Colonne d'Ercole

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Il rustico di Montalbano

Voci indignate si levano contro i produttori e persino contro Andrea Camilleri. Ma pensateci un po': che c'entra - ormai - Porto Empedocle con il Montalbano della Tv? Non c'entra nulla

La produzione della fiction Rai del Commissario Montalbano (e via alla tiritera: il celebre personaggio di fantasia dei romanzi di Andrea Camilleri bla bla bla) potrebbe andarsene via dalla Sicilia. Voci indignate si levano contro i produttori e persino contro Andrea Camilleri. Ma pensateci un po': che c'entra - ormai - Porto Empedocle con il Montalbano della Tv? Non c'entra nulla. 

Ormai per il grande pubblico Vigata è nel Ragusano. Lì hanno avuto cura dei loro centri storici e grazie al migliore assessore ai Beni culturali che la Sicilia abbia avuto, e cioè Fabio Granata, la Rai scelse quelle location. Dove lo dovevano ambientare il Commissariato di Montelusa? Nella splendida Scicli o tra la munnizza di Porto Empedocle? E le e scene della fiction con le sfuriate del questore al commissario Montalbano dove farle? Tra lo splendido barocco di Noto e di Modica o tra le catapecchie abbandonate e sporche di Porto Empedocle o Agrigento.  O forse nel palazzo barocco di Porto Empedocle che il proprietario ha deciso di demolire in una notte. Dai... non scherziamo....

A Punta Secca, grazie a quella fiction tv, si è sviluppato un turismo cinematografico letterario che nemmeno nella casa Natale di Pirandello. Non è la produzione che deve chiedere il favore alla Regione - o a questi turisti della politica che ormai abitano i palazzi del potere siciliano a tutti i livelli - ma è la Regione che deve mettere a disposizione ogni mezzo alla produzione per far sì che Montalbano venga girato in Sicilia. 
E le voci indignate che si levano da Agrigento e Porto Empedocle fanno sorridere: quando mai un episodio tv di Montalbano è stato girato dalle nostre parti? E perché prendersela con Andrea Camilleri che non ha alcun obbligo di riconoscenza verso Agrigento e la sua Porto Empedocle visto che per decenni nessuno lo ha letteralmente calcolato e che è stato onorato solo quando è diventato lo scrittore di successo che tutti abbiamo letto almeno una volta nella vita. 

Non arrabbiatevi con la produzione Rai o con Camilleri: arrabbiatevi con quelli che anziché stendere il tappeto rosso hanno messo i bastoni tra le ruote. Quindi non sarebbe uno scandalo se anziché gli arancini di Montalbano ci toccherà assaggiare il rustico salentino di Montalbano.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Franz La Paglia
    Franz La Paglia

    Fabio Granata il migliore assessore ai Beni culturali della Sicilia? Ricordo a Russello che Granata fece spendere un miliardo e mezzo di lire a noi siciliani per acquistare le case Pantalena e qualche altro centinaio di milioni per demolirle. Sì,  comprare perché quelle case, ancorché incomplete (il progetto prevedeva che fossero simili a villa Athena e a villa Aurea, quindi in sintonia con l'ambiente), erano legali. Tant'è che la Soprintendenza ai Beni culturali aveva avanzato l'ipotesi di completarle per farci propri uffici. Di contro, se è vero che è stato Granata ad indirizzare la produzione della serie di Montalbano verso il Ragusano, ha consentito che venissero diffuse in tutto il mondo immagini diseducative  di una villa  (quella in cui abita il commissario "inventato" da Camilleri) costruita sulla spiaggia, a meno di 150 metri dalla battigia in spregio alle più elementari regole di tutela ambientale e del paesaggio. Complimenti a Russello che ha due atteggiamenti che si contrappongono, che fanno a cazzotti tra di loro. La psicologa che scrive su questo sito può spiegarglielo

  • Dice bene, Russello: per quale ragione avrebbero mai dovuto “girare” dalle nostre parti la fiction della RAI? Perché criticare chi stava per accogliere le avances dell’Apulia Film Commission? Forse perché, in Puglia (ecco chi stava per “soffiarci” Montalbano), c’è più natura, più storia, più bellezza che in Sicilia? O, piuttosto, “lassù, nel profondo nord” del meridione d’Italia, hanno saputo, in anni recenti ma lontani dai nostri, coniugare crescita economica con ecologia enfatizzando la propria identità, le proprie vocazioni turistiche e culturali (il cinema, appunto), la propria agricoltura; orientando politiche energetiche e di edilizia verso forme di sviluppo ecologicamente sostenibile? Come la nostra, quella Terra è cresciuta (si fa per dire) con un modello di sviluppo che devasta ricchezze e beni comuni a favore dell’interesse di pochi, creando malaffare, discariche, cementificazione dannosa e altre maledizioni. Qualcuno (in pochi, temo) ammetterà che là, oggi, c’è chi ha bene in testa cos’è la governance di un territorio in sintonia con le scelte partecipate, mentre i nostri pessimi Amministratori meriterebbero una vacanza di qualche mese alle Maldive lasciando il posto, nel frattempo, a un pugno di Cittadini di buona volontà e capaci, minimo requisito richiesto, di saper gestire il proprio portafoglio; Cittadini che comincino (loro per primi, si) a rispettare i segnali (e i divieti) stradali e gli orari di conferimento della spazzatura nei cassonetti; Cittadini capaci di intercettare e leggere le sollecitazioni che provengono dal basso (penso a fenomeni sorti negli anni come PPP, Belushi, Tamburino, Vallicaldi Open Street, Farm Cultural Park, etc); Cittadini capaci di vedere il fenomeno dei migranti come una ulteriore ricchezza e non come un’emergenza. Perché, dunque, ospitare le riprese di “Montalbano” nell’agrigentino? Chiudo ricordando che sulla questione era insorto, pure, Gaetano Pendolino, persona degna di stima (frase scevra da ironia, giuro), attualmente Amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi di Agrigento insieme al neoeletto Presidente Calogero Firetto. Ma è lo stesso Firetto del rigassificatore? E, sarà uno scherzo infame, è stato davvero eletto nella sede del Parco Archeologico della Valle dei Templi? All’unanimità, mi dicono …..

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