole lei. Ma perché, per sua intercessione, i devoti hanno ricevuto tante grazie e gli ex voto lo dimostrano. Semmai vorrei farle una domanda: se lei va in uno dei paesi da cui provengono gli immigrati è costretto, prima di partire, a farsi duecento vaccinazioni. Perché allora non dovremmo avere la prudenza di controlloare il loro stato di salute quando arrivano? Con Russello? Nessuna questione personale. Abbiamo soltanto divergenze di valutazione sul piano professionale, anche perché proveniamo da due "scuole" diverse e abbiamo avuto percorsi diversi anche se per un breve periodo le nostre strade si sono incrociate. Ma né io ho tolto a lui, né lui ha tolto a me. Ma a Russello, in questa occasione, quando dice "i tuoi colleghi scienziati", vorrei fare presente che io gli scienziati li ho intervistati. Quando lui intervista magistrati o politici, non mi sognerei mai di dire "i suoi colleghi magistrati" o "i suoi colleghi politici". Allora, io che ho intervistato Renato Curcio, potrei essere un suo "collega brigatista". Mestrino? Mai. Ho sempre cercato di mettere la mia esperienza a disposizione dei colleghi così come altri hanno fatto con me. E se Russello vuole affidarsi a Wikipedia, faccia pure. E' uno dei migliori strumenti di diffusione di cose sbagliate, di quell'ignoranza diffusa dalla rete di cui parlavamo. Basta constatare che attribuiscono a Cossiga l'epiteto "giudice ragazzino", riferito a Livatino. Niente di più falso. Spero che la polemica finisca qui.

    • Avatar anonimo di Fabio Russello
      Fabio Russello

      La sindrome del maestrino, noto, non ti ha abbandonato nemmeno ora che sei andato in pensione. Tralascio la storia - che caduta di stile! - dell' «ignoranza»: non sapevo che avessi un master universitario in storia della tradizione di San Calò. Ero disinformato, in questo caso. Semmai sono preoccupato: sei l'unico agrigentino che quando vede la statua di San Calogero non la vede nera. Probabilmente - tra le tante cose che sai - non sai invece che potresti essere daltonico. Se fossi stato uno degli scienziati che si riunivano a Erice (io non sono scienziato, e nemmeno tu, ça va sans dire) avrei proposto di aggiungere un'altra emergenza planetaria. Parlo dell'essere «saccente» che, secondo la Treccani vuol dire «persona che tende presuntuosamente a far mostra di ciò che sa o crede di sapere, che non perde occasione per intervenire su ogni argomento, ostentando in modo sussiegoso e irritante un sapere, spesso superficiale e, talvolta, anche presuntuoso». Mi pare che, almeno in questo caso - e te lo dico da ignorante - la definizione ti calzi a pennello. Peraltro sei stato talmente saccente da non sapere che Sant'Agostino non nacque affatto a Cartagine ma a Tagaste, nell'odierna Algeria. E te lo dico non come un qualunque saccente, ma come uno che ha appena consultato Wikipedia.

      • Avatar anonimo di Franz La Paglia
        Franz La Paglia

        Non si tratta di essere saccenti o daltonici o avere la sindrome del maestrino, caro Fabio. Irrita, però, che si parli senza sapere di cosa si stia parlando, non facendo così una corretta informazione. E questo conferma la tesi degli scienziati riuniti ad Erice sposata, in quell'occasione, anche il presidente del Senato Pietro Grasso Ho precisato che, nero o bianco, nulla toglie a San Calogero i meriti che i devoti gli attribuiscono. Ma parlare di San Calogero come un immigrato nero che "oggi sarebbe profugo" e che sarebbe stato tenuto a distanza perché avrebbe potuto "portare delle malattie", è fuorviante e frutto soltanto di un'ideologia che in questo momento fa tendenza. San Calogero, invece, venne in Sicilia, con tanto di permesso del papa, col preciso compito di cacciare i demoni e salvare la popolazione dal paganesimo ancora imperante. Altro che profugo. Ma c'è un aspetto della tradizione di cui non tieni conto e che ha generato il rito del lancio del pane. San Calogero curava i malati (malattie allora pericolosissime) e quando faceva la questua la gente gli lanciava il pane dalle finestre e dai balconi, proprio per evitare il contatto e quei rischi di contagio che oggi molti temono con l'arrivo di migranti che spesso vengono da zone in cui esistono ancora patologie che dalle nostre parti sono scomparse da decenni. Per Cartagine hai ragione. E' stato un lapsus dovuto al fatto che c'è chi sostiene che da Cartagine proveniva San Calogero. So che Sant'Agostino nacque in Algeria e conosco personalmente mons. Paul Desfarges, che è il suo successore a capo della diocesi di Costantina e Ippona e che, però, per una sorta di nemesi, è gesuita, quindi tomista. Semmai il vero saccente sei tu, caro Fabio, che sali in cattedra a dare patenti a destra e a manca senza averne alcun titolo e senza rispettare le idee altrui: ricordo che qualche mese fa ad uno dei commenti hai risposto "qui l'unica opinione che conta è la mia" Se volessi fare il saccente, il maestrino, come dici tu, aprirei un mio blog e farei come te. Ma ho il pudore di tenermi le mie idee per me, rispettando quelle degli altri quando, però, siano basate su fatti reali, non falsati da un'ideologia che oggi ricorda quel tenerone della pubblicità di una nota marca di biscotti.

        • Avatar anonimo di Fabio russello
          Fabio russello

          Vabbé Francì, quando avrò bisogno di maestrini consulterò wikipedia. Saluti e baci. E quando vai con i tuoi colleghi scienziati a Erice salutameli tutti.

        • Avatar anonimo di ALEX
          ALEX

          Egregio Sig. Franz, Non capisco perchè è così severo con Russello, forse attriti personali, forse antipatia, forse qualcos'altro. Non mi interessa. I o ancora una volta mi soffermo sul pezzo: San Calò di Giurgenti è stato accostato al quel povero ragazzo che è stato sottoposto a quarantena perchè si pensava che avesse chissà quale malattia infettiva, è stato trattato così per paura che un "diverso", vuoi per il colore della pelle, vuoi per la religione , vuoi per il paese di provenienza. Ecco San Calò visto con diffidenza all'inizio dalla popolazione perchè straniero  , "un diverso" ma poi considerato un uomo di pace e straordinariamente generoso con la popolazione.Per questo motivo è stato fatto Santo. Noi abbiamo paura della diversità. Io così ho capito. Cordiali Saluti

    • Avatar anonimo di Don Turiddru
      Don Turiddru

      Partendo dal presupposto che anche io ero a conoscenza della ricostruzione che vuole San Calogero non di colore, mi scusi sig. La Paglia, ma questo cosa cambierebbe nella percezione dei fedeli del Santo? San Calogero per gli agrigentini è un santo nero, e in quanto tale può essere utilizzata la sua figura per una riflessione che riguardi l'integrazione e l'immigrazione. Perciò fino a quando la statua non sarà debitamente sbiancata (e sono certo che lei riuscirà a convincere tutti che ciò è un atto di verità e cultura) cosa cambia?

  • Avatar anonimo di Pasquino
    Pasquino

    Amen.

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento