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Venerdì, 12 Agosto 2022
Colonne d'ercole

Opinioni

Colonne d'ercole

A cura di Fabio Russello

Tarallucci e (molto) vino

Va bene che uno cambia idea (solo gli stupidi non la cambiano mai) ma accusare il programma Tv che ha messo a nudo le "storture" (ma è un eufemismo) della Fondazione di avere fatto copia e incolla è una cosa che fa veramente ridere

Massimo Muglia, in tempi di anticasta, si era pure guadagnato la simpatia di molti agrigentini. L'uomo che da dieci anni fa sempre parte di qualche CdA o di qualche Giunta comunale (il colore non ha importanza: lui è uomo di cultura) aveva addirittura annunciato le dimissioni dalla Fondazione Teatro. Lo ha detto chiaramente nel bellissimo programma di Totò Frequente e Silvio Schembri, gli Ingrati: "Vi annuncio che lascerò l'incarico". E tutti a dire: "Bravo, uno che si dimette allora in questa città c'è. Restano quelli che hanno sbagliato tutto sul mercato del venerdì, ma almeno lui ha avuto un sussulto di dignità e se ne è andato".

E invece sono passate poche ore e il buon Muglia dopo una notte di riflessione (penso comunque più serena di quella del Principe di Condé prima della battaglia di Rocroi) alla fine ha fatto marcia indietro: "Non mi dimetto più". Ora va bene che uno cambia idea (solo gli stupidi non la cambiano mai) ma accusare il programma Tv che ha messo a nudo le "storture" (ma è un eufemismo) della Fondazione di avere fatto copia e incolla è una cosa che fa veramente ridere. E fa ridere pure a crepapelle. Muglia quelle cose le ha dette. Probabilmente - ma è quello che non dice - è sempre meglio fare il direttore generale della Fondazione Teatro piuttosto che il professore. Ma a sto punto dovrebbe richiamare all'ordine il direttore artistico (che apprendo si chiami Gallina): ha detto che il personale è utilizzato al meglio. Una chiara polemica nei confronti di Muglia che invece aveva detto che il personale era utilizzato malissimo. Che cosa non si fa per non fare le vacanze a Rocroi...

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