Colonne d'ercole

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Colonne d'ercole

A cura di Fabio Russello

Ecco perchè Fontana non deve dimettersi

Le vite umane sono ovviamente più importanti di due palmette ed è per questo che la vita di quelle due creature non va strumentalizzata nemmeno per dinamiche post elettorali e nemmeno per chiudere conti molto «agrigentini» e molto poco nobili

La campagna elettorale - insisto: la più brutta che io ricordi - sembra essere ancora in corso nonostante le urne siano state aperte e i voti già contati. E dopo il tiro al bersaglio su Calogero Firetto (che ha fatto bene in campagna elettorale a sottrarsi a quel tipo di confronto) ora tocca a Mimmo Fontana, il presidente regionale di Legambiente, persona per bene e assessore designato nella nuova Giunta comunale. 

Si chiedono le sue dimissioni per la dolorosa vicenda dei fratellini Mulone, travolti dal fango di un vulcanello delle Maccalube, una tragedia sulla quale doverosamente la Procura di Agrigento sta indagando per verificare se ci siano state falle nelle misure di sicurezza. Ovviamente, essendoci una perizia della Procura di Agrigento che ipotizza una serie di carenze è del tutto normale che a Fontana (e ad altre due persone, tra cui un dirigente regionale) sia stato notificato un avviso di garanzia. Significa che la Procura li ha avvertiti che ci sono - per semplificare - delle cose che non quadrano e che dunque se vogliono possono anche loro far disporre una controperizia. 

E comunque si tratta di una vicenda - molto dolorosa - che è del tutto estranea all'Amministrazione del Comune di Agrigento. Si dirà: ma ci sono una serie di casi di amministratori che invece, subito dopo un avviso di garanzia si sono dimessi. Io ricordo solo un caso: Mimmo Russello, l'ex sindaco di Favara (non è mio parente), un galantuomo che ha lasciato la sua carica dopo il rovinoso crollo di un rudere che ha sepolto due bambine. 

Ovvio che non abbia alcuna responsabilità, ma il sindaco di un comune ha la responsabilità di tutta la macchina amministrativa. Non c'entrava nulla ma l'Utc era sotto la sua «supervisione». 

Poi ci sono i dimessi per le condanne: Marco Zambuto, un abuso d'ufficio commesso durante il suo mandato di sindaco per il quale è stato condannato in primo grado e prosciolto in appello. Si è dimesso prima che il prefetto lo sospendesse per la legge Severino (ma, ne sono convinto, lui non vedeva l'ora). Poi c'era l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, condannato perché aveva rapporti troppo stretti con i mafiosi. Ma ad esempio non si è dimesso l'ex presidente della Provincia Eugenio D'Orsi per la vicenda delle palmette e degli incarichi della Provincia. 

Le vite umane sono ovviamente più importanti di due palmette ed è per questo che la vita di quelle due creature non va strumentalizzata nemmeno per dinamiche post elettorali e nemmeno per chiudere conti molto «agrigentini» e molto poco nobili. Un vulcanello è governato solo dalla Natura.

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