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Venerdì, 12 Agosto 2022
Colonne d'ercole

Opinioni

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A cura di Fabio Russello

Colonna d'Ercole: i novelli sceriffi di Nottingham

A poche ore dal verminaio che sta per emergere con la Fondazione Pirandello, raddoppiare l'addizionale Irpef senza dimezzare le indennità di carica e aumentare al massimo l'Imu senza diminuire al minimo il numero degli assessori è una mancanza di rispetto per gli elettori e per tutti gli agrigentini

I novelli sceriffi di Nottingham

Faranno finta di non leggere. Questo quotidiano online fa oltre 15 mila contatti al giorno, ma loro si nasconderanno e diranno che, no, non si collegano. Le cose vanno così da sempre da queste parti. Lasciamo che passi la buriana, poi dimenticheranno. Ma - a poche ore dal verminaio che sta per emergere con la Fondazione Teatro Pirandello - raddoppiare l'addizionale Irpef senza dimezzare le indennità di carica e aumentare al massimo l'Imu senza diminuire al minimo il numero degli assessori (e dei dirigenti del Comune) è una mancanza di rispetto per gli elettori e per tutti gli agrigentini, anche per quelli che hanno votato Pennica al ballottaggio.
 
Il sindaco Marco Zambuto, lo stesso che firmava gli incarichi retribuiti della Fondazione Teatro Pirandello (ma al Comune non ce ne sono giornalisti iscritti all'Ordine?), dice che la colpa non è sua; dice che il Governo Monti e che il Governo regionale hanno tagliato ancora altri fondi e che dunque così non si va avanti. Troppo facile dare sempre la colpa agli altri. Ha già governato per i primi cinque anni e ha detto in campagna elettorale che le casse del Comune erano state quasi risanate. Ora ci accorgiamo che i consiglieri comunali sono stati messi davanti ad una scelta drammatica: aumentare le tasse al massimo oppure dichiarare il dissesto finanziario. Sarebbero finiti a mare i precari (e a poche settimane dal voto per le regionali non è mai una buona cosa scontentare qualcuno) e sarebbero stati messi in mobilità alcuni dipendenti comunali, mentre le tasse sarebbero rimaste al massimo per cinque anni.
 
E' stata scelta la strada più facile: quella che avrebbe percorso lo sceriffo di Nottingham: spremere i cittadini. Ma i sacrifici hanno un senso solo se chi li impone, in un improvviso rigurgito di dignità, si adegua ai nuovi tempi. Per esempio: perché pagare ai dirigenti i premi di fine anno quando è chiaro a tutti che la macchina del Comune funziona male (per usare un eufemismo)? Perché tenere otto assessori quando la mancanza di fondi impedisce qualunque indirizzo politico nei vari settori amministrativi rendendo appunto del tutto inutile la presenza degli assessori (e relative indennità)? Perché continuare a servizi di strutture come la Fondazione Teatro per elargire denaro pubblico con criteri privatistici (è incredibile, ma alla Fondazione la legge dice che si fa così)? Queste sono le domande da fare ai nuovi sceriffi di Nottingham. E non serve essere Robin Hood per capire che dalle parti di Palazzo dei Giganti non hanno le risposte.
 
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