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Colonne d'ercole

Colonne d'ercole

A cura di Fabio Russello

Caro Marco, datti una mossa

Basta fare un giro per la città e guardarla un po', senza l'assuefazione dell'agrigentino ormai abituato a tutto per farsene una impressione non esattamente uguale a quella di Pindaro

L'avere alla fine deciso di collocarsi nel Pd non sembra avere dato una spinta in più all'Amministrazione. E il problema, almeno per il sindaco Zambuto, non è quello di avere aderito al partito di Renzi e Bersani che sulla carta è piuttosto lontano dalle sue idee: se lo hanno fatto persino Maria Pia Vita e Gioacchino Zarbo che problema volete che sia avere una tessera del Pd.... Però caro Marco, sembra quasi che la città sia diventata ostaggio della tua - legittima - ambizione di diventare parlamentare. Del resto lo strappo di Angelino che è passato in tre mesi dalle lacrime per la condanna definitiva al sostanziale ok alla decadenza da senatore suo (ex) Capo, ha aperto moltissimi scenari. Però basta fare un giro per la città e guardarla un po', senza l'assuefazione dell'agrigentino ormai abituato a tutto per farsene una impressione non esattamente uguale a quella di Pindaro.

Il Palacongressi è chiuso (e il convegno su Pirandello è emigrato a Terrasini), lo stadio comunale ora frequentato da duemila persone (per dire: più di quelle che frequentano il teatro....) è una specie di rudere, la piscina non sembra un modello di funzionalità. Eppure l'unico intervento è quello per il Santuario di San Calogero. Per carità, pure San Calò è importante, però non c'è solo San Calò. Il Comune continua a perdere finanziamenti e la burocrazia di Palazzo dei Giganti non sembra brillare per efficienza. Eppure hai licenziato un solo dirigente (a un mese dalla sua assunzione...) e non tocchi quelli che, da anni, fanno pochissimo. In Consiglio comunale ci sono esponenti della tua maggioranza e della tua Giunta che insistono con la storia (ridicola) dei confini della Valle dei Templi entro i due fiumi e tu non hai (ancora) imposto loro di ritirare quell'insulto alla storia di Agrigento. Marcù, datti una mossa, così Agrigento non può continuare.

Caro Marco, datti una mossa

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